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7 marzo 2015

Sara Tonini vince la Borsa Demattè dell’Unitn e 25 mila euro

Sara Tonini

Università degli Studi di Trento – Borsa Dematté: Sara Tonini vince 25 mila euro per il suo progetto

Sara Tonini

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Riconoscimento anche per un altro candidato: Enrico Fiorentini. In occasione della premiazione, venerdì 20 marzo, si terrà una tavola rotonda su Jobs Act e crescita alla quale parteciperanno anche Filippo Taddei (responsabile dell’economia del Partito democratico e uno degli autori della riforma del lavoro) e Roberto Nicastro (direttore generale del Gruppo UniCredit)

La vincitrice del premio laudio Dematté, Sara Tonini

È Sara Tonini la vincitrice della borsa di studio intitolata al professor Claudio Dematté, istituita per iniziativa del Comitato Amici di Claudio Demattè, in collaborazione con Università di Trento e Fondazione Trentino Università e giunta alla nona edizione.

Sara Tonini laurea magistrale in Economics and Finance alla Luiss di Roma e dottoranda in Local Development and Global Dynamics all’Università di Trento (nell’ambito della Scuola in Scienze sociali), la trentenne si è aggiudicata un finanziamento di 25 mila euro per il suo progetto sulla trasmissione della fiducia tra generazioni di migranti e la costruzione della coesione sociale (“Building social cohesion: the transmission of trust through migrant generations”). Come destinazione per lavorare alla sua ricerca ha scelto l’Institute for the Study of Labor (IZA) di Bonn per le competenze presenti in tema di immigrazione e per una conoscenza profonda degli strumenti d’indagine socio-economica necessari per sviluppare il suo progetto.

Questa volta poi la commissione di selezione del premio Dematté ha deciso di dare un riconoscimento anche a un altro candidato. Il riconoscimento, che consiste in un prestito sulla fiducia in fase di definizione e con garanzia della Fondazione Trentino Università, va a Enrico Fiorentini per la validità del suo progetto “Breaking the impasse in global governance: towards experimentalist security governance?”, che si concentra sulle problematiche derivanti da rischio nucleare nel mondo. Fiorentini si è laureato in Non-Proliferation and Terrorism Studies a Monterey (California) e prima a Trento presso la Scuola di Studi Internazionali, dove è tuttora studente di dottorato. Il prestito lo aiuterà a svolgere il suo progetto presso il Belfer Center for Science and International Affairs, Kennedy School of Government, Università di Harvard.

La cerimonia di premiazione di Sara Tonini avrà luogo a Trento venerdì 20 marzo alle 17 nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (Via Calepina, 1).

Nell’occasione, come di consueto, è stata organizzata una tavola rotonda che questa volta avrà per tema “Ottimismo della ragione, pessimismo della volontà: come passare dal Jobs Act alla crescita in Italia e in Trentino?” e vedrà la partecipazione di Filippo Taddei, responsabile dell’economia del Partito democratico e uno degli autori della riforma del lavoro, del presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, di Roberto Nicastro (direttore generale del Gruppo UniCredit, laureato in Economia aziendale con Claudio Demattè alla Bocconi e presidente della commissione di selezione), di Rudi Bogni (ex ceo di Ubs Private Banking e International Advisor) e di Puccio Zadra (ex direttore generale di Abi, Associazione bancaria italiana). Il moderatore sarà Michele Andreaus, presidente della Fondazione Trentino Università. Tra le novità dell’edizione di quest’anno il sostegno di Mediocredito Trentino Alto Adige che ha partecipato attivamente anche nelle fasi di selezione.

Si discuterà, quindi, di Jobs Act (tra valenza reale e simbolica), del rapporto delle comunità locali con l’Europa e con il mercato globale, di occasioni colte e perse dall’Italia e dal Trentino negli ultimi 25 anni, del ruolo della finanza e delle banche in questo momento di transizione, del legame tra economia e politica e dei rispettivi ruoli, dei fronti di riforma aperti in Italia e in Trentino.
Dopo la tavola rotonda ci sarà la cerimonia di assegnazione della borsa di studio Claudio Dematté al progetto vincitore di Sara Tonini e del prestito sulla fiducia al secondo progetto meritevole di attenzione, quello di Enrico Fiorentini.

Bando borsa di studio claudio dematté 2014 – 9a edizione

La borsa di studio Claudio Dematté è stata istituita per iniziativa del Comitato Amici di Claudio Demattè, in collaborazione con Università di Trento e Fondazione Trentino Università, per finanziare un’esperienza di approfondimento di tematiche provenienti da tutte le aree scientifiche – purché abbiano una declinazione di carattere economico, manageriale e aziendalistico – all’estero o presso l’Università Bocconi di Milano. I temi ritenuti prioritari dalla Commissione di Selezione sono indicati nel bando.

La borsa di studio, del valore di 25mila euro (al lordo delle ritenute di legge), è destinata a laureandi, laureati o dottorandi – di qualsiasi area disciplinare – dell’Università di Trento o laureandi, laureati o dottorandi presso altro ateneo italiano o straniero purché residenti in Trentino.

Progetto vincitore della borsa 2014: building social cohesion: the transmission of trust through migrant generations

Perché a una economista dovrebbe importare il livello di fiducia interpersonale all’interno di una comunità?
Numerose ricerche, sia empiriche sia teoriche, hanno mostrato che la fiducia reciproca tra gli appartenenti a un gruppo sociale ha importanti implicazioni sia macro- sia microeconomiche.

La ricerca che Sara Tonini propone arricchisce innanzitutto il dibattito sull’importanza relativa della trasmissione intergenerazionale e dell’ambiente socio-culturale nella formazione del livello individuale di fiducia reciproca. Inoltre, fornisce evidenza empirica rilevante per quanto riguarda la persistenza di lungo periodo di alcuni tratti culturali. Sebbene recentemente alcuni lavori in tema di capitale sociale abbiano mostrato come esso possa avere effetti che si dispiegano nel lungo periodo, mancano contributi in grado di spiegare i meccanismi che rendono possibile una tale persistenza nel tempo.

Per separare l’effetto ambientale (da intendersi quale contesto locale, comunità in cui una persona vive quotidianamente) da quello della trasmissione intergenerazionale sul livello individuale di fiducia interpersonale, Tonini considera il caso degli immigrati di seconda generazione. Questi ultimi, non avendo mai vissuto nel Paese d’origine, non ne hanno conosciuto norme e valori, se non tramite i loro genitori, i quali, invece, hanno sperimentato e fatto proprio quel sistema di istituzioni sociali che si sono portati con sé al momento della migrazione. Per identificare l’intensità della trasmissione dai genitori ai figli del livello di fiducia negli altri Sara Tonini utilizza l’approccio epidemiologico, studiando come varia il livello di fiducia interpersonale tra gli immigrati di seconda generazione che risiedono nello stesso Paese (la Germania), ma provenienti da Paesi diversi.


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