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30 marzo 2015

Sciopero benzinai e trasporti 31 Marzo-1 Aprile 2015: autostrade ferme



Nessun pesce d’aprile per il trasporto, indetto sciopero benzinai e sciopero dei trasporti pubblici per martedì 31 marzo e giovedì 1 Aprile 2015: un primo aprile nero in città e nelle autostrade, ecco le motivazioni

Lo sciopero benzinai di domani e dopodomani, 31 marzo e 1 aprile, non è esattamente una novità. Già ad inizio marzo i benzinai avevano “incrociato le braccia” in segno di protesta per processi reiterati nel tempo tali processi riguardano la privatizzazione assoluta delle concessionarie e gli aumenti della benzina.

Nel caso degli aumenti della benzina, lo sciopero benzinai mette in evidenza come specialmente in Italia tale sostanza sia soggetta ad aumenti di prezzo astronomici: anche quando si tratta di pochi centesimi, il costo complessivo finisce per essere comunque difficile da sostenere.

All’inizio del mese di marzo, lo sciopero benzinai fu organizzato in seguito ad altre richieste fatte “con le buone” che non avevano avuto alcuna risposta – richieste sottoposte a chi di dovere per tutto il mese di febbraio. A fine marzo, ancora non è cambiato nulla e la rabbia è tanta. 

Ancora una volta, mediante lo sciopero benzinai, si vuole puntare all’azzeramento del peso delle royalty sui carburanti, in modo da far scendere il prezzo della benzina e del gasolio di ben 16 o 20 centesimi di euro.

Purtroppo, ad ora, non c’è stata nessuna considerazione e nessuna risposta da parte del governo riguardo lo sciopero benzinai già accaduto e riguardo a quello di domani e dopodomani. I sindacati di questa categoria di lavoratori, in particolare Faib Confesercenti, Fe.gica, Cisl ed Anisa Confcommercio, sono in parte indignati e in parte imbarazzati dal tutto il silenzio riguardante questi argomenti e lo rendono noto tramite comunicato stampa congiunto

Sciopero Benzinai e Trasporto Pubblico dal 31 Marzo al 1 Aprile 2015

Sono questi i motivi che porteranno alla chiusura temporanea delle pompe di benzina e, presumibilmente, a un blocco delle autostrade, dalla mezzanotte del 31 marzo fino all’ultimo minuto della giornata del 1 aprile.

Lo sciopero benzinai si va ad accodare allo sciopero dei trasporti di oggi, 30 marzo, indetto dall’Unione Sindacale di Base, tale sciopero ha coinvolto i lavoratori appartenenti all’ambito dei trasporti pubblici e ha fatto sì che restassero fermi bus, metro, tram e in alcune città persino aerei e traghetti causando enormi disagi per la circolazione.

Sia lo sciopero benzinai che lo sciopero trasporti di oggi sono tesi a mandare messaggi importanti, messaggi riguardanti sia la condizione attuale dei lavoratori – che va necessariamente presa in considerazione e migliorata, sia la condizione dei trasporti in Italia, già ritenuta pietosa di per sé dalla maggior parte degli abitanti di qualsivoglia città.

Ancora una volta, una manifestazione come lo sciopero benzinai, va presa come spunto non per lamentarsi dei disagi che i lavoratori creano ai cittadini ma come spunto di riflessione per meditare sulle condizioni in cui versa questo settore.

Intervista ad Alessandro Zevalloni (Fegica) su sciopero benzinai

Come spiegare, in parole povere, le motivazioni dello sciopero benzinai anche ai non addetti ai lavori? Questa la risposta di Zevalloni (Fegica): “Dalla privatizzazione delle autostrade italiane, avvenuta nel 1999, in avanti, il “bene pubblico dato in concessione” è stato sostanzialmente utilizzato come fosse “cosa privata” e sfruttata nell’esclusivo interesse di alcuni (potenti) soggetti privati. Ciò ha significato, in estrema sintesi ed in modo appena esemplificativo, l’aumento sistematico ad ogni 1° dell’anno delle tariffe di pedaggio ma anche l’aumento del 1.400% tra il 2003 ed il 2009 del livello di royalty che i concessionari pretendono sulla vendita dei carburanti, ma anche dei panini e del caffè. L’effetto finale è che la rete autostradale italiana ha i prezzi dei carburanti più alti d’Europa ed un livello di servizio del tutto inadeguato, malgrado si tratti, come detto, di un “bene pubblico”. I gestori -sembra assurdo dirlo- vengono lasciati soli a denunciare fin dal 2002 questo stato di cose, trovando oltretutto nel Governo e nel “sistema” che trova un suo radicamento nei Ministeri competenti, un baluardo a difesa non dell’interesse collettivo ma di quello privato dei concessionari, fatto di privilegi e ingentissime rendite di posizione”.

Ricordiamo che la prima puntata di questa lotta è avvenuta ad inizio marzo. Ci sono state evoluzioni dopo il 5? “Malgrado lo sciopero effettuato il 4 e 5 marzo abbia offerto un segnale di assoluta compattezza della categoria a sostegno della vertenza avviata, il muro di silenzio offerto dai Ministeri dei Trasporti e dello sviluppo economico ha dato qualche piccolo segnale di cedimento solo dopo la proclamazione di quello che sta per prendere inizio questa notte alle 24.00. Con due comunicazioni, poco comprensibilmente distinte e separate, giunte dai due Ministeri compenti lo scorso 25 marzo, le Organizzazioni di categoria dei gestori sono state convocate per il 26 marzo al Mit e per domani 31 marzo alle 17.30 – vale a dire quando lo sciopero sarà già nel pieno del suo primo giorno – presso il Mise. Di quello al Mit abbiamo già avuto modo di dire pubblicamente che ha deluso ogni aspettativa per la mancanza assoluta di alcuna risposta. Non rimane che verificare se domani al Mise ci saranno le condizioni per avviare un confronto serio e capace di affrontare concretamente le questioni denunciate. Intanto, però, questa mattina le Organizzazioni di categoria hanno depositato presso il TAR del Lazio un ricorso teso a impugnare l’Atto di indirizzo che Mit e Mise di concerto hanno recentemente emanato in materia autostradale”.

Purtroppo, manifestazioni come quelle dei prossimi giorni vengono spesso interpretate solo come disagio e fonte di lamentele ma cosa c’è dietro? Quale sarebbe un modo per supportare i benzinai, pur non facendo parte della categoria? C’è qualche modo per sensibilizzare il pubblico?

Senza alcuna volontà polemica, varrebbe la pena dire che i “non addetti ai lavori”, in modo particolare i cittadini, rischiano di interpretare tutto questo come un “disagio” soltanto perché in questo modo queste iniziative vengono presentate.”

“Pare quasi un “vezzo” giornalistico che però nasconde l’esigenza di “semplificare” il messaggio: diventa perciò più semplice concentrarsi sul dito, piuttosto che sforzarsi di guardare la luna che quel dito vorrebbe faticosamente indicare all’attenzione. Si perde in questo modo la possibilità per i cittadini di conoscere quale utilizzo perverso e per molti versi illegittimo si fa del “bene pubblico” ai loro stessi danni e quali responsabilità, anche politiche, rendano tutto questo possibile e persino “normale”. Peccato! Anche perché per evitare in gran parte quanto avviene (non solo in “autostrada”) sarebbe necessario, se non del tutto sufficiente, darne informazione e pubblicità. È questo “supporto” che certi soggetti temono più di molte altre conseguenze. Ed è per questo che vi ringraziamo dell’attenzione che ci avete voluto riservare”.

Ambra Benvenuto


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