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18 marzo 2015

Tesi di Laurea triennale e magistrale: come fare a scrivere la tesi

Borsa di Studio per Laureati

Terminati gli esami arriva la prova finale, la Tesi di Laurea, sia che il percorso universitario sia quello triennale, sia nel caso della magistrale: ecco come scrivere la tesi e come fare una ricerca bibliografica

Come scrivere una Tesi di Laurea

Come scrivere una Tesi di Laurea

Tutto sulla tesi di laurea: dalla domanda di laurea e scelta dell’argomento, consegna documentazione per la laurea, alla fase di struttura della tesi, impaginato, caratteri da usare, margini e font della tesi.

Dalla ricerca bibliografica, allo studio dell’argomento scelto nella tesi e quindi fino alla pubblicazione della tesi. Le regole basilari per redigere un elaborato di successo partendo da un certo voto di laurea (vedi come calcolare il voto di laurea).

Consigli e suggerimenti per un’efficace e gratificante ricerca bibliografica; ecco come reperire le fonti per “tesi di laurea giurisprudenza, tesi di laurea infermieristica, tesi di laurea scienze politiche, tesi di laurea scienze motorie, tesi di laurea scienze dell’educazione ecc”. Dall’indice tesi di laurea triennale all’impaginazione tesi di laurea magistrale. Ecco una panoramica generale sugli elementi nevralgici.

Come scrivere una tesi di laurea: la tesi compilativa e di ricerca

Come scrivere una tesi: compilativa o di ricerca

Come scrivere una tesi

La tesi di laurea raffigura un elemento, a dir poco, indispensabile per assurgere all’ambìto rango di corona d’alloro. Così, ogni anno, migliaia di laureandi s’accingono a tratteggiare e snocciolare, con dovizia di particolari, gli argomenti su cui incentrare il lavoro finale.

La tesi di laurea è, dunque, l’epilogo di un percorso irto d’ostacoli e scanalature, ma anche di gioie e soddisfazioni, simboleggiato dalla redazione di una dissertazione dattiloscritta che lo studente sottopone al vaglio di una Commissione, dopo aver sostenuto, con successo, tutti gli esami prescritti. Il relatore, cioè il docente con cui si realizza la tesi di laurea, rende edotta la Commissione in merito al proprio resoconto, ponendo, nel contempo, domande ed obiezioni al candidato. Dopodiché si dà vita ad una discussione orale corroborata, in particolare, dalle opinioni espresse dallo studente e dal giudizio dei relatori. L’atavico rituale termina, come da tradizione, con l’assegnazione di un voto alla tesi, che può andare da un minimo di 66 ad un massimo di 110 e lode.

Esistono due grandi tipologie concettuali di tesi: quella compilativa e quella di ricerca. La prima non ha un candore, prettamente, scientifico ed è realizzabile in tempi ragionevolmente brevi. Con essa, lo studente mira a dimostrare di aver compreso l’essenza di un argomento, esponendola in modo chiaro, ed offrendo, nel contempo, una descrizione dei vari punti di vista esistenti.

La seconda, al contrario, è di gran lunga più impegnativa, ed è caratterizzata da una dissertazione, tipicamente, originale sul tema trattato. Attraverso di essa, il candidato tende a formulare ipotesi soggettive che mirano a confutare la veridicità, l’efficienza o l’utilità di una determinata teoria.

Da non sottovalutare, poi, sono le divergenze esistenti fra tesi triennale e tesi magistrale. La prima, che simboleggia l’epilogo di un corso di soli tre anni di studio, è relativamente breve, in quanto, di norma, non dovrebbe oltrepassare la soglia delle 50 cartelle (una cartella equivale ad una pagina di 1.800 caratteri). La tesi di laurea magistrale, al contrario, è composta da oltre 90 cartelle, ed è corredata da una trattazione, di gran lunga più approfondita, di una specificata tematica.

Dopo aver individuato, sotto l’egida del relatore, il fulcro nevralgico della tesi ed aver stabilito le fasi, i segmenti spaziotemporali, cui ottemperare nel redigere la stessa, è necessario che lo studente osservi alcune basilari ed inderogabili norme consuetudinarie. Prima di mettersi a scrivere la tesi di laurea è opportuno pianificare, in maniera epesegetica, cioè meticolosa, l’organizzazione del lavoro, realizzando un indice provvisorio dei capitoli ed effettuando una preliminare ricerca bibliografica incentrata sull’argomento da trattare. A tal proposito, appare, a dir poco sintomatico e lapalissiano che la selezione del tema debba avvenire in maniera direttamente proporzionale alla reperibilità ed alla comprensibilità delle fonti. “E’ necessario – scrive il Semiologo Umberto Eco in “Come si fa una tesi di laurea: le materie umanistiche”che il quadro metodologico della ricerca sia alla portata dell’esperienza del candidato”; ma soprattutto che il professore sia quello giusto (in sostanza, che non ci faccia perder tempo).

Ricerca bibliografica per la tesi di laurea: come cercare le fonti

Come e dove ricercare le fonti? A meno che il candidato non sia un bibliofilo di prim’ordine e non possegga già il materiale da cui attingere linfa vitale, il miglior modo per reperire fonti è recarsi nella biblioteca della propria università, o in quella del proprio comune di residenza, in un’emeroteca o in un archivio.

Al di là delle varie tipologie di tesi di laurea esistenti (sperimentali, bibliografiche, magistrali, triennali, tesi di laurea infermieristica, tesi di laurea scienze dell’educazione, tesi di laurea giurisprudenza ecc), infatti, la fonte è quasi sempre rappresentata da libri, documenti scritti, articoli di riviste e di giornale. Ciononostante, in altri casi, può accadere che l’oggetto e il fulcro nevralgico della tesi, alberghino in fenomeni reali e, quindi, al di fuori dei manoscritti. E’ il caso, ad esempio, di una tesi in cui il candidato debba raccogliere le opinioni e le impressioni della gente su di un determinato argomento di nuova coniazione.

Come eseguire la ricerca bibliografica? Il personale di una biblioteca è, di norma, in grado di elargire e dispensare consigli ed informazioni circa l’orientamento bibliografico generale. Ma, in molti casi, è possibile che lo studente venga assistito sia nell’individuazione dei documenti, sia nella consultazione di cataloghi online (Opac) e banche dati. Scandagliare, con accuratezza, le fonti reperibili, consente di realizzare una bibliografia di partenza. Per far ciò, però, bisogna maneggiare molti libri. La bibliografia, infatti, serve a disporre in elenco le fonti consultate durante la stesura della tesi di laurea ed è corredata da citazioni brevi ed essenziali. Queste ultime, in realtà, mirano a descrivere i dati indispensabili per individuare i documenti lambiti.

Struttura della tesi di laurea: capitoli, paragrafi e sotto-paragrafi

Come va strutturata una tesi di laurea? Diciamo, anzitutto, che, normalmente, la tesi non è un’opera letteraria d’avanguardia, ma è lo studio “scientifico” su di un dato oggetto, e va, pertanto, imperniata su di una serie di colonne portanti ineludibili. Fra queste, la scrittura ricopre un ruolo a dir poco nevralgico. Per Umberto Eco “il linguaggio della tesi è un metalinguaggio, e cioè un linguaggio che parla di altri linguaggi”. Serve, quindi, a dimostrare e spiegare, con chiarezza e nitidezza, l’essenza dell’argomento prescelto. In altri termini, è necessario che il candidato esponga le proprie argomentazioni con frasi brevi e di senso compiuto. Il testo della dissertazione dattiloscritta va suddiviso in capitoli, paragrafi e sotto-paragrafi, corredati da una numerazione progressiva.

Un altro elemento imprescindibile è il frontespizio, cioè la pagina preliminare al testo, destinata a porre l’accento su tutte le informazioni inerenti al lavoro: università, dipartimento, materia della tesi, titolo, nome e cognome dello studente e del relatore (e dell’eventuale correlatore), ed anno accademico.

L’indice, invece, tende ad enumerare le parti intrinseche di cui si compone la tesi di laurea ed ha il pregio di fornire una panoramica generale della struttura della dissertazione. Dai capitoli ai paragrafi, dai sottoparagrafi alla bibliografia, fino a scalfire le conclusioni (destinate, di norma, a commentare le risultanze ottenute all’esito della ricerca). L’indice (o sommario) mira a fotografare i punti salienti della tesi ed a fornire le chiavi per accedere agli stessi.

Ricerca Bibliografica

Ricerca Bibliografica

L’introduzione, al contrario, chiarisce le ragioni per cui si è scelto quel dato argomento, evidenziando, altresì, le congetture che, attraverso l’elaborato, si vogliono dimostrare. Le note, invece, vanno inserite a piè di pagina (con carattere ridotto) e tendono a citare le fonti, ad approfondire determinate tematiche o, semplicemente, a rinviare ad altre parti del testo. La bibliografia, infine, elenca, fedelmente, i documenti letti e consultati dal candidato durante la stesura del lavoro.

Antonio Migliorino


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