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20 aprile 2015

AlmaLaurea 2015: rapporto laureati – lavoro delle Università Italiane

Anche quest’anno, come di consueto, è stato pubblicato l’attesissimo Rapporto AlmaLaurea 2015 sulla condizione occupazionale delle corone d’alloro italiane

Tutto sul XVII Rapporto annuale Almalaurea 2015, l’indagine minuziosa sullo stato di salute delle università italiane. Dagli stipendi medi ai tassi di occupazione dei laureati italiani, fino a scalfire le Classifiche AlmaLaurea 2015. Ecco perché iscriversi all’università, conviene.

Medicina, ingegneria, chimica ed economia sono i corsi di studio che offrono le migliori chances lavorative. I laureati guadagnano più dei diplomati.

Restano in piedi, purtroppo, le differenze salariali tra uomini e donne e quelle geografiche tra Università del Nord e del Sud. Ma le prospettive retributive ed occupazionali aumentano progressivamente a 5 anni dal conseguimento del titolo. Gli esperti del Consorzio Interuniversitario, diretto e fondato dal Prof. Andrea Cammelli, registrano “timidi segnali di ripresa”.

Ma il tasso di disoccupazione, intanto, è risalito a quota 12,7%. E’ questa, in soldoni, la sinossi della XVII Indagine sulla Condizione Occupazionale dei laureati italiani.

Rapporto AlmaLaurea 2015: i laureati italiani e la condizione occupazione lavoro

Il Rapporto AlmaLaurea 2015 ha coinvolto quasi 490 mila laureati di 65 atenei aderenti al Consorzio, ed ha il pregio d’evidenziare ed argomentare, attraverso impeccabili statistiche, la situazione occupazionale delle corone d’alloro italiane.

Stando ai dati diramati, le vicende post-universitarie dei giovani laureati non sarebbero comunque delle più tragiche. Al di là del deleterio tasso di disoccupazione, giunto ormai a quota 12,7%, infatti, le corone d’alloro continuano, fortunatamente, a godere di lievi vantaggi lavorativi rispetto ai diplomati, soprattutto a cinque anni dal conseguimento del titolo. Ma il tasso dei laureati relativo alle università italiane resta di gran lunga inferiore rispetto a quello degli altri Paesi Ocse. Dalle stime divulgate, infatti, emerge che il Bel Paese occupa le ultime posizioni della classifica Ocse con una percentuale di laureati nella fascia di età 25-34 anni pari al 22%. E’ quanto si evince dal XVII Rapporto Almalaurea 2015 sulla condizione occupazionale dei laureati.

Scandagliando attentamente gli innumerevoli indicatori relativi alla condizione occupazionale delle corone d’alloro, risulta non del tutto inverosimile arguire, innanzitutto, un dato positivo: la lieve diminuzione del tasso di disoccupazione rispetto all’anno passato. Al di là dei deleteri e inesorabili effluvi recessivi, dunque, la laurea resta sempre una garanzia, un investimento contro la mancanza d’impiego. Secondo il Rapporto Almalaurea 2015, infatti, le corone d’alloro, continuano a beneficiare, nel breve e nel lungo periodo, di cospicui vantaggi occupazionali e retributivi rispetto ai diplomati. Per i primi, del resto, il tasso d’occupazione è pari al 75,7%, mentre per i secondi è fermo a quota 62,6%.

Resistono anche quest’anno, purtroppo, le differenze di genere e territoriali, anche se si registra una confortante e sintomatica diminuzione del lavoro non regolamentato. Secondo gli autori dell’indagine, a parità di condizioni, a cinque anni dalla laurea “gli uomini guadagnano in media 167 euro netti mensili in più delle donne”, e, nel medesimo intervallo temporale permane altresì l’ancestrale divario tra Nord (dove lavora l’86% dei laureati) e Sud (dove lavora solo il 75% delle corone d’alloro). Ciò malgrado, secondo gli esperti del Consorzio Almalaurea 2015, nel lungo periodo, le condizioni lavorative dei laureati migliorerebbero progressivamente. A cinque anni dalla laurea, infatti, l’occupazione tende a lambire la soglia dell’86,5%. E con il passare del tempo non solo aumentano gli stipendi ma tende a ridursi sensibilmente anche il divario Nord-Sud, che ovviamente, nel breve periodo arride ai laureati del settentrione.

Classifica Almalaurea 2015: al primo posto Unibz, ultima Cà Foscari

Ecco la classifica Almalaurea 2015 delle 20 università con le più alte percentuali di laureati occupati e con i relativi guadagni mensili (media calcolata ad un anno dalla laurea su un campione di 229.752 laureati e 192.083 intervistati).

  • Università di Bolzano: 76,4% – 1.353 euro
  • Università di Roma Foro Italico: 75,2% – 714 euro
  • Università della Valle d’Aosta: 67,4% – 1.191 euro
  • Università Bra Scienze Gastronomiche: 66,2%% – 1.168 euro
  • Università di Verona: 61,6% – 1.019 euro
  • Università di Modena e Reggio Emilia: 60,5% – 1.057 euro
  • Università Insubria: 60,4% – 1.141 euro
  • Università Milano Bicocca: 60,4% – 996 euro
  • Università del Piemonte Orientale: 58,7% – 1.145 euro
  • Università di Roma Unint: 57,6% – 1.061 euro
  • Università di Udine: 54,4% – 982 euro
  • Università di Perugia per stranieri: 54,1% – 983 euro
  • Università di Torino: 53,8% – 956 euro
  • Università di Teramo: 53,0% – 1.387 euro
  • Università di Milano Iulm: 52,1% – 960 euro
  • Università di Macerata: 51,3% – 922 euro
  • Università Cattaneo Castellanza Liuc: 50,9% – 1.290 euro
  • Università di Ferrara: 50,9% – 1.002 euro
  • Università di Padova: 50,9% – 956 euro
  • Università di Genova: 50,8% – 967 euro
  • Università di Venezia Ca’ Foscari: 50,8% – 912 euro

Ecco la Classifica AlmaLaurea 2015 relativa alla condizione occupazionale per gruppo disciplinare e ai correlati guadagni mensili (tasso di occupazione in percentuale, ottenuto effettuando un rapporto tra il numero degli intervistati e coloro i quali hanno dichiarato di svolgere un’attività a 5 anni dal titolo)

  • Medico: 97% – 1.593 euro
  • Ingegneria: 95% – 1.693 euro
  • Chimico – farmaceutico: 90% – 1.475 euro
  • Economico – statistico: 90% – 1.487 euro
  • Scientifico: 88% – 1.471 euro
  • Architettura: 87% – 1.188 euro
  • Agraria e Veterinaria: 86% – 1.291 euro
  • Politico – sociale: 85% – 1.300 euro
  • Linguistico: 84% – 1.155 euro
  • Educazione fisica: 83% – 1.023 euro
  • Psicologico: 81% – 962 euro
  • Insegnamento: 80% – 1.068 euro
  • Geo – biologico: 79% – 1.255 euro
  • Giuridico: 77% – 1.176 euro
  • Letterario: 75% – 1.030 euro

N.B. Per correttezza deontologica ci teniamo a precisare che le presenti classifiche sono soltanto alcune delle tante ricavabili dal cospicuo Rapporto AlmaLaurea 2015, e che con esse non si vuole in alcun modo condizionare la scelta delle aspiranti matricole.

Antonio Migliorino


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