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15 aprile 2015

Buona Scuola e Buona Università: assunzioni docenti e riforma pensioni

Decreto Scuola 2015

Dopo la Buona Scuola il Governo Renzi propone la Buona Università: ecco di cosa si tratta e perché le tre riforme sono collegate, ultime notizie su assunzioni docenti e riforma pensioni 2015

Protesta sulla Buona Scuola e Buona Università

Protesta sulla Buona Scuola e Buona Università

Riforma Scuola, Riforma Università e Riforma Pensioni 2015: le tre riforme del Governo Renzi che a detta degli altri schieramenti politici come il M5s sono un totale fallimento e una “ennesima spallata al nostro sistema sociale”. Studenti ed opposizione bacchettano Renzi, vediamo di cosa si tratta.

Perché si parla di riforma delle pensioni 2015, di Buona Scuola e di Buona Università in un articolo? Perché sono tre argomenti strettamente collegati tra loro dal grande dilemma che da mesi sta affliggendo chiunque abbia o abbia avuto un lavoro nell’istruzione. Per allietare la situazione delle persone appartenenti alle suddette categorie potrebbe essere utile capire come impiegare i fondi statali.

Se ultimamente la riforma pensioni è stata detta inattuabile a causa della mancanza di fondi necessari all’interno delle casse dello Stato, con il tesoretto dedotto dal Documento di Economia e Finanza di ben 1,6 miliardi, la riforma pensioni è tornata in gioco.

Ma non è tutto così semplice è lineare. Per molti parlamentari non è necessario investire nella riforma pensioni. Se si lascia tutto com’è, seguendo la riforma pensioni Fornero e non curandosi dei danni da essa creati, si possono spendere questi soldi per attuare altre riforme. Le due idee più quotate in tal senso sono l’attuazione in tempi minori della riforma “La Buona Scuola” e un’altra “La Buona Università”, della quale negli ultimi giorni si stanno chiarendo nel dettaglio e in maniera più chiara i vari aspetti.

Insieme alla questione dell’impiego del tesoretto, poi, “La Buona Scuola” e la riforma delle pensioni sono argomenti collegati tra loro per la questione delle assunzioni. In teoria, “La Buona Scuola” dovrebbe garantire una maggiore fluidità per quanto riguarda le persone che fanno parte delle varie istituzioni. Ma come si fa a garantire uno sblocco di molti posti di lavoro se le pensioni restano bloccate e non si garantisce la possibilità di usufruire delle pensioni anticipate?

La pensione anticipata costituisce una possibilità di sollievo per molte persone, soprattutto i lavoratori esodati. Ma cosa succede se invece si decide di sfruttare questi fondi ne “La Buona Scuola” o “La Buona Università”? E in cosa consistono questi provvedimenti? Vediamo nel dettaglio le iniziative proposte da Miur e governo Renzi.

Buona Scuola e Buona Università:  due canali per un unica riforma pensioni

Cdm approva la riforma Buona Scuola

Cdm approva la riforma Buona Scuola

Cosa c’entra la Buona Scuola e la Buona Università con la riforma delle pensioni? Entrambi sono argomenti strettamente legati all’economia e la risposta è, ancora una volta, proprio nelle casse dello Stato.

In seguito al tesoretto dedotto dal DEF, di ben 1,6 miliardi di euro, è sorto il problema di dove destinare tale cifra. La battaglia sembra essersi ridotta tra la riforma delle pensioni e la riforma de “La Buona Scuola”.

La questione si è ridotta nei termini di scelta tra l’utilizzo del tesoretto a sostegno de “La Buona Scuola” oppure l’utilizzo di tale tesoretto a favore della riforma pensioni, in particolare in favore degli esodati che ancora oggi stanno pagando i danni della riforma pensioni Fornero.

Buona Scuola, assunzioni docenti precari, ultime novità ad oggi

Con la riforma de “La Buona Scuola”, della quale abbiamo trattato tutti gli aspetti in questo articolo, un aspetto importantissimo per moltissime persone è chiaramente quello delle assunzioni.

L’interesse per l’attuazione de “La Buona Scuola” è un aspetto interessante anche per questo motivo. Infatti, più tardi sarà attuata questa riforma, più tardi sarà possibile sbloccare la situazione delle assunzioni.

“La Buona Scuola” e tutti i Ddl in essa inclusi sono stati messi in discussione da ieri in Parlamento. Il risultato è stato una richiesta, da parte di MS5, di discutere la questione delle assunzioni in separata sede, in quanto si tratta di un argomento spinoso, che non può essere liquidato rapidamente insieme a molti altri aspetti.

Ben 27 associazioni hanno lanciato un appello per fare sì che il ddl venga rivisto. Con il nuovo piano di assunzioni previsto da “La Buona Scuola”, il potere in mano ai dirigenti scolastici sarebbe quasi totale e, in caso tutto sarà attuato secondo quanto previsto dalla riforma, si prevedono dislivelli decisionali e micro-sociali considerevoli.

Il 24 aprile, a Roma, ci sarà uno sciopero degli insegnanti contro il “dirigente scolastico-padrone”.

Buona Università, cos’è e in cosa consiste la Riforma dell’Università

Fino ad ora si è sentito parlare più che altro di “Buona scuola”: cos’è invece la Buona Università?

Ne “La Buona Università” c’entrano l’economia, il diritto allo studio, nuovi provvedimenti e agevolazioni per gli studenti. Procediamo con ordine.

Gli aspetti economici più importanti sono essenzialmente due, la quota premiale e il prestito d’onore. Ancora una volta si tratta di fare riferimento al Documento di Economia e Finanza, DEF, del governo che parla di aumentare del 30% di incremento della quota premiale. Ma cos’è questa quota premiale? Si tratta di un premio che viene dato agli atenei più meritevoli. Questo provvedimento è mirato ad aumentare la competizione tra gli atenei che vogliono accaparrarsi a tutti i costi questa cifra.

Questa nuova idea non è stata accolta con molta benevolenza dal portavoce nazionale di LINK-Coordinamento Universitario Alberto Campailla, il quale sostiene che con una sfida del genere non si farà che accentuare il dislivello, già sentito molto forte, tra determinati atenei.

Non è tutto: la “Buona Università” comprende anche il “Prestito d’Onore”. La domanda è di nuovo: cos’è? Il Prestito d’Onore dovrebbe garantire il diritto allo studio proprio a tutti, permettendo agli studenti di indebitarsi con lo Stato per pagare le spese universitarie. In America gli studenti che hanno usufruito di questo provvedimento si sono indebitati complessivamente di 1000 miliardi. Cosa succederà in Italia?

Le agevolazioni per gli studenti, almeno in via teorica, non dovrebbero mancare. I punti salienti possono essere riassunti nel modo seguente:

  • Agevolazioni Riforma Università

    Agevolazioni Riforma Università

    Lauree 3+2, una scelta da rivedere: la considerazione sul binomio laurea triennale e magistrale è che purtroppo la laurea triennale non è un titolo spendibile nel mondo del lavoro e molti studenti si laureano dopo i primi tre anni, quando tutto va bene, con la consapevolezza di dover affiancare una laurea magistrale o un master a quel primo titolo per maggiori speranze

  • Più orientamento: al fine di evitare studenti in difficoltà perché pentiti di una scelta presa troppo in fretta alla fine della scuola superiore, “La Buona Università” comprende maggiore orientamento e tutor specializzati nella guida alla scelta della facoltà universitaria più adatta
  • Meno dottorandi: il dottorato, spesso si ritrova parcheggiato tre anni in Università e al di là dell’ulteriore esperienza maturata non riesce a coronare il proprio sogno. Ne “La Buona Università”, l’intenzione è quella di ammettere al dottorato solo in atenei dove ci sia realmente la possibilità di proseguire la carriera universitaria.

Ambra Benvenuto


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