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23 aprile 2015

Come diventare psicologo nelle scuole e asili, counseling scolastico

Come diventare psicologo nelle scuole e asili

Come diventare psicologo nelle scuole, negli asili, ecco cos’è il counseling scolastico e quali sono le differenze: il punto della Psicologa Dottoressa Laura Benvenuto

Come diventare psicologo nelle scuole e asili

Come diventare psicologo nelle scuole e asili

L’interesse per l’argomento su come diventare psicologo è molto diffuso in quanto le possibilità che offre questa professione sono moltissime: si cercano informazioni su come diventare psicologo di base, come diventare psicologo dello sport, come diventare psicologo giuridico, come diventare psicologo clinico, come diventare psicologo del lavoro, o di ambiti più specifici come psicologo dell’esercito, di polizia, o come diventare psicologo criminale.

Settori particolari sono quelli di interesse di chi vuole sapere come diventare psicologo all’interno delle asl, come diventare psicologo alimentare, come diventare psicologo per bambini o dello sviluppo . E le curiosità non si fermano qui, in quanto questa scienza attira in Italia come all’estero, e le pratiche sono differenti da nazione a nazione. Il modo di come diventare psicologo in Italia è un percorso molto differente da chi lo diventa in Inghilterra, in Svizzera e così via.

In questo articolo ci concentreremo soprattutto sul percorso di chi decide di diventare psicologo e di quali sono le funzioni dello psicologo in un ambito complesso come quello della scuola. Infatti, gli sbocchi lavorativi che offre la psicologia, dopo l’impegnativo percorso di studi, comprendono i vari progetti che si possono presentare tramite diversi enti o istituzioni, quali la scuola. Un’idea molto valida è quella, ad esempio, di aprire uno sportello aperto agli studenti presso il quale esercitare tecniche appartenenti sia ai metodi appartenenti alla scienza della psicologia che a quelle di counseling scolastico.

Dopo aver esaminato il percorso di studi fondamentale per capire come diventare psicologo, è bene iniziare a raccogliere spunti per esercitare la professione anche creando progetti unici, costruiti ad hoc per un determinato contesto.

Come diventare psicologo, percorso di studio e sbocchi lavorativi

Laura Benvenuto

Laura Benvenuto

Il percorso per diventare psicologo è molto lungo e, a seconda del tipo di lavoro che si vuole svolgere alla sua conclusione, varia molto. L’iter formativo inizia presso una facoltà di psicologia che prevede una scelta più o meno varia degli indirizzi possibili.

Già a questo punto ci sono varie considerazioni da fare, in quanto il percorso di chi vuole diventare psicologo clinico è diverso da quello di chi desidera essere psicologo del lavoro e della comunicazione o dello sviluppo. Quest’ultimo indirizzo, ad esempio è più vicino alla pedagogia, sia come materie previste che come sbocchi finali.

Colui che sceglie l’ambito clinico si confronterà con esami che sfociano nella psichiatria e nella fisiologia del sistema nervoso centrale e periferico, imparerà a fare diagnosi, studierà le varie correnti psicoanalitiche e le molteplici tecniche psicoterapiche da approfondire, se lo riterrà opportuno, dopo la laurea e l’abilitazione.

Chi desidera diventare psicologo dello sviluppo e opta per il questo indirizzo si confronterà con tematiche inerenti il ciclo di vita dell’uomo in tutto il suo percorso, è erronea la convinzione che in questo iter ci si occupi solo dell’infanzia: ogni fase evolutiva riveste un’importanza fondamentale ed è oggetto di studio ed interesse per lo studente ed il futuro psicologo, notevole rilievo viene dato al fenomeno dell’invecchiamento dato che una fetta di psicologia italiana si confronta sempre più con questa popolazione così numerosa nella nostra nazione.

La psicologia del lavoro e delle comunicazioni è quella che si discosta maggiormente dagli altri ambiti poiché dà spazio alla figura dello psicologo nelle aziende e nel marketing: il professionista in questo caso non cura, ma è un consulente che viene assunto per problemi organizzativi e conflitti tra gli impiegati e/o tra i superiori e i dipendenti, o come addetto allo screening di curricula ed ai colloqui di selezione per l’eventuale assunzione di altro personale.

Come diventare psicologo, il tirocinio ed esame di stato

Nella valutazione del percorso di come diventare psicologo è fondamentale la consapevolezza di dover affrontare anni di tirocinio. Nel corso degli anni è cambiata la collocazione all’interno del percorso universitario del tirocinio formativo finalizzato all’esame di stato da sostenere dopo la laurea: precedentemente si svolgevano sei mesi prima di laurearsi alla triennale e sei prima di completare la specialistica; ora il tirocinio dura un anno per un totale di 1000 ore ed è post laurea specialistica.

Il laureato può scegliere di espletare le ore di tirocinio presso gli enti convenzionati con l’università o può decidere di farne accreditare di nuovi, è possibile svolgerlo per l’intero anno nella stessa struttura o, come è più formativo in genere, cambiare ambito ed ente dopo i primi sei mesi. Inoltre parte del tirocinio può essere svolto all’estero. Durante questo periodo di formazione in cui il laureato non percepisce una retribuzione, non è possibile svolgere attività in autonomia, l’interessato è affidato ad un tutor che lo affianca per tutto il periodo e l’esperienza è prevalentemente di osservazione di colloqui, assistenza alla somministrazione di test, partecipazione alle riunioni di equipe e di supervisione se in contesti clinici.

Alla fine del tirocinio il futuro psicologo si prepara all’esame di stato per conseguire l’abilitazione professionale. Nel caso in cui si voglia lavorare in azienda o nella comunicazione non è necessario conseguire l’abilitazione e spesso il tirocinio è sfruttato per intessere rapporti professionali e non finalizzato all’esame di stato. Attualmente l’esame è suddiviso in quattro prove: tre scritte ed un colloquio orale e dura circa sei mesi. Una volta conseguito il titolo si è a tutti gli effetti psicologi e ci si deve iscrivere all’ordine professionale che può essere o non quello della propria regione di appartenenza. Attualmente c’è da dire che la stragrande maggioranza di psicologi lavora nelle aziende in qualità di addetto alle risorse umane e di selezione del personale o in strutture che si occupano della terza età. Un altro sbocco professionale è quello dell’educatore anche se economicamente e come percorso formativo è un ruolo inferiore allo psicologo, ma c’è una grande richiesta sia in comunità che in case famiglia o in asili nido.

Lo psicologo nelle scuole: sportello aperto e counseling per gli studenti

Come diventare psicologo nelle scuole

Come diventare psicologo nelle scuole

Di grande diffusione negli ultimi anni è l’impiego dello psicologo nelle scuole soprattutto alle medie inferiori e superiori.

L’impiego di questo professionista può variare dalla consulenza per problemi specifici che i docenti ed il preside riscontrano quali l’individuazione di disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), conflitti familiari che sfociano nell’ambito scolastico, bullismo… o prevedere una permanenza fissa scandita nel corso dell’anno scolastico: è il caso degli sportelli di ascolto psicologico e dei progetti che prevedono varie ore da destinare a corsi di formazione rivolti al personale scolastico ed ai genitori e/o trattazione di problematiche che interessano anche i ragazzi mediante lezioni interattive e giochi di gruppo.

Lo sportello di ascolto psicologico prevede la presenza dello psicologo per almeno una volta a settimana e la durata può variare dalle due ore all’intera mattinata, è rivolto a studenti, docenti e genitori ed è uno spazio in cui chi si rivolge può parlare di qualunque problematica lo preoccupi, anche se non è riferita all’ambito scolastico, ed in cui è garantita la massima riservatezza salvo l’emergere di situazioni gravi che riguardano il minore che necessitano il coinvolgimento della famiglia. I ragazzi di solito sono i principali utenti dello sportello, specie perché in una fase della vita complicata come l’adolescenza beneficiano di uno spazio in cui potersi confrontare con un adulto che li ascolta e li accoglie senza giudicarli malgrado spesso condividano esperienze che implicano la scoperta della sessualità o l’utilizzo di droghe leggere e sigarette.

Gli studenti si sentono rassicurati e, anche se la durata media di un colloquio è di venti minuti e la finalità non è terapeutica, tornano volentieri dopo una prima consulenza e raccontano gli sviluppi di qualche situazione che li preoccupava e che avevano condiviso durante l’incontro precedente.

Il counseling scolastico per lo psicologo è un esperienza molto utile poiché tutto si agisce in uno spazio di tempo ridotto e con problemi che richiedono un intervento rapido e di facile attuazione, inoltre nella migliore delle ipotesi si incontrano moltissimi studenti e docenti, quindi ha modo di accrescere il suo bagaglio professionale anche con le sole consulenze di una mattinata.

L’importanza dello psicologo negli asili nido e nella scuola dell’infanzia

Come diventare psicologo negli asili

Come diventare psicologo negli asili

Per quanto concerne la figura dello psicologo negli asili nido si tratta prevalentemente di una funzione educativa e di supporto alle puericultrici, si possono individuare problematiche concernenti la trascuratezza genitoriale o disabilità e ritardi che si manifestano precocemente semplicemente osservando il bambino con occhio clinico. Sia negli asili nido che in quelli destinati ai bambini a partire dai tre anni di età lo psicologo può tenere un corso di sostegno alla genitorialità che aiuti soprattutto coloro che hanno il primo figlio a fronteggiare i piccoli e grandi problemi quotidiani ed a ritagliarsi sempre uno spazio per la coppia. Decidere di diventare psicologo è una scelta coraggiosa e che impone una continua formazione ma è una professione affasciante e che tiene in contatto costante con il mondo che cambia.


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