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7 aprile 2015

Curriculum Vitae Europeo o EuroPass: come si fa un Cv di successo

Terapia occupazionale all'Università di Modena Reggio Emilia

Come scrivere il Curriculum Vitae Europeo e l’EuroPass, i consigli e le indicazioni di Massimo Rosa, head hunter ed esperto nella ricerca selezione del personale, su come redigere un Cv di successo

Come scrivere un Curriculum Vitae Europeo di successo

Come scrivere un Curriculum Vitae Europeo di successo

Il Curriculum Vitae Europeo è la prima cosa che mostriamo di noi ad un datore di lavoro.

Come scrivere un Curriculum Vitae Europeo che spinga i selezionatori a richiamarci? I consigli dell’esperto e di Controcampus

Molto spesso la prassi comune di chi è alla ricerca di un lavoro è quella di redigere brevemente un modello Curriculum Vitae Europeo online, salvarlo e iniziare a inviarlo indifferentemente a qualsiasi offerta sembri valida. Questo approccio, utilizzato da moltissime persone, si è rivelato errato e poco produttivo!

Con la crisi lavorativa in atto, i curriculum vitae europass o compilati in modo poco personale arrivano in massa a chiunque inserisca un annuncio di lavoro. Come spiccare sugli altri e fornire un’immagine di sé professionale che incuriosisca chi è alla ricerca del candidato ideale?

Nel momento in cui decidiamo di inviare il nostro Curriculum Vitae Europeo, una marcia in più rispetto all’atteggiamento appena descritto potrebbe essere rappresentata dalla volontà di scrivere un curriculum che sia pensato ad hoc per il determinato ambiente di lavoro da noi scelto. Ciò che va bene per un’offerta non deve necessariamente andare bene per un’altra, un Curriculum Vitae Europeo che attira un inserzionista non è detto attiri chiunque. È bene informarsi su come si costruisce il biglietto da visita perfetto, o quasi, per ogni annuncio che potrebbe interessarci.

A rispondere alle nostre domande e curiosità sul mondo dei “job seekers” è il Dott. Massimo Rosa, l’head hunter più famoso d’Italia, che con la lucidità e l’ironia unanimemente riconosciutegli, ci aiuterà ad entrare nella mente dei cosiddetti “recruiters” (selezionatori professionisti) per capire quali sono le caratteristiche più apprezzate e quali meno (in un cv e non solo) nelle stanze di chi assume. Per lui, oltre 25 anni di onorata carriera nell’ambito delle Risorse Umane e della Ricerca e Selezione del Personale, la popolarità mediatica non è mai stata un problema. Scelto nel 2012 dalla produzione di Sky per interpretare se stesso nella prima edizione di The Apprentice con Flavio Briatore, è spesso ospite o commentatore delle principali testate televisive e giornalistiche nazionali. Autore di testi tematici fra i quali “Il Manuale per Esperti nella Selezione del Personale”, “Ricerca e Selezione del personale. Strumenti e tecniche“, “Curriculum Guerrilla – 100 modi non convenzionali per Trovare Lavoro“, “Le frasi che fanno bene al business“, collabora come opinionista per i maggiori quotidiani economici nazionali.

Cosa non meno importante proveremo a capire chi è lo head hunter e quali vantaggi potremmo trarre qualora decidessimo di ricorrere a questo tipo di figura.

Come scrivere un Curriculum Vitae Europeo di successo

Dott. Rosa: 25 anni da “head hunter politicamente scorretto”nel delicato settore delle Risorse Umane e della Ricerca selezione del Personale Umano. Curricula e colloqui sono il suo pane quotidiano. Ma chi è esattamente lo Head Hunter? Può aiutarci a definire questa figura? 

“Con Head Hunter s’intende un professionista che opera nella ricerca e valutazione di personale ad alta qualifica per conto di aziende e clienti committenti. Nel tempo e a causa dell’abitudine di inglesizzare un po’ tutto il termine è stato secondo me generalizzato eccessivamente e spesso lo si utilizza impropriamente per definire figure che pur occupandosi di ricerca e selezione di personale nulla hanno a che fare con esso in quanto si posizionano su figure decisamente più basse ed utilizzano tecniche di reclutamento diverse. Un Head Hunter lavora prevalentemente per relazioni e conoscenze, recluta, diventa spettatore attivo della carriera dei propri candidati, 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Questa è la differenza. Personalmente mi è capitato di collocare persone delle quali conoscevo vita, morte e miracoli e l’ho fatto sapendo che erano la persona giusta a posto giusto non perché “in quel momento” erano disponibili, ma perché lo erano “sempre state”.”

Nel 2012 è stato scelto dalla produzione di Sky per interpretare se stesso nella prima edizione di The Apprentice al fianco di Flavio Briatore. Che esperienza è stata?

“Inizialmente ho preso la proposta della Fremantlemedia con un leggero scetticismo ma ammetto che non appena ho realizzato che mi avrebbero lasciato carta bianca sulle tecniche di selezione da impiegare mi sono entusiasmato. Abbiamo lavorato un intero giorno realizzando ore ed ore di colloqui all’interno della sede Microsoft di Milano ed anche se quello che ne è scaturito sono stati pochi minuti di filmato è stato davvero un gran lavoro, faticoso e ben realizzato. Impagabile infine la soddisfazione di essere stato prescelto dalla produzione per ciò che la mia figura professionale rappresenta davvero e non al contrario di altri per mero scopo promozionale. Ho conosciuto persone professionalmente eccellenti ed umanamente molto gradevoli e con alcune di loro intrattengo ancora ottimi rapporti. Devo però confessare con un po’ di vergogna che non ho seguito il programma neanche nell’ultima edizione e l’unica puntata che ho visto interamente è stata proprio la semifinale della prima edizione, quella appunto alla quale ho partecipato.”

Sul tema dei curricula (così come per la selezione in generale), si leggono e si scrivono ogni giorno, come Lei sostiene, un sacco di amenità. C’è chi consiglia il formato europeo, chi sostiene la necessità di un taglio più personale…Lei come si pone rispetto alla scrittura del Curriculum Vitae Europeo? Sappiamo, infatti, delle sue posizioni particolarmente “anticonvenzioali” sul tema. Dal Curriculum Vitae Europeo al colloquio vero e proprio, Lei raccomanda sempre di non lasciarsi abbagliare dai falsi miti del curriculum perfetto ecc. Curriculum europeo, euro-pass…tutti inseguono il sogno di un cv a prova di cestino, ma cosa si cela dietro l’esame di un curriculum? In generale quanto è difficile fare il selezionatore? Non a caso il suo ultimo libro si intitola “Un lavoro infernale”. Di nuovo uno sguardo caustico ed irriverente sui retroscena del mondo della ricerca e selezione del personale. Ce lo descrive brevemente? 

“Si tratta di una raccolta di oltre un anno di articoli e pensieri fuori dagli schemi inerenti la ricerca del personale e le credenze che la caratterizzano. Prima con il mio blog e poi con l’attività di editing che intrattengo su Linkedin ho tentato di squarciare il velo del formalismo per descrivere con parole comprensibili la realtà di come personalmente definisco “Il circo delle Risorse Umane” con i suoi saltimbanchi, nani e ballerine, senza pietismi, mezzi termini o pacche sulle spalle. 

Sapido, strepitoso, incredibile, assolutamente unico, sincero e trasparente sono alcuni fra gli aggettivi che compaiono nei commenti quotidiani dei lettori che sembrano non disdegnare neanche il linguaggio che spesso è aspro e diretto e questo è sorprendente anche per me. Sono convinto non ci sia più tempo per inutili formalismi, si deve andare al sodo in questo periodo dove il pragmatismo riacquista valore e sostituisce finalmente l’aria fritta, attribuire alle cose il loro nome non è difficile. Per il lavoro che svolgo per anni sono stato utilizzato dai media come un esperto nella compilazione di un Curriculum Vitae Europeo vincente o nel porsi al meglio durante un colloquio di lavoro, tutte balle, sul tema si è scritto montagne di inutilità. Chiarisco; i selezionatori e gli Head Hunter professionisti non si fanno certo imbambolare da un Curriculum Vitae Europeo ben scritto o da una camicia inamidata. Per questo motivo mi sono convinto che avrei reso un servizio di una certa utilità solo se fossi riuscito a parlare di ciò che realmente avviene ed è importante nella ricerca del lavoro.

Quello dell’Head Hunter politicamente scorretto non è sicuramente un blog per moderati ma vi si possono reperire concetti e punti di vista spesso “non convenzionali” che pungolano il lettore e lo inducono a riflettere da angolature nuove. Concetti come “Cercare lavoro quando il lavoro lo si ha già e non solo quando lo si è perso” e “Se vuoi trovare lavoro devi smettere di cercarlo” sono i perni sui quali viene costruita la storia narrativa del blog. Non a caso fra gli articoli più apprezzati dai lettori spiccano “Ti spiego perché sarebbe meglio non trovassi lavoro” una lucida e disarmante analisi del viziato sistema lavorativo prestazione-guadagno e il memorabile articolo (come viene definito dagli stessi lettori) “Non mandarmi il tuo CV, brucialo!” una visione illuminante di come funziona il mondo dei recruiters professionisti e di come certe credenze non avvantaggiano affatto i candidati in cerca di lavoro, al contrario li penalizzano.”

Sul suo sito ufficiale, il Dott. Rosa definisce il Curriculum Vitae Europeo come un documento fondamentale per promuoversi oltre confine. Per i tanti che volessero saperne di più su questo importante strumento, riportiamo alcune informazioni chiave così come “focalizzate” dal nostro head hunter.

“Il Curriculum Vitae Europeo è uno degli strumenti che possono essere utilizzati per facilitare e favorire la mobilità delle persone. Ancora oggi, malgrado la libera circolazione sia ormai definita in termini di condizioni giuridiche e diritti costituiti, il cittadino europeo rischia di non vedere riconosciute le proprie qualifiche e competenze in un paese diverso da quello in cui sono state maturate. La situazione è ulteriormente complicata dalla proliferazione di titoli a livello mondiale e dai continui cambiamenti nei sistemi nazionali delle qualifiche, negli ordinamenti scolastici ed universitari.

Per risolvere questo problema, negli ultimi anni l’Unione europea ha proposto vari strumenti volti a favorire la trasparenza e il riconoscimento delle qualifiche, dei titoli accademici e professionali, in modo da consentire ai cittadini di presentare e utilizzare le proprie competenze in Europa, indipendentemente dal luogo e dal contesto nel quale sono state acquisite. Il Curriculum Vitae Europeo costituisce un’opportunità importante:

  • per l’individuo che aspira a trovare un posto di lavoro, e/o proseguire il suo percorso di formazione, in quanto permette di valorizzare e dare notorietà anche ai percorsi di apprendimento non formali;
  • per le aziende e gli istituti di istruzione/formazione che hanno la possibilità di riconoscere con maggior chiarezza il possesso di conoscenze, abilità e competenze, indipendentemente dalle modalità con cui sono state acquisite e dalle qualifiche o titoli professionali posseduti dai singoli cittadini.

Il Curriculum Vitae Europeo costituisce un modello comune di riferimento per fornire e reperire informazioni sui percorsi formativi compiuti e sulle esperienze lavorative capitalizzate nel tempo. L’obiettivo è quello di consentire a tutti i cittadini europei di riconoscere e valorizzare le proprie competenze per proporsi o riproporsi sul mercato del lavoro e della formazione con un curriculum più trasparente e spendibile in tutto il territorio dell’Unione. Il Curriculum Vitae Europeo accoglie in pieno le indicazioni politiche proposte dall’Unione europea in tema di sviluppo delle risorse umane, che vanno dalla necessità di considerare l’intera esperienza di una persona in una logica di formazione per tutta la durata della vita, alla visibilità delle competenze ritenute utili per lavorare nella società attuale. Il Curriculum Vitae Europeo, infatti, prende in considerazione:

  • sia la formazione iniziale, che le esperienze di vita e di lavoro;
  • sia le competenze maturate a scuola o in un ambiente formativo, che quelle acquisite nella vita professionale e sociale;
  • sia le competenze tecnico-professionali tradizionali, che quelle utili nel-le nuove forme di organizzazione del lavoro e nelle nuove professioni (competenze relazionali, organizzative, ecc.)
Colloquio di lavoro e curriculum vitae europeo

Colloquio di lavoro e curriculum vitae europeo

Il Curriculum Vitae Europeo è uno strumento a disposizione di tutti i cittadini. Non è un certificato, bensì una dichiarazione autocertificata e volontaria. Il CVE fornisce informazioni su:

  • esperienze lavorative;
  • qualifiche e titoli di istruzione e formazione;
  • abilità e competenze acquisite anche al di fuori dei percorsi formali di formazione.

L’adozione di un formato standard per tutti i paesi elimina le barriere poste dai diversi metodi istituzionali e nazionali di riconoscimento delle competenze, permettendo alle persone di esprimere la propria storia ed esperienza in modo comprensibile per tutti.”


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