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24 aprile 2015

Divorzio breve: cosa cambia con la nuova legge dopo l’ok della Camera

Divorzio Breve

Divorzio breve, ora è legge: arriva l’ok della Camera, ecco cosa cambia con la nuova legge sul divorzio, tempi dopo la separazione e come funziona

Divorzio Breve

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Finalmente la risposta alla domanda sul quando sarebbe stato possibile il divorzio breve in Italia è arrivata, esattamente il 22 aprile 2015: ecco cosa è cambiato, i pro e i contro

Il 22 aprile 2015 sarà ricordato come un giorno di importanza storica per il diritto di famiglia italiano. I cambiamenti passati salienti sono avvenuti, infatti, nel 1970, con la legge Fortuna-Baslini, che ha fatto entrare in vigore il divorzio, e nel 1987, dove ci fu una sorta di inizio all’introduzione del divorzio breve, con una riduzione da 5 a 3 anni di attesa.

Dal mese di aprile 2015, però, quello che prima era il “divorzio breve” diventerà brevissimo, grazie all’approvazione della nuova legge da parte della Camera (398 voti a favore, 28 a sfavore e 6 astenuti).

Le ultimissime dal senato sul divorzio breve rendono manifesto che da ora saranno necessari solo 6 mesi dall’omologazione rilasciata dal Tribunale in sede di separazione consensuale.

Le condizioni per ottenere un divorzio in sei mesi di tempo, riguardano l’accordo tra i coniugi. Infatti, in caso contrario, la separazione viene definita giudiziale, ovvero si giunge ad essa dopo un giudizio civile, ma anche in questo caso il divorzio avverrà dopo un tempo di 12 mesi, un anno.

C’è ancora un’altra novità. Le ultime notizie circa la procedura di divorzio riguardano l’ipotesi di rendere possibile una sentenza di divorzio anche senza il periodo di separazione, purché marito e moglie siano d’accordo e siano senza figli minori, maggiorenni incapaci, portatori di grave handicap o minori di 26 anni non autosufficienti economicamente. Tuttavia, per ora questa parte del testo è ancora uno stralcio, anche se va tenuta in considerazione poiché la dice lunga sulle attuali tendenze del legislatore in materia.

Divorzio breve, cosa è cambiato con l’entrata in vigore della nuova legge

Divorzio breve

Divorzio breve

Le ultime notizie sul divorzio breve caratterizzano un importante cambiamento sotto vari punti di vista.

Prima di tutto, bisogna tenere a mente che una delle peculiarità del diritto italiano in materia è e rimane quella di far precedere il divorzio da un periodo di separazione coniugale, ratificato di fronte al presidente del Tribunale. Giustifica la particolare solennità del procedimento il fatto che nell’ambito di una separazione possono convergere non solo gli interessi dei coniugi, ma anche quelli, superiori, della prole. Anche con l’approvazione della nuova formula di divorzio breve, trascorrono sei mesi di tempo tra separazione e divorzio e si può accedere a un tale procedimento soltanto in caso di accordo tra i coniugi.

In caso contrario, come già accennato, si procede con un processo di separazione giudiziale, postuma ad un processo civile, ottenibile in 12 mesi di tempo.

La riforma sarà applicabile anche per i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della nuova legge. Da un punto di vista giuridico, è interessante osservare come tale retroattività costituisce un’eccezione al principio per il quale la legge non dispone che per l’avvenire, sancito dall’art. 11 delle disposizioni sulla legge in generale, poste all’interno del nostro codice civile.

Pro e contro del divorzio breve: come funziona e quando conviene

Ora come allora, la legge sul divorzio breve è stata oggetto di critiche, soprattutto dal versante cattolico del Parlamento, che attraverso i suoi esponenti ha fatto notare come un eccessivo ridimensionamento dei tempi di divorzio potrebbe minare la serenità della coppia nel decidere del proprio futuro, laddove invece la precedente tempistica serviva proprio a far riflettere i coniugi sull’opportunità di sciogliere il vincolo familiare, con tutte le tensioni fisiche e psichiche che sono spesso conseguenza di una decisione così importante.

A nostro avviso, invece, una legge come questa non fa che mettere l’Italia al passo con gli altri paesi europei, da tempo risolutamente in direzione di un divorzio in tempi brevi. Dopotutto, capovolgendo il precedente ragionamento, non è detto che una procedura semplificata non aiuti, invece, gli ex coniugi a lasciarsi definitivamente alle spalle un momento così difficile e talora doloroso come la fine di un matrimonio.

Senza contare il fenomeno del turismo divorzile, una realtà con la quale eravamo ormai abituati a fare i conti e che è già stata oggetto di indebite speculazioni.

I consigli dell'esperto

I consigli dell’esperto

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, si tratta del fenomeno per il quale le coppie italiane intenzionate a porre fine al proprio vincolo matrimoniale si recavano all’estero per beneficiare di un iter procedurale ridotto e costi contenuti.

Se si pensa che negli ultimi anni paesi come Spagna, Inghilterra e Romania – dove i tempi e le spese per ottenere una sentenza di divorzio erano molto più bassi che in Italia – sono stati raggiunti, secondo l’Istat, da oltre 2mila italiani intenzionati a far cessare gli effetti civili del proprio vincolo matrimoniale, non è difficile comprendere la necessità di una legislazione ad hoc anche nel nostro paese, al fine di regolare una materia tanto delicata quanto eterogenea dal punto di vista della normativa europea.

Carlo Rombolà


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