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9 aprile 2015

Imprese high-tech Toscane più forti della crisi, i dati della Sssup

Imprenditore commerciale


Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento S.Anna di Pisa – Imprese high-tech Toscane più forti della recessione, crescono anche in tempi di crisi. I dati della  Sssup

Imprese high-tech

Imprese high-tech

Presentati in Regione Toscana i risultati della nuova indagine realizzata nell’ambito della collaborazione fra Unioncamere Toscana e Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna: +5,1% il fatturato, +1,3% l’occupazione fra il 2011 e il 2014, bene soprattutto i profili high-skilled (più qualificati), con +3,5% per i laureati in discipline scientifiche e tecniche. Lieve battuta d’arresto nel 2014 (fatturato +0,3%, addetti -0,7%

Malgrado il 2014 sia stato caratterizzato da una fase di assestamento della crescita (rispetto al 2013: fatturato +0,3%, addetti -0,7%), le realtà imprenditoriali toscane ad alta tecnologia hanno saputo muoversi in controtendenza rispetto alla fase recessiva, che ha interessato l’economia toscana negli ultimi anni, sviluppando il proprio volume d’affari (+5,6% fra il 2011 e il 2014), accrescendo la spesa per attività di ricerca e sviluppo (+5,9%), incrementando l’occupazione (+1,3%), soprattutto quella maggiormente qualificata (+3,5% per i laureati in discipline scientifiche e tecniche, +3,8% per gli addetti in laboratori di ricerca e sviluppo). Le prospettive per il 2015 appaiono favorevoli, con previsioni di crescita del fatturato (+0,8%) in leggera accelerazione rispetto al 2014.

Sono alcuni dei principali risultati della nuova indagine annuale sull’alta tecnologia in Toscana, realizzata nell’ambito dell’Osservatorio sulle Imprese High-tech, frutto della collaborazione fra Unioncamere Toscana e l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, presentato oggi a Firenze durante un convegno alla Presidenza della Regione Toscana.

Le imprese high-tech in Toscana

Sono 1.568 le localizzazioni di imprese high-tech censite in Toscana dall’Osservatorio sulle Imprese High-Tech, con un fatturato complessivo che nel 2014 ha superato i 18 miliardi di euro generando un’occupazione pari a oltre 45 mila addetti. Tra questi, circa 10 mila sono ingegneri, tecnologi, biologi, ricercatori “high skilled” in campo scientifico, riguardando dunque profili professionali e competenze con elevata specializzazione; 75 imprese high-tech toscane sono inoltre spin-off della ricerca pubblica e risultano costituite da ricercatori provenienti dalle principali università toscane (Università di Firenze 17; Università di Pisa 16; Scuola Superiore Sant’Anna 21; Università di Siena 13 spin-off) e dal CNR (8 spin-off).

I settori che predominano sul territorio regionale sono rappresentati dall’Information and Communication Technology (il 38% del unità locali complessivamente presenti in Toscana sono attive nell’ICT e risultano costituite in maniera prevalente da piccole e da piccolissime attività di ricerca e di sviluppo) e dalla meccanica avanzata (20%, tra queste sono comprese aziende produttrici di strumentazione scientifica e grandi realtà dell’automazione industriale), seguite da elettronica ed ottica (10%), life sciences (10%, soprattutto imprese farmaceutiche e biomedicali), energia e ambiente (7%).

Pisa e Firenze si confermano le province con il maggior numero di localizzazioni ad alta tecnologia. In particolare, sono presenti nel capoluogo toscano un terzo delle unità locali (33%), mentre Pisa si attesta al 18%, con oltre metà delle aziende concentrate nei comparti dell’ICT; seguono Lucca (8%), Siena (8%) ed Arezzo (7%).

Sotto il profilo occupazionale emerge il ruolo delle 27 grandi imprese high-tech (con oltre 250 addetti) distribuite sul territorio regionale, che da sole impiegano ben il 41% degli occupati presenti nel complesso in Toscana, nelle attività ad alta tecnologia. Accanto, 130 medie imprese (fra 50 e 250 addetti) contribuiscono per un’altra importante quota (il 31%) all’occupazione generata in Toscana da realtà imprenditoriali ad alta tecnologia. Proprio per una maggiore presenza di grandi imprese, oltre l’80% del fatturato realizzato nel complesso dalle imprese toscane ad alta tecnologia è originato dai settori delle “scienze della vita”, della meccanica avanzata e della chimica (rispettivamente, per il 34%, per il 31% e per il 17%). Per lo stesso motivo, il 53% del fatturato totale è inoltre realizzato da imprese della provincia di Firenze, seguita da quella di Arezzo (16%, soprattutto nei settori dell’elettronica e della chimica) e da quella di Lucca (11%, principalmente nei settori elettronica, meccanica e Life Sciences).

Le performance delle imprese high-tech in Toscana

Le imprese high-tech toscane continuano a crescere, nel numero, anche nel 2014, con un saldo fra ingressi ed uscite pari a +23 unità (+1,9%) rispetto al 2013. Tale espansione è stata accompagnata da una fase di assestamento del fatturato (+0,3%), in rallentamento rispetto agli ultimi anni sebbene – per il 2015 – gli imprenditori formulino previsioni di una nuova lieve accelerazione (+0,8%) del relativo andamento.

Nel 2014, la sostanziale stazionarietà del volume d’affari è la sintesi di andamenti anche molto differenziati sotto il profilo settoriale, con una variazione positiva per meccanica avanzata (+2,3%), ICT (+1,5%) e “scienze della vita” (+0,4%), ed invece arretramenti per elettronica-ottica (-3,8%), energia e ambiente (-3,0%), chimica (-2,7%) e servizi per l’innovazione (-2,4%). Allo stesso tempo, sotto il profilo dimensionale, le micro e le piccole imprese sono risultate più dinamiche (fatturato al +2,2% per quelle con meno di 10 addetti, al +1,4% per quelle comprese fra 10 e 49 addetti) rispetto alle medio-grandi (-0,5% per quelle con almeno 50 addetti).

La pronunciata capacità innovativa delle imprese high-tech si associa a una elevata propensione ad operare sui mercati internazionali. Circa la metà del relativo fatturato viene realizzata all’estero, con punte del 67% nel caso della meccanica avanzata e del 58% nelle imprese di medie e grandi dimensioni (almeno 50 addetti). Come già registrato anche per altri settori dell’economia toscana, fra le imprese ad alta tecnologia la capacità di esportare si associa a risultati tendenzialmente migliori rispetto a quelli riportati dalle imprese non esportatrici.

All’espansione del numero di imprese high-tech ed alla tenuta del relativo fatturato fa da contraltare un lieve arretramento degli addetti (-0,7%), il cui livello resta tuttavia al di sopra dell’1,3% rispetto a quelli del 2011. La crescita di medio periodo dell’occupazione è inoltre accompagnata da un innalzamento delle qualifiche e delle competenze di cui le imprese high-tech toscane si sono dotate, nella misura in cui – sempre rispetto al 2011 – gli addetti laureati in materie scientifiche e tecnologiche sono cresciuti del 3,5% nel 2014, e gli addetti occupati in attività di ricerca e sviluppo del 3,8% (+1,9% durante l’ultimo anno).

A ciò fa riscontro la crescita registrata sul fronte degli investimenti in ricerca e sviluppo, aumentate del 5,9% nel corso dell’ultimo triennio (+1,4% nel solo 2014). La persistenza di un quadro macroeconomico caratterizzato da un elevato grado di incertezza ha peraltro accresciuto la rischiosità degli investimenti connessi all’attività innovativa: se nella rilevazione di un anno fa il 29% delle imprese dichiarava che i nuovi prodotti/servizi introdotti nel corso del precedente triennio avevano contribuito in modo decisivo all’aumento del fatturato, con l’ultima rilevazione la stessa quota è scesa al 15%. In prospettiva, le imprese toscane ad alta tecnologia fanno registrare un miglioramento del clima di fiducia, ed affrontano il 2015 con rinnovate aspettative di crescita del fatturato (+0,8%) che spingono in alto la quota di coloro che prevedono di effettuare investimenti nel corso del prossimo triennio (dal 44% di tre anni fa al 73% dell’ultima rilevazione).

“Quest’Osservatorio – sottolinea Stefano Morandi, Vicepresidente Unioncamere Toscana – costituisce una presenza ormai consolidata che ha permesso di colmare un ‘gap’ informativo importante sulla realtà economico-produttiva della nostra regione, un’attività costante di monitoraggio e ‘scouting’ delle realtà imprenditoriali ad alta tecnologia, che ci hanno consentito la mappatura ad oggi, di quasi 1.600 localizzazioni high-tech, che generano un’occupazione complessiva di circa 45mila addetti di cui, un quarto composto da profili altamente qualificati. Inoltre, ci consente di affermare che l’alta tecnologia toscana rappresenta un segmento a forte tasso di imprenditorialità con il più alto numero, a livello nazionale, di aziende innovative appartenenti alle attività di ‘ricerca scientifica e sviluppo’. E’ chiaro – aggiunge – che diventa importante puntare oggi sulla programmazione di interventi a sostegno agli imprenditori-ricercatori sul versante della pianificazione strategica, la ricerca di partnership per lo sviluppo di nuovi prodotti e per la creazione di modelli di business in grado di allinearsi ai partner europei consentendo l’ingresso in nuovi mercati; elementi particolarmente utili alla pianificazione delle future azioni di policy a sostegno dell’innovazione tecnologica in Toscana.”

“Le imprese high-tech, siano esse start-up, imprese italiane o unità locali di multinazionali straniere, rappresentano – commenta Andrea Piccaluga, docente di economia e gestione delle imprese alla Scuola Superiore Sant’Anna e autore del rapporto cdon il suo team di ricerca – un asset fondamentale per l’economia toscana. I dati dell’Osservatorio ci dicono che queste imprese hanno resistito alla crisi, non senza fatica, e che si stanno preparando ad una fase di auspicabile crescita insieme al resto del sistema economico toscano. Rimane cruciale l’orientamento all’export”.


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