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1 aprile 2015

Pensionamenti scuola 2015 e dipendenti pubblici: news riforma pensioni

Pensionamenti scuola 2015

Le ultime novità sulle pensioni e pensionamenti scuola e dipendenti pubblici 2015, pensione quota 96 e notizie sulla riforma pensioni del Governo Renzi

Pensionamenti scuola 2015

Pensionamenti scuola 2015

Le novità sui pensionamenti che hanno fatto più scalpore nell’ultima decina di giorni sono essenzialmente due: la prima tratta della modifica dei requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia; la seconda riguarda l’allontanarsi della modifica della riforma pensioni Fornero. Partendo da quest’ultima news sui pensionamenti, infatti, pare che la riforma pensioni 2015 sia ancora lontana dall’applicazione a causa dell’impossibilità, da parte dello Stato, di affrontare ingenti spese, dal momento che già mancano 10 miliardi all’appello, per far quadrare i conti.

E che dire dei requisiti pensionamenti pubblici 2015/2016? Per quanto riguarda chi andrà in pensione entro l’anno 2015, i requisiti rimangono 66 anni e 3 mesi di età anagrafica e minimo 20 di età contributiva. Tuttavia, dal 2016 le cose sono destinate a cambiare, in quanto in seguito all’ultima circolare diffusa dall’Inps, intitolata appunto “Adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita”, col miglioramento della speranza di vita, è aumentata anche l’età anagrafica minima richiesta per andare in pensione, che dall’anno prossimo sarà di 66 anni e 7 mesi.

Nonostante ciò, nell’argomento dei pensionamenti sono da considerare anche le eccezioni: per quanto riguarda le lavoratrici, con l’opzione donna si accede ai pensionamenti anche a 57 anni, pur avendo un’età contributiva di almeno 35 anni e accettando un assegno pensionistico calcolato unicamente su base contributiva.

I pensionamenti anticipati, invece, continuano a riguardare i lavoratori che hanno all’attivo 42 anni e 6 mesi di contributi e le lavoratrici che hanno maturato 41 anni e 6 mesi di contributi entro il 2015. Anche questo dato, infatti, cambierà a partire dall’anno prossimo: dal 2016, potranno accedere ai pensionamenti anticipato i lavoratori che hanno 42 anni e 10 mesi di contributi e le lavoratrici che ne hanno 41 anni e 10 mesi.

Argomento a parte è caratterizzato dalle pensioni dei dipendenti scolastici, argomento comprendente numerose lotte per il ritorno della quota 96. Vediamo, nel dettaglio, di cosa si tratta.

Pensionamenti scuola, quota 96 il ritorno

Riguardo la situazione delle pensioni degli insegnanti, si è tornato a parlare, soprattutto ultimamente, del ritorno della quota 96.

Se non sapete ancora cos’è, la quota 96 era un provvedimento vigente prima della riforma pensioni Fornero, grazie al quale era possibile accedere alla pensione a 61 anni, se si avevano 35 anni di servizio, dunque di contributi, all’attivo o a 60 anni se con 36 anni di contributi. L’unica clausola era quella di aver maturato questi requisiti entro il 2011. Tale opzione fu cancellata nel 2012 dalla Legge Fornero ed insieme ad essa le speranze di molti insegnanti che sono tutt’ora nelle scuole.

Negli ultimi mesi, all’interno del Governo si sta facendo nuovamente pressione per un ripristino della quota 96 – ma, attualmente, la risposta perenne è quella che mancano i fondi necessari a permettere una soluzione del genere.

Pensionamenti, le dichiarazioni di Marcello Pacifico (ANIEF)

Marcello Pacifico

Marcello Pacifico

Tra le lotte per i pensionamenti nella scuola e che spettano a moltissimi insegnanti come a molti dipendenti pubblici, spicca quella condotta da Marcello Pacifico, presidente dell’Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, che ha rilasciato delle forti dichiarazioni aspe quanto realistiche.

Come sindacato dei lavoratori della scuola e del pubblico impiego non possiamo accettare questo modo di fare politica, rimandando decisioni su danni legislativi che stanno distruggendo la vita di migliaia di famiglie. È un modo di procedere che non è più tollerabile”.

Infatti, come lui stesso ricorda, l’ANIEF-Confedir “ha presentato diversi ricorsi contro la riforma pensioni Fornero già nel 2011 e chiesto diverse modifiche in Parlamento: le ultime attraverso appositi emendamenti alla legge di Stabilità approvata a fine dicembre”.

Oltre la situazione dei pensionamenti, poi, c’è un altro dato ad essa strettamente collegato: la necessità di uno “svecchiamento” dell’ambiente scolastico. Infatti, come dice Pacifico “l’Italia ha già superato il record mondiale di età dei docenti: più della media ha 50 anni”.

Le riflessioni sorgono facilmente: tanto per fare un esempio, dal momento che non tutti gli ultracinquantenni hanno dimestichezza con strumenti di nuova generazione, come si può ulteriormente rimandare l’età di accesso alla pensione e allo stesso tempo portare avanti una proposta di riforma scolastica come “la buona scuola”, che praticamente trasuda la necessità di integrare nelle strutture scolastiche strumenti altamente tecnologizzati?

Buona Scuola Renzi

Riforma Scuola Renzi

(Oltre alle lavagne LIM, un esempio calzante è l’introduzione degli ipad in molte aule, che ha messo in crisi non pochi insegnanti)

I dati comunicati da Pacifico sono agghiaccianti: “attualmente siamo arrivati a quota 103, tra contributi ed età anagrafica: qualcuno muore prima di lasciare il lavoro”. Riusciranno queste dichiarazioni a fermare la decisione affrettata di bocciare la riforma pensioni 2015?

Ambra Benvenuto


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