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16 aprile 2015

Rapporto AlmaLaurea 2015 Bicocca: occupazione laureati Unimib

Università degli Studi di Milano – Bicocca – Occupazione laureati, per l’Università di Milano-Bicocca tasso più alto della media nazionale, ecco il Rapporto AlmaLaurea 2015 Bicocca

A un anno dalla laurea occupati l’81% dei laureati triennali (contro il 66% della media nazionale) e l’81% dei laureati magistrali (contro il 70% della media nazionale). Sono i dati del XVII Rapporto AlmaLaurea 2015 sulla condizione occupazionale dei laureati presentati oggi in Ateneo.

Il tasso di occupazione dei neolaureati triennali nel 2013 (intervistati nel 2014) dell’Università di Milano-Bicocca è pari all’81 per cento, un valore nettamente superiore alla media nazionale (66 per cento).

A dodici mesi dalla conclusione degli studi, risulta occupato l’81 per cento dei laureati magistrali, un valore di gran lunga superiore alla media nazionale del 70 per cento.

Sono i dati dei laureati 2013 dell’Università di Milano-Bicocca estratti dal XVII Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso l’Ateneo alla quale hanno partecipato, oltre al rettore Cristina Messa, il presidente del Consorzio AlamaLaurea, Fabio Roversi Monaco, e Francesco Ferrante del Comitato Scientifico AlmaLaurea.

L’indagine ha coinvolto, con un tasso di risposta dell’83 per cento, 3.559 laureati triennali e 1.715 laureati magistrali biennali usciti dall’Università di Milano-Bicocca nel 2013 e intervistati dopo un anno.

Rapporto AlmaLaurea 2015 Bicocca: i laureati triennali a un anno dalla laurea

Dei 3.559 neolaureati triennali di Milano-Bicocca secondo il Rapporto AlmaLaurea 2015, circa il 49 per cento continua gli studi con la laurea magistrale, contro una media nazionale del 54 per cento: il 31 per cento è iscritto a un corso di laurea magistrale, il 18 per cento alterna studio e lavoro.

Dunque secondo il Rapporto AlmaLaurea 2015, tenendo conto, più opportunamente, solo di quanti non risultano iscritti ad un altro corso di laurea emerge che il tasso di occupazione è pari all’81 per cento, contro una media nazionale del 66 per cento.

Tra i rami di attività, la stragrande maggioranza lavora nei servizi (92 per cento), il 6,5 per cento lavora nell’industria. L’80 per cento dichiara molto o abbastanza efficace la laurea per il lavoro che svolge.

Il guadagno (calcolato su chi lavora solamente) è in media di 1.063 euro mensili netti, più alto del livello nazionale che è di 1.013 euro.

Rapporto AlmaLaurea 2015 Bicocca e i laureati magistrali a un anno dalla laurea

A dodici mesi dalla conclusione degli studi, secondo il Rapporto AlmaLaurea 2015 Bicocca risulta occupato l’81 per cento dei laureati, contro la media nazionale del 70 per cento.

L’88 per cento dei laureati magistrali di Milano-Bicocca lavora nei servizi (istruzione e ricerca, consulenze varie, commercio), il 9,5 nell’industria.

A un anno dalla laurea, 35 laureati magistrali su cento hanno un contratto a tempo indeterminato o autonomo, un valore in linea con la media nazionale del 34 per cento. Il guadagno è superiore alla media nazionale: 1.108 euro mensili netti, contro i 1.065 del complesso dei laureati magistrali.

«I risultati dell’indagine occupazionale sui nostri laureati triennali e magistrali – ha detto il rettore dell’Università di Milano-Bicocca, Cristina Messa – confermano che la formazione universitaria garantisce vantaggi nell’inserimento e nello sviluppo delle carriere. Tanto più che si tratta di neolaureati entrati nel mondo del lavoro da appena un anno, in un contesto, quello italiano, nel quale la valorizzazione professionale avviene mediamente sui cinque anni. Siamo impegnati, attraverso programmi specifici, a rafforzare sia la formazione delle capacità personali e caratteriali, sempre più richieste dalle imprese, sia le esperienze in azienda e sul campo».

«Nonostante la crisi lavorativa – ha detto Loredana Garlati, prorettore per l’Orientamento e il Job Placement dell’Università di Milano-Bicocca –, la laurea continua a rappresentare una chiave d’accesso privilegiata che consente sia un più agevole ingresso nel mondo del lavoro sia un miglioramento della propria condizione professionale nell’arco della vita lavorativa. È anche per questo che è necessario invertire un trend negativo che vede l’Italia agli ultimi posti per numero di laureati: solo il 22 per cento dei giovani tra 25-34 anni ha conseguito la laurea, contro il 37 per cento della media europea. Investire in formazione è quindi fondamentale e i dati lo dimostrano: tra i nostri laureati, soprattutto delle triennali, negli ultimi anni, a dispetto della recessione economica, è aumentato il tasso di occupazione, a fronte di una seppur lieve ma significativa contrazione del tasso di disoccupazione».


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