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29 aprile 2015

Riforma Pensioni 2015: pensione anticipata, prepensionamento a 57 anni

Ultime notizie oggi sulla riforma pensioni 2015: calcolo pensione anticipata, diritto alla pensione anticipata – opzione donna e prepensionamento a 57 anni di età

Una delle riforme più discusse del governo Renzi è quella delle pensioni.

Da mesi si discute quasi quotidianamente di come risolvere i problemi causati dalla riforma pensioni Fornero, che ha spostato l’età anagrafica minima per avere diritto alla pensione a 66 anni, che per molti lavoratori sono davvero troppi, soprattutto alla fine di carriere di lavori usuranti.

Le proposte per garantire la possibilità di andare in pensione anticipata rispetto ai requisiti stabiliti dalla Fornero sono state molte ma si sta battendo su quelle che sembrano più facilmente accessibili per coloro che abbiano maturato almeno un tot di contributi o che si aggirino intorno ad un’età anagrafica intorno ai 60 anni.

In tal senso, i provvedimenti proposti ormai celebri sono quelli delle quote. Quindi, quota 100 per chi ha età anagrafica ed età contributiva che sommate diano il numero 100, quota 97 per chi ha 62 anni di età e almeno 35 anni di contributi, quota 41 per dare sollievo a tutti i lavoratori che abbiano all’attivò già 41 anni di età contributiva, in particolar modo tutti i precoci.

Nonostante la riforma pensioni 2015 abbia conosciuto un primo periodo di bocciatura da parte del Governo a causa della mancanza di fondi, le proposte continuano in quanto è un provvedimento necessario per sbloccare situazioni come quella degli esodati, che hanno concluso la loro carriera ed essendo perlopiù over 55 hanno difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro, e per cercare di liberare dei posti avallando il risolvimento della problematica della disoccupazione.

Le ultime manovre per muoversi in modo da garantire le pensioni anticipate riguardano la riproposta di alcuni provvedimenti strutturati sul sistema delle quote, le proposte del presidente dell’Inps Boeri, riguardanti in particolar modo il reddito minimo da garantire agli over 55, e la proroga dell’opzione donna, che accettata darebbe l’opportunità di avere diritto a un prepensionamento a 57 anni.

Riforma pensioni 2015 e pensione anticipata, ultime novità a oggi

Le ultime novità della riforma pensioni riguardanti le pensioni anticipate sono dovute al Presidente della Commissione del Lavoro Cesare Damiano che ha ribadito ancora una volta le sue proposte in merito. Sostanzialmente, le tematiche riprese sono state prima di tutto quella di quota 100, che permetterebbe a chi lo desidera di andare in pensione al raggiungimento di età anagrafica ed età contributiva che sommate danno il numero 100, e quella di quota 97, che renderebbe attuale la flessibilità dei requisiti richiesti per la pensione facendoli diventare 62 anni di età anagrafica e 35 di contributi. Se si accettasse uno di questi provvedimenti si darebbe sollievo a tutti quei lavoratori che desiderano andare in pensione anticipata, dove anticipata è l’età anagrafica rispetto a quella stabilita dalla riforma pensioni Fornero.

Non mancano poi le proposte mirate al problema dei lavoratori precoci, che con quota 41 potrebbero andare in pensione dopo aver versato per 41 anni contributi all’Inps.

Per quanto riguarda la garanzia di reddito minimo per tutti i lavoratori in età anagrafica tra 55 e 65 anni proposta dal neo-presidente dell’Inps Boeri, non sono poche le perplessità manifestate da Damiano, in quanto a suo dire in questo modo si investirebbero fondi per persone che probabilmente potrebbero aspirare ugualmente alla pensione.

Prepensionamento – opzione donna e pensione anticipata a 57 anni

L’ultimissima reale novità della riforma pensioni è caratterizzata dalla possibilità di prepensionamento a 57 anni. In realtà l’idea è strettamente collegata alla richiesta di proroga dell’opzione donna, per la quale è all’attivo una class action intrapresa da 500 lavoratrici.

L’opzione donna permette a tutte le donne che hanno avuto una carriera lavorativa di andare in pensione a 57 o 58 anni, a seconda della professione svolta, purché maturino i requisiti richiesti, ovvero 35 anni di età contributiva e l’accettazione dell’assegno calcolato unicamente con sistema contributivo, entro il 31 dicembre 2015.

Se tale proroga fosse realmente accettata, sarebbe finalmente possibile il prepensionamento per tutte coloro che lo desiderano.

In tutto il lungo corso della riforma pensioni 2015 è stato proposto di estendere l’opzione donna a tutti i lavoratori. Tale proposta è poi caduta nel dimenticatoio, ma se venisse ripescata si darebbe speranza a tutti di usufruire del prepensionamento.

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Ambra Benvenuto


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