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7 aprile 2015

Riforma Scuola 2015: novità sull’esame di maturità e sulle commissioni

Riforma Scuola 2015

La Riforma Scuola 2015 dopo la breve pausa torna a far discutere in camera e senato il Governo Renzi: ecco le novità Ddl Scuola, Buona Scuola ed esame maturità a partire dalle commissioni

Riforma Scuola 2015

Riforma Scuola 2015

Continua a destare polemiche e discussioni la Riforma Scuola di Renzi: dopo una prima fase in cui il progetto presentava obiettivi piuttosto ambiziosi, all’oggi sono in corso discussioni e le commissioni di Camera e Senato proseguono con l’esame del ddl.

Ecco le novità sulla riforma della scuola e sull’esame di Maturità 2015, a partire dalle News del Miur sulle commissioni d’esame.

Le ultime Notizie Riforma Scuola 2015 e sulla Buona Scuola del Governo Renzi Giannini sembrano prevedere una divisione del disegno di legge per tutelare i precari che attendono notizie sulla propria situazione. Infatti il tema delle assunzioni resta ancora incerto, e si attendono novità sui concorsi previsti e promessi per Settembre 2015.

Ma vediamo quali sono le ultime novità sull’esame di maturità e sulle commissioni, se ci sono dei cambiamenti previsti per l’esame di Stato 2015 e cosa succederà ai maturandi con l’approvazione del disegno di legge.

Riforma Scuola 2015: cosa cambierà all’esame di maturità per studenti e commissari

Erano attesi diversi cambiamenti in seguito a quanto riportato dal testo della Legge di Stabilità, e con la Riforma Scuola Renzi ha promesso cambiamenti rivoluzionari in tempi davvero strettissimi.

L’esame di maturità e in particolare i criteri circa la selezione dei commissari esterni dovevano essere toccati e rivisti secondo quanto dichiarato in passato, ma da quanto emerge dal dibattito avvenuto in Camera, bisognerà aspettare ancora ed i cambiamenti interesseranno solo gli studenti che si troveranno ad affrontare l’esame di Stato nel 2016.

Infatti per il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini  la disposizione relativa ai nuovi criteri per la determinazione dei commissari d’esame potrà essere resa esecutiva solo dal prossimo anno scolastico, ovvero dal 2015-2016. La Riforma Scuola in questo senso prevederà cambiamenti e novità che modificheranno non solo le regole circa la selezione e formazione delle commissioni d’esame, ma anche l’esame di Stato andrà incontro ad una verifica per accettarne la validità nella forma attuale.

Nulla di fatto al momento, e la Riforma Scuola prosegue con l’iter di discussione e rielaborazione fino a quando non avrà la giusta forma e contenuto per essere approvato.

Intanto i maturandi possono tirare un sospiro di sollievo, e non avere brutte sorprese durante questi ultime settimane dedicate alla preparazione per sostenere le prove scritte e l’orale.

Riforma scuola 2015: le novità previste e le modifiche di Renzi

Novità sul Ddl Scuola

Novità sul Ddl Scuola

Ecco i dodici punti che in questi giorni saranno sottoposti all’approvazione di Camera e Senato:

Mai più precari secondo la riforma scuola 2015 del governo Renzi: il Governo promette un piano straordinario per assumere 150 mila docenti a Settembre 2015 e la chiusura di tutte le graduatorie ad esaurimento. Per l’anno scolastico 2014-2015, è prevista, infatti, l’immissione in ruolo di 15mila unità (circa 7.700 su cattedre ordinarie e 6.700 su posti di sostegno).

Disegno che dovrebbe toccare l’apice l’anno successivo, con l’assunzione in blocco delle restanti 148.100 persone (i restanti inseriti nelle Gae e i vincitori del concorso del 2012). L’operazione costerà in tutto circa 3 miliardi di euro.

Basta supplenze secondo Renzi nella sua riforma scuola 2015. Il piano di assunzioni, oltre a svuotare le graduatorie e snellire l’accesso, dovrebbe, infatti, servire a garantire alle scuole un team stabile di docenti per coprire cattedre vacanti, tempo pieno e supplenze

Merito e scatti stipendiali, con la riforma scuola 2015 secondo Renzi si volta pagina. Scatti di anzianità al tramonto. Il governo, infatti, sembrerebbe orientato ad agganciare gli stipendi degli insegnanti ad una qualche forma di merito o carriera. Da escludere, ad oggi, la tripartizione della categoria in docenti esperti, ordinari e senior. Servirebbe un nuovo contratto, spiegano i sindacati. Rimane il nodo risorse.

Formazione  continua obbligatoria uno dei principi cardini nella riforma scuola 2015. Non solo. Gli insegnanti saranno chiamati a stare sul pezzo. “Per valorizzare i nuovi Don Milani, Montessori e Malaguzzi”, racconta il rapporto. I docenti dovranno, cioè, seguire una formazione continua obbligatoria, incentrata soprattutto su temi di pedagogia e didattica innovativa.

Più trasparenza con la riforma scuola 2015. Sarà una scuola di vetro. Parola d’ordine: trasparenza: i dati di ogni scuola dovranno essere online dal 2015: budget, valutazione, progetti finanziati. Tra le ipotesi più accreditate, l’istituzione di un registro nazionale dei docenti per aiutare i presidi a migliorare la propria squadra e l’offerta formativa.

Digitalizzazione altro punto fondamentale della riforma scuola 2015. Sarà, pare, la riforma dell’annunciata svolta digitale: si punterà, grazie piani di coinvestimento, a portare a tutte le scuole una connessione veloce e senza fili, comprese le sedi decentrate Segnali di apertura, intanto, verso le modalità cosiddette BYOD (Bring Your Own Device, cioè Porta il tuo dispositivo). La didattica, in altre parole, passerà su dispositivi di proprietà degli studenti con le istituzioni che interverranno solo per fornirle a chi non ne dispone.

Materie creative, cultura in corpore sano, anche a questo orientamento mira secondo Renzi la riforma scuola 2015.

Nuove  alfabetizzazioni. Internet, Inglese, Impresa. Un po’ sulla falsariga berlusconiana si ispira questo punto della riforma scuola 2015.

Alternanza scuola-lavoro nella riforma scuola 2015. Sarà una scuola fondata sul lavoro. Merito di un’interazione più “osmotica” tra mondo del lavoro ed istruzione.

Buona Scuola

Buona Scuola

All in, quindi, sulla cosiddetta alternanza scuola-lavoro, che sarà obbligatoria negli ultimi tre anni degli istituti tecnici e professionali, per almeno 200 ore l’anno, grazie al potenziamento delle esperienze di apprendistato sperimentale.

Le scuole civiche della riforma scuola 2015. In attesa di chiarimenti finalmente convincenti sul fronte coperture, l’unico dato certo è che, per reperire le risorse necessarie alla rifondazione della scuola italiana, il Governo si muoverà su due direttrici: da un lato stabilizzare il Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (MOF),  rendendone trasparente l’utilizzo, e, dall’altro, attrarre risorse private (singoli cittadini, fondazioni, imprese), attraverso “incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche”.


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