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14 maggio 2015

Immigrazione clandestina: soluzione UE all’emergenza profughi

Immigrazione clandestina

Immigrazione clandestina e urgenza profughi, tema già in auge nel 2014, torna ad essere oggetto di grande interesse nel 2015, visti gli ultimi eventi: ecco la soluzione UE all’emergenza profughi

Immigrazione clandestina

Immigrazione clandestina

Che il fenomeno dell’immigrazione clandestina sia aumentato rispetto a pochi anni fa, non è un dato in discussione. La situazione internazionale – leggasi: crisi politiche e umanitarie nei paesi dell’Africa e del Medio Oriente – ha fatto sì che migliaia di donne e uomini, bambini e anziani, abbiano deciso che attraversare il Mar Mediterraneo in condizioni di estremo pericolo per la loro vita resti comunque il male minore rispetto alla fame, alle guerre o alle dittature che troverebbero rimanendo nei propri luoghi d’origine.

Dopo l’ennesima tragedia – lo scorso aprile, quando morirono quasi 900 persone nel Canale di Sicilia – la Commissione Europea si è finalmente accorta non soltanto della gravità della questione, ma anche dell’urgenza di far fronte all’immigrazione clandestina con interventi mirati e tempestivi. L’Italia è stata così chiamata a confrontarsi ancora una volta con altre grandi nazioni quali la Spagna, la Francia e la Germania per cercare un punto di incontro che aiuti la nostra nazione a non sobbarcarsi da sola questo grande problema.

E’ di questa mattina l’annuncio della vice presidente dell’esecutivo UE e rappresentante per gli Affari esteri, Federica Mogherini, che con un tweet annuncia che “L’agenda UE sulle migrazioni è stata adottata dalla Commessione”. Tali misure sarebbero sostenute da una dotazione di 60 milioni di Euro, che i Ventotto dell’Unione avranno a disposizione per far fronte all’emergenza dell’immigrazione clandestina.

Premesso che le nuove soluzioni sono solo alla fase embrionale della loro entrata in vigore, poiché, a tal fine, sarà necessario l’accordo di tutti gli stati membri, sono stati resi noti i primi punti fermi della proposta.

Immigrazione clandestina e distribuzione pro quota, cos’è

Per alleviare le problematiche che solleva l’immigrazione clandestina, in primo luogo, si sostiene l’opportunità di ridistribuzione degli immigrati, pro quota, fra tutti i paesi UE, anziché lasciarli in balia delle nazioni rivierasche, come l’Italia, presso le cui coste avvengono gli sbarchi.

Le quote saranno calcolate sulla base di una serie di criteri come il prodotto interno lordo di ogni paese, il tasso di disoccupazione ed ovviamente la dimensione. L’Italia dovrà ospitare l’11,84 % degli immigrati, più della Spagna (9,10 %), ma molto meno della Francia (14,17 %) e della Germania (18,42 %).

I primi detrattori di questa proposta di contrasto all’immigrazione clandestina vengono dal Regno Unito, che, tramite il suo ministro degli Esteri, Theresa May, ha già fatto sapere che si opporrà strenuamente alla politica delle quote; ancora nessuna reazione ufficiale dagli altri paesi, se si eccettua l’endorsement della cancelliera Tedesca Angela Merkel, che ha dichiarato che la Germania è pronta “a sostenere l’Italia, ma la registrazione dei rifugiati deve essere fatta in modo adeguato secondo le regole dell’UE”.

Pareri discordanti, dunque, e proclami di collaborazione, ma alle regole del collaborante: non si può dire che la neonata proposta della Commissione sia passata inosservata. Di certo, è preferibile un sano ma sollecito dibattito anziché una deplorevole inazione di fronte all’emergenza dell’immigrazione clandestina.

La nuova strategia UE prevede, inoltre, la possibilità di effettuare delle missioni in territorio libico, da cui provengono la maggior parte delle traversate, al fine di sequestrare i barconi in partenza, affondandoli, qualora se ne ravvisi la necessità.

Questo è forse il nodo più complesso dell’intera questione dell’immigrazione clandestina, poiché si tratterebbe di una disposizione al limite dei principi di diritto internazionale, che non permettono gli sconfinamenti in mare straniero, se non in casi eccezionali. A sostegno di questa tesi, l’ambasciatore libico presso le Nazioni Unite, che ha dichiarato di non essere d’accordo con quanto preventivato dalle istituzioni comunitarie.

D’altra parte, però, c’è chi invoca il capitolo 7 della Carta dell’ONU, dedicato alle “azioni in difesa della pace, alle violazioni della pace ed agli altri atti di aggressione”, che si potrebbe interpretare in favore di tali misure. A questo proposito, tuttavia, l’Alto rappresentante Mogherini si è affrettata a precisare che: “In Libia non stiamo pianificando un intervento militare, ma un’operazione navale”. Quanto questo cambi la sostanza dei fatti, sarà tutto da valutare.

Immigrazione clandestina e sostegno economico ai Paesi dei fuggitivi


L’ultimo pilastro della nuova strategia in materia di immigrazione clandestina si sostanza nell’offerta di aiuti economici ai paesi da cui provengono i profughi, in modo tale da incentivare la collaborazione degli stessi al lavoro delle autorità di frontiera.

L’idea è quella di rafforzare le misure di controllo nelle zone di transito, in modo tale che il primo deterrente all’immigrazione clandestina incontrollata venga proprio dai paesi di origine dei migranti.

A nostro avviso, quest’ultima proposta è forse l’anello più debole dell’intera manovra, anche perché i motivi che spingono intere famiglie a far fronte ad un lungo viaggio di speranza e insieme disperazione, accettando anche il rischio di perdere la vita durante la traversata, sono molto più profondi – e forti – di un semplice controllo di frontiera.


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