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6 maggio 2015

Riforma delle pensioni 2015: cosa cambia, modifiche alla legge Fornero

Ultime notizie ad oggi sulla riforma delle pensioni 2015: ecco cosa cambia e quali sono le modifiche alla legge Fornero che ci saluta perché bocciata, novità sulla pensione e cosa accadrà adesso

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni 2015 discussa da mesi all’interno del governo Renzi è la bocciatura della riforma pensioni Fornero.

Tale riforma sanciva l’obbligo di andare in pensione a 66 anni e penalizzazioni riguardanti gli scatti per chi in pensione già era o andava in quel periodo.

I danni fatti dalla riforma delle pensioni Fornero non sono pochi, in quanto adesso le problematiche che la nazione è chiamata ad affrontare riguardano la disoccupazione, l’inoccupazione e gli esodati, ovvero i lavoratori che conclusa la carriera lavorativa dovrebbero inserirsi nuovamente in un mondo del lavoro che a stento accetta chi ha appena concluso gli studi.

Le domande circa le pensioni riguardano la concreta possibilità di avere il diritto alla pensione, la possibilità di andare in pensione anticipata e il giusto ammontare dell’assegno pensionistico. Proprio quest’ultimo punto è quello che ha fatto bocciare la riforma pensioni Fornero, in quanto i tagli comprendenti gli scatti di pensione ai quali avevano diritto i pensionati sono stati ritenuti incostituzionali. Gli articoli violati dal provvedimento stabilito illo tempore con la riforma pensioni Fornero non ha infatti tenuto conto degli articoli 36 e 38 della Costituzione, riguardanti precisamente la retribuzione proporzionata e il criterio di adeguatezza della pensione.

Cosa cambia e cosa accadrà ora? Lo Stato italiano è stato chiamato a risarcire la somma alla quale i lavoratori in questione avevano ed hanno diritto. La disattenzione verso i suddetti articoli costerà allo stato una cifra che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro.

Anche se la riforma delle pensioni 2015 deve ancora prendere la piega desiderata, ovvero quello di parlare concretamente di pensioni anticipate rispetto ai requisiti pensionistici stabiliti dalla Fornero, questo cambiamento sembra quantomeno andare in direzione delle modifiche sperate.

Ma quali sono, intanto, i provvedimenti proposti per garantire maggiore flessibilità in uscita per garantire il diritto alle pensioni anticipate?

Riforma delle pensioni 2015: ultime novità quota 100, quota 97, quota 41, opzione donna, esodati

Durante tutti i dibattiti sulla riforma delle pensioni 2015 sono stati tantissimi i provvedimenti proposti per garantire maggiore flessibilità e cercare di garantire ai lavoratori il diritto di andare in pensione anticipata. Sostanzialmente, i capisaldi sono rimasti tre e sono corrispondenti a tre quote:

  • Quota 100, consiste nel garantire il diritto di andare in pensione anticipapta rispetto ai requisiti stabiliti dalla Fornero se età anagrafica ed età contributiva danno come risultato della loro somma il numero 100;
  • Quota 97, si riferisce a tutti i lavoratori che hanno 35 anni di contributi e 60 o 62 di età anagrafica e avrebbero in tal modo occasione di andare in pensione anticipatamente;
  • Quota 41, si riferisce ai lavoratori precoci che con 41 anni di contributi dovrebbero avere il diritto alla pensione a prescindere dall’età anagrafica, cosa che attualmente non è possibile.

Gli altri importanti provvedimenti della riforma della pensioni 2015

  • Opzione donna, che dà alle lavoratrici la possibilità di andare in pensione a 57 o 58 anni a condizione che si abbiano 35 anni di contributi, che si accetti un assegno pensionistico calcolato unicamente con sistema contributivo e che si maturino i suddetti requisiti entro il 31 dicembre 2015. Opzione donna viene tutt’ora tenuta sotto osservazione in quanto è stata richiesta una proroga di tale opzione da M5s. Inoltre, è stata intrapresa una class action intrapresa per la proroga dell’opzione donna da 500 lavoratrici al fine di far persistere questo diritto oltre la data prestabilita.
  • Staffetta generazionale, è un provvedimento rivolto ai dipendenti pubblici prossimi alla pensione che potrebbero cambiare il proprio orario di lavoro facendolo diventare part-time al fine di incoraggiare le nuove assunzioni. La parte negativa di questo provvedimento riguarda la decurtazione dello stipendio, che fa in modo che questa opzione sia valida soltanto su carta in quanto una scelta del genere ricadrebbe interamente sulle tasche del dipendente prossimo alla pensione.
  • Incentivi agli esodati, provvedimento proposto dal neo-presidente dell’Inps Tito Boeri il quale ritiene che una possibilità sarebbe quella di dare degli aiuti finanziari a tutti i lavoratori ora disoccupati in quella difficile fascia d’età che va dai 55 anni all’età della pensione, attualmente fissa a 66 anni, dal 2016 a 67, se la riforma delle pensioni 2015 non si decide a far diventare legge i cambiamenti continuamente discussi.

Ambra Benvenuto


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