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5 maggio 2015

Riforma pensioni 2015: bocciata legge Fornero, news esodati e precoci

Ultime novità sulla riforma pensioni 2015, finalmente bocciata la legge Fornero: ecco tutte le news su pensione anticipata, esodati, e lavoratori precoci

Ottime notizie per tutti i già pensionati e coloro che lo saranno prossimamente. La chiacchieratissima riforma pensioni 2015 in atto all’interno del governo Renzi sta finalmente dando i primi frutti.

Le ultime novità riguardano la bocciatura della riforma pensioni Fornero del 2011-2012. Ciò non si traduce, come molti sperano, in un cambio diretto della flessibilità in uscita e di un cambiamento immediato per quanto riguarda la situazione delle pensioni anticipate, ma per ora chi è già in pensione inizia a godere dei dovuti privilegi.

Il provvedimento del quale si sta parlando negli ultimi giorni, infatti, riguarda il risarcimento che avranno tutti i pensionati che sono stati soggetti a penalizzazioni dopo al riforma pensioni Fornero. Dal momento che il loro potere di acquisto è stato enormemente diminuito, adesso lo Stato dovrà risarcire ogni pensionato della cifra perduta dal 2011 ad ora a causa della legge Fornero. Si parla di circa 500 euro a pensionato. Ciò potrebbe portare un danno abbastanza grave alle casse dello Stato, tuttavia è stato riconosciuto tale diritto a tutti i pensionati e dunque il risarcimento arriverà. Quest’ultimo episodio è il segno che una controriforma a quella della Fornero è necessaria.

Nel calderone della revisione della riforma pensioni Fornero rientrano anche i provvedimenti riguardanti la possibilità di garantire la pensione anticipata, soprattutto agli esodati e ai lavoratori precoci. Tutti provvedimenti tesi, oltre che a diminuire la condizione di disagio di molti cittadini, alla diminuzione della disoccupazione e dell’inoccupazione. Insomma, fondamentale è lo sblocco della staticità del mondo del lavoro.

I provvedimenti che si sono scelti di seguire in tal senso riguardano le ormai famose quote. Si parla di quota 100 e quota 97 per tutti quei lavoratori che desiderano avere accesso alle pensioni anticipate rispetto all’età fissata dalla Fornero, 66 anni. La quota 41 si riferisce invece ai lavoratori precoci, che dovrebbero vedere garantita la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi.

Ancora nessuna novità circa lo sviluppo della class action intrapresa per la proroga dell’opzione donna.

Riforma pensioni 2015, novità per lavoratori esodati e precoci

La riforma pensioni 2015 discussa all’interno del governo Renzi prevede fondamentalmente molti provvedimenti riconducibili a tre quote:

  • Quota 100, che garantirebbe la possibilità di accedere alla pensione anticipata nel momento in cui età anagrafica ed età contributiva danno come risultato il numero 100;
  • Quota 97, che darebbe la possibilità di pensione anticipata a tutti coloro che hanno 35 anni di età contributiva e 60 o 62 di età anagrafica;
  • Quota 41, diretta ai lavoratori precoci che hanno già maturato 41 anni di contributi. Prescinde dall’età anagrafica.

Quota 100 e quota 97 sono soluzioni pensate anche per tutti i lavoratori esodati, ovvero coloro che hanno concluso la carriera lavorativa ma che per accedere alla pensione devono attendere di raggiungere l’età anagrafica stabilita dalla legge e nel frattempo non riescono a trovare un altro lavoro. Quota 41 è invece diretta in particolar modo ai lavoratori precoci che hanno già all’attivo molti anni di contributi.

C’è da aggiungere che per quanto riguarda gli esodati, il neo-presidente dell’Inps Tito Boeri ha proposto di dare un incentivo a tutti coloro che si trovano in quella difficile età che va dai 55 ai 66 anni e si è disoccupati.

Riforma pensioni 2015 e staffetta generazionale, cos’è e come funziona

Un’altra soluzione proposta dalla riforma pensioni riguarda tutti quei dipendenti pubblici in età prossima a quella stabilità dai requisiti pensionistici.

A tutte le persone rientranti nella suddetta categoria viene data la possibilità di lavorare part-time, con conseguente riduzione dello stipendio, in modo da favorire l’assunzione delle nuove generazioni.

La soluzione non è vista di buon occhio dai sindacati dei lavoratori in quanto in questo modo il peso fiscale ricadrebbe unicamente sul pensionato, in quanto non si garantirebbe un aiuto o un incentivo a nessuno.

Ancora una volta, si ha l’impressione di trovarsi di fronte a un provvedimento del governo che sembra un contentino da dare ai pensionati su carta anziché un concreto aiuto allo sblocco della situazione italiana.

Ambra Benvenuto


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