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25 maggio 2015

Riforma pensioni 2015: Damiano propone pensione anticipata di 4 anni

Riforma Pensioni 2015 - Cesare Damiano

Riforma pensioni 2015, l’ultima proposta di Damiano punta ad anticipare l’accesso alla pensione di 4 anni garantendo finalmente il diritto alla pensione anticipata

Riforma Pensioni 2015 - Cesare Damiano

Riforma Pensioni 2015 – Cesare Damiano

La riforma pensioni 2015 è uno degli argomenti più discussi dell’anno in quanto porta novità quasi quotidianamente.

Il punto di partenza è la riforma delle pensioni Fornero e i danni prodotti.

Innanzitutto, il blocco della flessibilità in uscita, in quanto ha stabilito l’obbligo di andare in pensione a 66 anni. Conseguentemente, altri problemi ugualmente importanti sono stati quello dei lavoratori cosiddetti “esodati”, ovvero gli over 55 che conclusa la carriera lavorativa difficilmente riescono ad inserirsi nuovamente nel mondo del lavoro attuale, e quello della disoccupazione e dell’inoccupazione, in quanto con tutti i posti occupati da aspiranti pensionati, è difficile vedere uno sblocco in tal senso.

Come se non bastasse, la riforma che cambiava radicalmente i requisiti per andare in pensione, la legge Fornero, è stata dichiarata incostituzionale dal momento che ha minato la stabilità dei conti e il potere d’acquisto di chi è andato in pensione dal 2011 in poi. Dunque, in aggiunta a quanto detto fin ora, il governo deve impegnarsi dal 1 agosto nel bonus delle pensioni, ovvero un vero e proprio rimborso di 500 € a pensionato che costerà allo stato 2 miliardi. Comunque poco, rispetto ai 18 miliardi e 180 milioni che sarebbero necessari al rimborso totale.

Dopo aver rimediato almeno temporaneamente al rimborso dovuto alle persone che già sono in pensione, resta da risolvere il problema di tutti i lavoratori che vorrebbero avere nuovamente il diritto alla pensione anticipata, possibilmente senza vedere messi in discussione tutti gli anni di contributi versati. In tal senso, le proposte fatte durante l’anno sono state molte.

Le più famose sono state quota 100, quota 97 e opzione donna. Dal momento che queste ultime sembravano essere accettate di buon grado nonostante le penalizzazioni implicate, quali il calcolo parziale o totale dell’assegno pensionistico su base contributiva, anche le nuove proposte mirate a garantire maggiore flessibilità in uscita insistono sugli stessi punti. Addirittura, secondo Damiano, sarebbe pianificabile un tipo di pensione anticipata di 4 anni, purché si sia disposti ad accettare determinate condizioni.

Riforma pensioni 2015: Damiano, possibile pensione anticipata di 4 anni

L’ultima proposta in ambito riforma pensioni 2015 è pensata da Cesare Damiano e Pierpaolo Baretta. Ciò che c’è in discussione non è poco. Si tratta di garantire ai lavoratori il ritorno di un diritto, quello alla pensione anticipata.

A quanto pare, andare in pensione anticipata sarebbe possibile. Ogni lavoratore potrebbe decidere di andare in pensione 4 anni prima di quanto stabilito. Tuttavia, tale decisione avrebbe un costo e la somma è precisa.

Infatti, il lavoratore che vuole andare in pensione 4 anni prima dovrebbe rinunciare ad una mensilità all’anno. Ciò non si traduce in un assegno pensionistico in meno ma a una percentuale mensile che verrebbe detratta dalla somma che gli spetterebbe se andasse in pensione all’età stabilita dalla riforma pensioni Fornero, 66 anni.

In pratica, il discorso sulle penalizzazioni non è cambiato poi molto, ma per la prima volta si parla di cifre e di anni determinati in maniera chiara.

Il provvedimento fa gola a molti lavoratori e la simulazione è facile da fare. Conoscendo l’ammontare dell’assegno pensionistico al quale si ha diritto, bisogna sottrarre una mensilità che sarà detratta nel corso dell’anno seguendo la modalità delle rate mensili.

Ciò che viene ribadito tramite tutti questi provvedimenti è che la possibilità di avere la pensione anticipata sembra avvicinarsi sempre di più. Ugualmente chiaro è che ogni decisione ha un prezzo.

Riforma pensioni 2015, le proposte realmente attendibili secondo Pasquale Nardone

Pasquale Nardone

Pasquale Nardone

Abbiamo chiesto a Pasquale Nardone, della Federazione Lavoratori Pubblici, cosa ne pensasse delle proposte fatte durante tutto il corso del dibattito riguardante la riforma pensioni 2015.

La sua risposta è stata la seguente: “Le principali proposte attuali sono fatte in base a quella dell’opzione donna, che garantiva la possibilità di andare in pensione a 57 anni avendo 35 anni di contributi. Il problema è che però chi sceglieva e chi sceglie questa opzione va incontro a importanti penalizzazioni, dal momento che la condizione è quella di accettare l’assegno su base contributiva.”

“Per ora l’opzione donna è stata scelta dalle persone che avevano problemi come ad esempio chi aveva urgenza di assistere i genitori”

Riforma Pensioni 2015

Riforma Pensioni 2015

Quali sarebbero idealmente delle proposte davvero buone per una riforma pensioni 2015?

La cosa migliore sarebbe reintrodurre le quote, come la vecchia quota 96, senza l’implicazione delle penalizzazioni.  

Quota 100 o 101 sarebbero buoni provvedimenti, purché vengano attuati senza penalizzazioni“.

Ambra Benvenuto


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