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13 giugno 2015

Cannabis terapeutica: parte in Toscana la distribuzione di marijuana

Cannabis terapeutica

Ultime notizie sulla cannabis terapeutica. Si riaccende il dibattito sulla legalizzazione marijuana in Italia: ecco come e perchè

Cannabis terapeutica

Cannabis terapeutica

Tutte le news su droghe leggere, marijuana e cannabis terapeutica. Ecco perché fumare marijuana fa male. Dal decreto Renzi – Lorenzin alla coltivazione di canapa e cannabis sativa. La marijuana legale resta un lontano miraggio.

Via libera alla cannabis terapeutica di Stato. Esultano migliaia di pazienti cronici. A breve le farmacie toscane distribuiranno medicinali a base di marijuana.

La cannabis, però, sarà usata soltanto per il trattamento del dolore e sarà prodotta dall’esercito italiano in via del tutto sperimentale.

Lo scorso 23 maggio, l’Associazione Allievi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha organizzato, nell’ambito della manifestazione nazionale “CapiAmo il Pianeta”, una conferenza incentrata sui temi della legalizzazione e dell’uso di cannabis di stato. Al simposio, intitolato “Cannabis: legale o collaterale? Benefici e rischi dell’uso terapeutico della marijuana”, hanno partecipato non solo numerosi luminari della scienza, ma anche il celebre politico Enzo Brogi, paladino degli invisibili e promotore della prima legge regionale (2012) sull’impiego di cannabis terapeutica. Nel corso dell’evento, svoltosi nell’aula magna dell’ateneo pisano, gli ospiti hanno dato vita ad un interessantissimo dibattito sui pro e i contro dell’uso di farmaci a base di cannabinoidi per lenire il dolore di tante patologie croniche.

Un tema, questo, di grandissima attualità, visto che a breve nelle farmacie toscane arriveranno le prime confezioni di cannabis terapeutica, per la gioia di migliaia di pazienti italiani.

L’esercito coltiverà la cannabis terapeutica p di stato per produrre farmaci 

Nell’autunno del 2014, infatti, i Ministri della Salute Beatrice Lorenzin e della Difesa Roberta Pinotti hanno sottoscritto il Protocollo per l’avvio della produzione di farmaci a base di cannabis terapeutica presso lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Stando alle ultime notizie, la sperimentazione relativa alla produzione di cannabis di stato dovrebbe terminare a giugno, con il primo raccolto effettuato dall’equipe dell’Istituto fiorentino. Entro luglio, invece, dovrebbero esser pronte le prime confezioni. Ma la trasformazione delle infiorescenze in farmaco necessiterà dell’autorizzazione dell’Aifa e, pertanto, i tempi potrebbero prolungarsi.

Al di là di questo, però, il via libera alla sperimentazione della cannabis terapeutica non simboleggia affatto un’apertura alla liberalizzazione delle droghe leggere. Il Ministro della Salute Lorenzin, del resto, l’ha ribadito più volte. Il governo continuerà la sua battaglia contro fumo, alcol e droghe, senza lasciare aperto alcun tipo di spiraglio, e indipendentemente dalla sperimentazione in atto. Il consumo di droga, del resto, rappresenta sempre un rischio per la salute. Anche se, da diverso tempo, ormai, alcune correnti di pensiero sostengono che la marijuana non sia equiparabile alle altre droghe. Da un lato c’è chi pensa sia dotata di proprietà terapeutiche e, dall’altro, chi la considera un innocuo divertissement radical-chic. E infine c’è chi continua a pensare che faccia male alla salute.

La cannabis terapeutica secondo il Decreto Turco 2007 ed Decreto Renzi – Lorenzin 2014

Ma, al di là delle ataviche diatribe fra proibizionisti ed antiproibizionisti, l’uso di cannabis terapeutica, in Italia, è consentito dal lontano 2007, in virtù del Decreto Ministeriale n. 98, firmato dall’ex Ministro della Salute Livia Turco, che riconobbe, per la prima volta, le proprietà curative del tetraidrocannabinolo (Thc), uno dei più noti principi attivi della marijuana.

Tuttavia, a causa dei lunghissimi iter burocratici prestabiliti, questa norma non ha mai sortito gli effetti auspicati, lasciando migliaia di pazienti con l’amaro in bocca. Ma, di recente, a riaccendere le speranze degli amanti della cannabis terapeutica, è stata, paradossalmente, la Corte Costituzionale.

Con la sentenza n. 32 del 2014, infatti, i giudici delle leggi, dichiarando l’illegittimità costituzionale di alcuni articoli del D.L. n. 272 del 2005 (poi convertito nella L. n. 49 del 2006, la famosa Fini – Giovanardi), hanno, di fatto, creato un vuoto normativo, uno squarcio tutt’altro che irreprensibile. Così, nella primavera del 2014, al fine di lubrificare i farraginosi ingranaggi e colmare le voragini disciplinari in materia di droghe, il Governo Renzi ha emanato un nuovo decreto: il n. 36 del 2014 (convertito in L. n. 79 del 2014).

Questa normativa, recante disposizioni urgenti in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, infatti, oltre a raggruppare in cinque nuove tabelle le sostanze stupefacenti o psicotrope, prevede un intervento urgente sui farmaci da utilizzare “off label” che semplifica le procedure relative all’utilizzo, a carico del Sistema Sanitario Nazionale, di farmaci meno onerosi, ma con efficacia terapeutica equivalente a quella di altri farmaci più costosi.

Il Decreto Renzi – Lorenzin ha, di fatto, dato il via alle sperimentazioni sull’uso per fini terapeutici di alcune sostanze farmacologiche, tra cui la cannabis, semplificando il meccanismo dei farmaci off label, e consentendo ai medici di famiglia di prescriverli. Ha inoltre abilitato alcune regioni ad introdurre leggi specifiche sull’utilizzo dei medicinali a base di cannabis terapeutica con i costi a carico del servizio sanitario regionale.

Dalla produzione di cannabis di Stato al parere della scienza

Il governo italiano ha scelto di iniziare a produrre marijuana di Stato, per scopi terapeutici, affidandola all’officina farmaceutica militare di Firenze. L’esercito coltiverà la cannabis terapeutica, in via del tutto sperimentale, al fin di produrre farmaci che possano alleviare i dolori e le sofferenze di alcune categorie di pazienti.

La cannabis di stato rappresenterebbe una valida alternativa a diversi medicinali. E per tale motivo, a beneficiarne saranno soltanto specifici gruppi di malati, ossia pazienti terminali o affetti da gravi patologie disabilitanti, e a patto che altri farmaci si siano dimostrati inefficaci o inadeguati al bisogno terapeutico del paziente.

Cannabis di stato

Cannabis di stato

Qualche tempo fa, al fin di far luce sulle conseguenze relative all’assunzione di marijuana e cannabis terapeutica, Controcampus affrontò l’argomento, intervistando il Dott. Pasquale Caponnetto, consulente scientifico della Lega Italiana Anti Fumo (Liaf), il quale dichiarò che “solo l’uso medico/terapeutico controllato, e solo in casi specifici, può portare benefici psicofisici a chi ne fa uso.”

“La cannabis, in altri termini, può essere considerata un medicinale solo se viene utilizzata come tale. D’altro canto, il principio attivo della cannabis, può provocare gravi alterazioni cerebrali. Scoperte recenti hanno messo in luce che esso induce la morte cellulare con restringimento dei neuroni e la frammentazione del DNA nell’ippocampo”.

Antonio Migliorino


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