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26 giugno 2015

Risultati ed esami avvocato e abilitazione all’estero

Risultati ed esami avvocato e abilitazione all’estero
Risultati ed esami avvocato e abilitazione all’estero

Risultati ed esami avvocato e abilitazione all’estero

News risultati ed esami avvocato e abilitazione all’estero: risultati per corte d’appello, elenco nomi ammessi, date parte orale con lettera estratta e l’alternativa degli esami avvocato all’estero.

Sono quasi terminate le pubblicazioni degli esiti esame avvocato 2014-2015 prove scritte: ultime Corti di Appello a dover pubblicare i risultati degli esami per avvocato sono Trento, corretta dalla CdA di Caltanissetta; Messina, corretta a Perugia; la Corte d’Appello di Brescia, corretta a Lecce; la Cda di Cagliari, ed in fine sono stati pubblicati elenco nomi ammessi all’orale della corte d’appello di Napoli.

Diversamente sono stati pubblicati i risultati esame avvocato 2014-2015 della Corte di Appello di di Venezia, la cui correzione avveniva presso Corte d’Appello di Bologna; noti anche i nomi degli ammessi all’orale esame  avvocato 2014  CdA L’Aquila, corretta da Genova; come pure ecco i risultati di Torino, corretta dalla commissione di Corte d’Appello di Bari.

Pubblicati i risultati esame d’avvocato a Trieste, dove la data della prova orale è fissata per il 16 luglio, lettera sorteggiata è la D; elenco nomi ammessi all’orale dalla corte di appello di Catania, lettera sorteggiata L; e ancora lista ammessi all’orale esame di avvocato Salerno, lettera estratta per la prova orale la V.

Corrette le prove scritte e pubblicati i risultati esame avvocato 2014-2015 della Corte di Appello di Campobasso, lettera estratta è la U e data orali in pre-appello il 13 luglio 2015.

Si conoscono da più di una settimana anche gli esiti esame avvocato 2014-2015 di Roma, corretta da Milano; come anche i risultati e nomi delle aspiranti toghe di Firenze e di Catanzaro.

Anche quest’anno, come le indiscrezioni esame avvoccato 2014-2015 avevano previsto, al Sud si confermano percentuali ammessi all’orale basse: è il caso dei risultati esame avvocato 2014-2015 a Potenza, corretta dalla Corte di Appello di Ancona, e di Palermo e Reggio Calabria.

Un margine di ammissione così basso, non fa che alimentare un fenomeno in crescita nel silenzio del CNF e del Ministero della Giustizia: quello della richiesta dell’esame avvocato all’estero.

Risultati ed esami avvocato all’estero: come diventare avvocato in Spagna e Romania

Duro monito dell’Aiga sugli Esami avvocato: “la carenza di uniformità normativa nei percorsi universitari può generare concorrenza sleale fra gli avvocati professionisti.”

Si è svolto giovedì scorso a Biella, a Palazzo Gromo Losa, il convegno “Dagli avvocati in Europa all’avvocato europeo – L’accesso alla professione forense in Italia e in Europa”. Finalità dell’evento è analizzare l’attuale sistema di accesso alla professione forense nel nostro paese. L’Aiga ha quindi presentato il rapporto sulla condizione della professione di avvocato in Europa, evidenziando le divergenze normative esistenti fra i vari sistemi d’accesso europei.

“I laureati in giurisprudenza viaggiano in tutta Europa alla ricerca dell’esame avvocato più semplice che esista”. E’ questo il leitmotiv del report curato dai Dipartimenti Esperienze all’estero e Università dell’Associazione giovani avvocati. S tratta di un fenomeno in continua ascesa, le cui cause vanno ricercate, con molta probabilità, nell’assenza di normative che rendano uniformi i percorsi d’accesso alla professione forense. Secondo l’Aiga, la penuria d’uniformità tende a generare una concorrenza sleale fra i professionisti. A coronamento dei lavori, destinati, come detto, a far luce sull’inquietante fenomeno migratorio degli aspiranti avvocati italiani, è stato sottoscritto inoltre un documento solenne, “la Carta di Biella”, contenente alcune proposte di riforma.

Secondo il Presidente nazionale di Aiga, Avv. Nicoletta Giorgi: “Per invertire questa tendenza e battere la concorrenza sleale dobbiamo aprire la professione alle opportunità del mercato europeo, puntando al riconoscimento dell’avvocato europeo come nuova figura professionale. Serve uniformità per garantire davvero la libera circolazione dei professionisti in Europa”.

Dai risultati ed esami avvocato all’estero, alle scorciatoie europee

Diventare avvocato in Italia è un’impresa a dir poco intricata. Dai cinque (e passa) anni di studio ai 18 mesi di pratica presso lo studio di un dominus, fino a scalfire l’agognata abilitazione con il superamento dell’esame avvocato. Per diventare avvocato e potersi fregiare dell’ambìto titolo di libero professionista, infatti, è necessario essere in possesso di molteplici requisitiCiononostante, la toga continua a simboleggiare un traguardo bramato, da migliaia di aspiranti principi del foro.

C’è poi chi, dopo la laurea, sceglie di trasferirsi all’estero, in Spagna o in Romania, per conseguire l’agognata abilitazione. A rivelarlo è un dossier divulgato dal Consiglio Nazionale Forense (Cnf).

Secondo l’Ufficio Studi del Cnf il 92% degli iscritti nell’elenco degli avvocati stabiliti è di nazionalità italiana e, tra questi, l’83% ha conseguito l’abilitazione nella Penisola Iberica e il 4% in Romania. In totale, su 3759 Abogados e Avocat stabiliti, soltanto 307 non sarebbero italiani. Si tratta, come potrete ben immaginare, di un dato che fa riflettere.

Risultati ed esami avvocato all’estero: il punto dei candidati

Probabilmente, per due semplici ragioni. In primis, per via delle oggettive complessità strutturali e sostanziali degli esami avvocato italiani. E, in secundis, perché esiste una direttiva europea (Direttiva 98/5/CE recepita in Italia con il D. Lgs. 2 febbraio 2001 n. 96) che consente agli avvocati comunitari, cioè a coloro i quali abbiano conseguito il titolo all’estero, la possibilità di svolgere stabilmente la professione forense in ogni Paese dell’Unione Europea. Ne consegue, dunque, che un italiano in possesso di un’abilitazione spagnola o romena possa, in virtù della presente disciplina, recarsi nel proprio Paese d’origine per iscriversi all’elenco degli avvocati stabiliti.

Dopo aver esercitato in maniera effettiva e regolare la professione in Italia per 3 anni, infatti, l’abogado può chiedere al proprio Ordine: da un lato, la dispensa dalla prova attitudinale e, dall’altro, l’iscrizione all’Albo degli avvocati. In tal modo, dunque, decorsi tre anni, l’aspirante giurista può iniziare ad esercitare la propria professione, pur non avendo sostenuto alcun esame avvocato.

Risultati ed esami avvocato all’estero secondo il Consiglio Nazionale Forense

Secondo il Consiglio Nazionale Forense, però, questi comportamenti, finalizzati allo svolgimento delle prove relative all’esame avvocato all’estero, andrebbero a falsare la concorrenza tra avvocati nei Paesi Ue ed a mettere a rischio i diritti dei cittadini che si affidano a questi professionisti.

Per tale ragione il Cnf aveva presentato, circa un anno fa, con l’intento di accertare, definitivamente, la legittimità dei suindicati fenomeni (esami avvocato all’estero), un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Un ricorso che, a quanto pare, non sembra, però, essere stato accolto dai giudici lussemburghesi, i quali, al contrario, in una recente sentenza hanno chiarito che: “Un cittadino di uno Stato membro, in possesso di una laurea conseguita nel proprio Paese, che si rechi in un altro Stato membro al fine di acquisirvi il titolo di avvocato e faccia, in seguito, ritorno nel proprio paese per esercitarvi la professione di avvocato con il titolo professionale ottenuto nell’altro Stato membro, realizza uno degli obiettivi della direttiva e non commette abuso del diritto di stabilimento anche se l’intenzione è quella di godere di regole più favorevoli”.


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