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25 giugno 2015

Fabriziomaria Gobba prof Unimore alla Vicepresidenza AIRM

Fabriziomaria Gobba

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – Vicepresidenza AIRM al prof. Gobba di Unimore

Fabriziomaria Gobba

Fabriziomaria Gobba

Il prof. Fabriziomaria Gobba di Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia eletto alla Vice Presidenza dell’Associazione Italiana di Radioprotezione Medica-AIRM. E’ la prima volta che un docente di Unimore ricopre una carica di vertice così prestigiosa nella storia dell’AIRM.

Un docente Fabriziomaria Gobba di Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia è stato neo eletto Vice Presidente dell’Associazione Italiana di Radioprotezione Medica – AIRM, la principale associazione scientifico professionale dei medici a cui sono affidati i controlli e le altre misure mediche da attuare nelle persone esposte alle radiazioni ionizzanti per motivi professionali.

Ad avere assunto questo importante incarico è prof. Fabriziomaria Gobba del Dipartimento di Medicina Diagnostica, Clinica e Sanità Pubblica, che è dunque il primo docente dell’Ateneo emiliano ad essere stato chiamato ad un ruolo di vertice nella associazione. Resterà in carica per tutto il triennio 2015-2018.

Fabriziomaria Gobba da membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione a presidente

Il prof. Fabriziomaria Gobba, già membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione, ha espresso tutta la propria soddisfazione per l’elezione, che gli permetterà “di approfondire, nel suo mandato, il problema dei possibili effetti che i campi elettromagnetici generati dalla risonanza magnetica possono indurre sulla salute e la sicurezza degli operatori sanitari, effetti che, tra l’altro, potrebbero anche avere delle ripercussioni sulla corretta esecuzione degli esami e, quindi, sui pazienti che vi si sottopongono. Lo sviluppo di un’adeguata prevenzione in questo campo è quindi importante non solo per il personale sanitario, ma anche per le persone che debbono effettuare tale esame”.

L’ AIRM, fondata nel 1977, riunisce circa 500 medici italiani e pone la sua attenzione, a tutti i rischi per la salute che possono essere causati dalle radiazioni sia ionizzanti che non ionizzanti, come la radiazione ultravioletta, ed i campi elettromagnetici. In particolare, l’ultimo congresso è stato dedicato al “Rischio radiologico e sorveglianza medica in ospedale”, ovvero ai rischi per la salute degli operatori della sanità che possono essere causati dall’uso delle radiazioni in campo medico, affrontando i rischi legati ai nuovi sviluppi in medicina e chirurgia, come le recenti applicazioni in radiologia interventistica in cardiologia, urologia, neurologia e ortopedia, oppure alla risonanza magnetica. “Queste nuove procedure – riassume il prof. Fabriziomaria Gobbacertamente consentono di ottenere dei risultati del tutto irraggiungibili in precedenza in ambito medico-diagnostico, ma purtroppo possono comportare anche dei nuovi rischi per la salute degli operatori”.

Curriculum accademico di Fabriziomaria Gobba

Laureato in Medicina e Chirurgia a Pavia nel 1978 con 110 su 110 e lode, tra il 1989 ed il 1992 è stato presso il Finnish Institute of Occupational Health (FIOH) di Helsinki (Finlandia), ed il National Institute of Occupational Health di Stoccolma (Svezia) per soggiorni di studio. Dal 1983 opera all’interno dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, prima come Ricercatore e poi, dal 2000, come Professore Associato di Medicina del Lavoro. E’ Coordinatore della Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro, ed è inoltre docente in vari corsi di laurea, scuole di specializzazione e master della stressa Università. E’ membro di varie società scientifiche internazionali e nazionali di Medicina del Lavoro; è stato Segretario (2006-2012), ed attualmente è Chair dello Scientific Committee Radiation and Work dell’International Commission on Occupational Health (ICOH); è membro del Consiglio Direttivo Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro e di Igiene Industriale (SIMLII) e Vice Presidente dell’Associazione Italiana di Radioprotezione Medica (AIRM). Per le sue ricerche ha ottenuto finanziamenti dall’UE, dal MIUR e da vari altri Enti. Ha effettuato ricerche su solventi e metalli neurotossici, dimostrando la possibile comparsa di un’alterazione dose-dipendente percezione cromatica nei lavoratori già per esposizioni intorno, o inferiori, ai valori limite occupazionali. Attualmente sta conducendo ricerche sui livelli di esposizione occupazionale ed ambientale e sui possibili effetti dei campi elettromagnetici (CEM) e della radiazione ottica nei lavoratori esposti. I risultati delle ricerche scientifiche sono stati oggetto di oltre 150 pubblicazioni su prestigiose riviste internazionali e nazionali di Medicina del Lavoro e di Ergonomia, su monografie e su atti di numerosi congressi scientifici internazionali e nazionali.


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