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23 giugno 2015

Manoscritti del ’600 contribuiscono a raccontare la Storia dell’Unipr

Università degli Studi di Parma – Due manoscritti del ’600 tornano all’antico splendore grazie al contributo dell’ateneo

Restaurati con il sostegno dell’Università due codici, manoscritti conservati all’Archivio di Stato di Parma, fonti fondamentali per la ricostruzione della storia dell’Ateneo nel Seicento

Due manoscritti del Seicento tornano all’antico splendore grazie al contributo dell’Università di Parma. Si tratta di due codici di estremo rilievo per la ricostruzione della storia dell’Ateneo nel Seicento, conservati all’Archivio di Stato di Parma e “scoperti” qualche tempo fa da Alberto Cadoppi, docente di Diritto Penale all’Università di Parma.

Il restauro dei manoscritti con il contributo dell’Università di Parma

Il restauro dei manoscritti e il valore dei due volumi sono stati illustrati oggi, 23 giugno, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nell’Auditorium dello CSAC –  Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, nell’Abbazia di Valserena. Sono intervenuti Loris Borghi, Rettore dell’Università, Graziano Tonelli, Direttore dell’Archivio di Stato, Stefano Croce, titolare del Laboratorio di restauro “Litterae” di Gussago, e Alberto Cadoppi, Ordinario di Diritto Penale all’Università di Parma.

Il primo dei due codici è una “Matricula Scolarium” in cui sono elencati gli studenti immatricolati all’Università di Parma dal 1666 ai primi del Settecento. Non esistono altre copie note di questo volume: palese dunque la sua importanza per ricostruire la popolazione studentesca parmense in quel periodo. Il secondo è una raccolta di “Ordinationi” dei Soprastanti allo Studio Pubblico, a partire dal 1610: contiene tutte le delibere che i rappresentanti del Comune addetti a governare l’Ateneo prendevano, in tema di assunzioni di professori e altro.

Il prof. Cadoppi si è “imbattuto” nei due codici nel corso di una ricerca all’Archivio di Stato di Parma sulla rinascita farnesiana dello Studium parmense: ha riscontrato il notevole stato di degrado dei volumi (un degrado che ne rendeva impossibile la lettura senza causarne la definitiva distruzione) e subito allertato il Direttore dell’Archivio, Graziano Tonelli, che ha ritenuto necessario agire progettando un intervento di restauro conservativo.

Per procedere al restauro di queste e altre carte, il Direttore dell’Archivio di Stato ha lanciato il progetto “Adotta un Documento”, rivolto a Istituzioni e privati cittadini per incentivarli a sostenere una campagna di restauro di beni archivistici. Il Rettore dell’Università, Loris Borghi, ha subito condiviso l’idea di sostenere la spesa dell’intervento sui due manoscritti, e così, col finanziamento dell’Ateneo, essi sono stati restaurati dal Laboratorio “Litterae” di Gussago.


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