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7 giugno 2015

Riforma Pensioni 2015 e Governo Renzi: il punto del Partito Comunista

Marco Rizzo sulla Riforma Pensioni 2015

Le ultime novità sulla riforma pensioni 2015 e sul Governo Renzi: esclusiva intervista a Marco Rizzo, Segretario Generale del Partito Comunista

Marco Rizzo sulla Riforma Pensioni 2015

Marco Rizzo sulla Riforma Pensioni 2015

Dal capitolo pensioni anticipate a quello della flessibilità in uscita e poi le news su quota 100, quota 96, esodati e Legge Fornero.

Le Riforme di Renzi profumano di neoliberismo? Intervista esclusiva all’On. Rizzo, Segretario Generale del Partito Comunista.

Continua a tenere banco il dibattito sulla riforma pensioni 2015 e sulla legge Fornero, la norma che ha innalzato drasticamente l’età pensionabile dei lavoratori italiani. Flessibilità in uscita e pensione anticipata.

E’ questa la ricetta per incrementare l’occupazione giovanile. Sembra che il Governo Renzi abbia preso particolarmente a cuore il dramma dei “pensionandi” italiani. L’età del congedo da lavoro, infatti, cambierà nuovamente con la prossima Legge di Stabilità. L’ha svelato il Ministro del Lavoro Poletti che, di recente, è tornato a parlare di flessibilità in uscita: “stiamo studiando – ha detto – un tema di staffetta generazionale per connettere l’entrata di giovani nel processo produttivo all’uscita di chi è vicino alla pensione”.

Riforma pensioni 2015: i nuovi scenari della Consulta sul piano pensione

Il confronto sulla Riforma pensioni 2015 prosegue, intanto, il suo iter parlamentare. La Camera dei deputati ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità relative al decreto sui rimborsi, varato dal Governo Renzi, qualche settimana fa. Dopo la storica sentenza n.70 del 2015, si è riaccesa la discussione sulla riforma pensioni 2015. La Consulta ha, infatti, dichiarato l’illegittimità del blocco degli adeguamenti pensionistici, disposto, nel 2011, dal c.d. “Salva Italia”, uno dei provvedimenti più biasimati degli ultimi decenni.

Il Governo Renzi è corso subito ai ripari, annunciando e fomentando l’arrivo di alcune misure normative, tra cui il decreto legge n. 65/2015. Questa norma prevede alcune innovazioni relative alla rivalutazione degli assegni pensionistici ed al pagamento anticipato degli stessi, previsto per il primo giorno d’ogni mese, a partire da luglio. La Riforma Pensioni Fornero, la dura lex che ha mutato le aspettative dei lavoratori italiani, è, dunque, ritornata nell’occhio del ciclone, assurgendo, nuovamente, al rango di cartina al tornasole dell’attualità politica.

La riforma pensioni 2015 e le proposte di  Damiano, Sacconi e Padoan

Molti partiti hanno depositato i propri disegni legge alla Commissione Lavoro, con l’intento di imbastire un dialogo costruttivo in vista della ventura rimodulazione del sistema pensionistico. Sembra che le proposte più allettanti siano quelle a firma di Damiano, Sacconi e Padoan. Eccone, di seguito, una sintetica descrizione. Il disegno di legge, relativo alla riforma pensioni 2015, proposto dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera prevede che si possa andare in pensione a 62 anni di età e 35 di contributi, e con una penalizzazione massima dell’8%, oppure con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica. Il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, invece, per quel che concerne la riforma pensioni, è favorevole all’idea del prepensionamento a 62 anni d’età. Il Presidente della Commissione Lavoro al Senato, Maurizio Sacconi, infine, propone un disegno incentrato sul meccanismo della flessibilità e sul prepensionamento a 62 anni d’età e 35 di contributi più penalizzazioni. Al momento, il Governo Renzi non ha ancora scelto la strada più giusta da percorrere per dar vita ad una nuova riforma pensioni.

Intervista all’On. Marco Rizzo sulla Riforma Pensioni 2015

Marco Rizzo

Marco Rizzo

Desiderosi di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito alla Riforma Pensioni 2015 ed all’operato complessivo del Governo Renzi, abbiamo intervistato l’On. Marco Rizzo, Segretario Generale de PC del Partito Comunista.

Segretario Rizzo, quali sono i valori e gli obiettivi del Partito Comunista?

Secondo Lei, il capitalismo è un male minore, oppure è l’origine di tutti i mali?

“Si parte dal ribadire la giustezza delle nostre scelte e ragioni. Secondo me, oggi, il capitalismo non ci propugna una società praticabile. E’ un sistema vecchio, logoro, che proviene dal mercantilismo, e che ha quasi 800 anni. Ci sta proponendo un modello di sviluppo che, di fatto, porta alla distruzione del pianeta. Se tutti gli abitanti del mondo consumassero quanto gli americani, servirebbero cinque pianeti. Oggi, il 90% delle persone sta peggio di prima. Il Partito Comunista è lo strumento di critica al sistema capitalista. L’obiettivo principale è la gestione dei mezzi di produzione. La proprietà dei mezzi di produzione che va nelle mani dei lavoratori. La democrazia per noi è dare a chi produce la possibilità di decidere cosa, dove, quanto e come produrre. Questa è la vera democrazia: i lavoratori che gestiscono il loro destino. Oggi, la scelta sembra essere quella tra capitalismo, che porta alla distruzione del mondo, e medioevo, cioè ritorno all’indietro. A me non piacciono né il capitalismo né il ritorno al passato. A me piace il comunismo. E’ il comunismo la soluzione. Il comunismo è la gioventù del mondo!”. Mai come oggi, dunque, il comunismo serve. E’ l’unico strumento che abbia saputo battere, anche in passato, il sistema capitalistico, oggi imperante”.

Che cosa ne pensa del piano relativo alla riforma pensioni 2015 del Governo Renzi?

“Tutti i grandi progressi dell’umanità possono portare ad una riduzione dell’orario di lavoro e ad una ridistribuzione delle ricchezze, oppure possono portare a guerre tra poveri e ad una concentrazione delle ricchezze nelle mani di pochi. Mi sembra che la scelta del sistema echeggi questa seconda direzione. D’altronde, i governi non hanno più alcun potere. Se Renzi fa una scelta, ad esempio quella del rimborso parziale afferente alle pensioni, deve chiedere il permesso all’U.e., alla Bce, al Fondo Monetario Internazionale. Dove risiede il potere? Nel governo italiano, oppure nella Troika?”.

Dal capitolo riforma pensioni 2015 agli scenari europei

Calcolo pensione

Calcolo pensione

Nel 2012 ha pubblicato un interessante saggio dal titolo “Il Golpe europeo. I Comunisti contro l’Unione”.  Cosa ne pensa del comunitarismo antieuropeista?  “I comunisti sono l’unica vera forza contro l’Unione Europea. Parafrasando Lenin, gli Stati uniti d’Europa, con regime capitalistico, sono o impossibili o reazionari. In effetti, gli Stati uniti d’Europa potrebbero esistere solo se ci fosse il socialismo. Bertinotti pontificava su una Europa dei popoli che non è mai esistita e quindi noi oggi siamo contro l’Europa. Il comunitarismo d’impronta antieuropeista vede spesso solo l’aspetto della cosiddetta sovranità monetaria, lo reputo insufficiente e troppo correlato alle impostazioni, del tutto negative, del cosiddetto rosso-brunismo.”

Antonio Migliorino


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