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21 luglio 2015

Classifica universitaria Sole24ore: accuse del Presidente Kore di Enna

Manifesto per il libero consorzio dell'Università Kore
Presidente Kore di Enna

Presidente Kore di Enna

Classifica universitaria del Sole24ore: “la solita bufala per ingannare gli studenti mettendo le università siciliane agli ultimi posti” dichiarazioni del Presidente Kore di Enna.

Il Sole24Ore pubblica, come ogni anno, la sua classifica universitaria sulla qualità degli atenei. Vediamo perché non è così secondo Cataldo Salerno, Presidente Università Kore di Enna

Il Sole prende in esame 12 indicatori.

Di questi, 9 effettivamente potrebbero essere (usiamo il condizionale per i motivi che adesso vedremo) riferiti alla qualità degli atenei:

  • 1) il numero medio di docenti di ruolo nelle discipline caratterizzanti e di base;
  • 2) la percentuale di crediti ottenuti dagli studenti nelle attività di tirocinio;
  • 3) la percentuale di crediti ottenuti dagli studenti nei soggiorni all’estero;
  • 4) la percentuale di iscritti al primo anno che passa al secondo nello stesso ateneo;
  • 5) la media dei crediti ottenuti dagli studenti in un anno;
  • 6) il giudizio dei laureati;
  • 7) il giudizio sui corsi post-laurea da parte dell’Agenzia nazionale di valutazione;
  • 8) i fondi esterni attratti dall’ateneo per le sue attività di ricerca;
  • 9) il giudizio della stessa Agenzia sulla qualità della ricerca svolta dai docenti.”

“Intanto, l’ultimo dato è riferito al periodo 2004-2010, una distanza temporale che nella ricerca equivale ad un secolo”.

La Classifica Universitaria del Sole 24 Ore secondo il presidente Kore di Enna

“Ma vediamo agli altri 3 indicatori. Essi riguardano il contesto infrastrutturale e sociale della regione in cui insiste ogni università e per il quale la qualità delle università non c’entra nulla: nei contesti migliori le università ne sono beneficiarie, in quelli peggiori le università ne sono le vittime. Insomma, si valuta la qualità delle regioni e si fa passare per qualità degli atenei. Eccoli gli indicatori spacciati per qualità degli atenei: 1) gli iscritti da fuori regione (naturalmente agli ultimi posti ci sono Enna, Catania, Cagliari e Palermo, rispettivamente con 0.9, 0.5, 0.3, 0.3 che sono già indici da miracolo considerati i trasporti tra il continente e le isole); 2) la quantità delle borse di studio (che vengono erogate dai singoli governi regionali); 3) la percentuale di occupati ad un anno dalla laurea (che dipende dal mercato del lavoro, in cui il nord prevale ampiamente sul sud).”

“Vediamo poi come il Sole ricava la classifica universitaria: assegna 100 al 1° classificato di ogni indicatore e 0 all’ultimo classificato, attribuendo i punteggi intermedi in proporzione al primo. In questo modo, ogni indicatore ha lo stesso peso e basta essere primi in un terzo degli indicatori per assicurarsi i vertici della classifica universitaria generale. La cosa importante, da un punto di vista statistico, è che quando uno dei 12 indicatori manca, il punteggio totale si ricava facendo la media su 11. Il che è davvero singolare se si considera cosa accade con l’indicatore “Soddisfazione degli utenti”. – Continua il Presidente Kore di Enna, denunciando la classifica universitaria del Sole 24 Ore –

La soddisfazione degli studenti viene ricavata dal Sole24Ore dai risultati di un questionario molto dettagliato nel quale i laureandi di ogni ateneo esprimono il loro giudizio sui servizi, sui docenti, sulle strutture, sull’apprendimento delle lingue e su molti altri aspetti del funzionamento dell’ateneo che hanno frequentati. Da decenni, la soddisfazione del cliente è essa stessa sinonimo della qualità di una struttura, ma per il Sole24Ore no. O almeno non per tutti gli atenei. Se si va a guardare nei meandri della classifica, si può facilmente verificare che tre degli atenei che il Sole colloca nei primi dieci posti della classifica delle università statali (Milano Bicocca, Milano Statale e Pavia) non hanno alcun dato sulla soddisfazione degli studenti. La stessa cosa accade a due degli atenei non statali (Bocconi e Luiss) che il Sole però colloca disinvoltamente addirittura al 1° e al 2° posto in Italia. È letteralmente stupefacente che si collochino ai primi posti atenei che non dispongono della valutazione da parte degli studenti e si dica ai futuri studenti che quelle (tra le quali l’università di proprietà di Confindustria, che è proprietaria anche del Sole24Ore) sono le università migliori d’Italia”.

“Una nota a margine: la Kore di Enna è al 2° posto assoluto in Italia (considerando sia le statali che le non statali) per gradimento degli studenti, ma è l’ultima per il Sole24Ore. Classifica Universitaria seria dunque? Chiunque può darsi una risposta”. – Conclude Salerno, Presidente Kore di Enna di Enna –


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