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2 luglio 2015

ParaFishControl: Uniud nella prevenzione di malattie d’acquacoltura

ParaFishControl

Università degli Studi di Udine – ParaFishControl, iniziativa con 30 partner di 13 Paesi e un budget di 7,8 milioni di euro

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Parassiti dei pesci d’allevamento: udine nel progetto europeo di prevenzione delle malattie d’acquacoltura

Obiettivo di ParaFishControl: scongiurare epidemie e perdite economiche, sviluppare prodotti sicuri e di qualità. Ateneo impegnato con il gruppo di patologia veterinaria sostenuto con 300mila euro

Prevenire, controllare e limitare l’azione dei principali parassiti che colpiscono i più importanti pesci allevati in Europa (salmone, trota, carpa, branzino, orata, rombo), provocando gravi epidemie e perdite economiche al settore dell’acquacoltura. È l’obiettivo del progetto europeo ParaFishControl al quale partecipa l’Università di Udine assieme a una trentina di partner, scientifici e non. Il progetto dura 5 anni ed è finanziato con 7 milioni 800 mila euro, di cui 300mila destinati all’Ateneo friulano, nell’ambito del programma europeo Horizon 2020.

 

La funzione e la ricerca di ParaFishControl: il ruolo di Uniud

ParaFishControl (Advanced Tools and Research Strategies for Parasite Control in European farmed fish) mira ad aumentare la sostenibilità e la competitività dell’acquacoltura europea attraverso soluzioni e strumenti innovativi volti a debellare i parassiti dei pesci di allevamento. Si tratta dell’unico progetto sulle malattie dei pesci finanziato dall’Unione europea, tra un gruppo di 12 presentati, nell’ambito del programma quadro per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020.

Il settore dell’itticoltura europeo occupa direttamente 80mila persone e fattura 3 miliardi di euro l’anno. L’Italia ha circa 750 siti produttivi, con un totale di 64mila tonnellate/anno e una produzione lorda vendibile di 338 milioni di euro, con 14mila addetti al “sistema acquacoltura”, compreso l’indotto. Il Friuli Venezia Giulia ha una produzione totale di 12mila tonnellate/anno, in circa 80 impianti produttivi tra acqua dolce e acqua salata.

Quella di Udine l’unica università italiana, assieme a Bologna, coinvolta nel progetto. L’Ateneo è impegnato con l’unità di ricerca di patologia veterinaria composta da Marco Galeotti (coordinatore), Paola Beraldo, Donatella Volpatti e Chiara Bulfon. L’equipe coordinerà le ricerche su alcuni parassiti per individuare modalità di prevenzione e controllo della malattia attraverso nuove sostante terapeutiche, anche di tipo naturale (fitoretapici), e la produzione di uno specifico vaccino. «Le malattie parassitarie – spiega il professor Galeotti – sono in forte aumento, specialmente nel settore marino, e non esistono mezzi efficaci e legalmente riconosciuti per il trattamento di queste patologie. Il progetto riunisce un consorzio multidisciplinare che possiede competenza leader nel mondo e si prefigge di ridurre le forti perdite economiche che i parassiti provocano e di migliorare la qualità del prodotto».

ParaFishControl, coordinato dalla Spagna con il Consiglio superiore per la ricerca scientifica, interessa 13 Paesi e 30 partner, di cui 20 istituti di ricerca e 10 imprese e allevamenti ittici. I Paesi coinvolti sono Croazia, Danimarca, Grecia, Francia, Germania, Irlanda, Italia (con le università di Udine e Bologna), Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Regno Unito, Spagna, Ungheria. Nello specifico, il progetto intende generare nuove conoscenze sui principali parassiti che colpiscono i pesci allevati in Europa; determinare cause e modalità di trasferimento dei parassiti dai pesci selvatici a quelli allevati; sviluppare nuove misure di profilassi, compresi vaccini e nutraceutici; sviluppare trattamenti terapeutici innovativi e strumenti diagnostici per le malattie parassitarie; valutare i fattori di rischio coinvolti nella trasmissione delle malattie parassitarie all’uomo; fornire buone pratiche di allevamento per ottenere prodotti salubri e di alta qualità.

L’Università di Udine ha rilevanti competenze nel settore delle patologie ittiche, soprattutto per quanto riguarda lo studio delle cause di malattia, del processo di insorgenza e di sviluppo delle patologie, la valutazione della risposta immunitaria dei pesci e la messa a punto di vaccini. Le principali specie oggetto di studio sono la trota iridea, il branzino e l’orata. L’ateneo collabora con numerosi allevamenti ittici (di acqua dolce e marini) in Italia e in Europa e gestisce un servizio diagnostico per allevamenti e aziende mangimistiche. Possiede inoltre attrezzature scientifiche e strutture, come acquari e stabulari ittici, in grado di supportare ricerche applicate.


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