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9 luglio 2015

Sara De Biase ricercatrice Unimore premiata a “Cyto2015”

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – Sara De Biase ricercatrice Unimore premiata a “Cyto2015”

Una giovane ricercatrice Unimore la dott. ssa Sara De Biase premiata a Glasgow (RU) durante il congresso mondiale di citometria.

Il suo studio sulle modificazioni di una famiglia di linfociti, le cellule T natural killer invarianti condotto sotto la guida del prof. Andrea Cossarizza e col coinvolgimento del Centro per la Sclerosi multipla, ha ottenuto il riconoscimento della giuria come miglior presentazione poster.

La ricerca Unimore ancora una volta si segnala all’attenzione della comunità scientifica internazionale.

Questa volta è toccato alla dott.ssa Sara De Biasi, assegnista di ricerca presso la Cattedra di Patologia Generale e Immunologia del Dipartimento Chirurgico, Medico, Odontoiatrico e di Scienze morfologiche con interesse trapiantologico, oncologico e di medicina rigenerativa di Unimore, diretta dal prof. Andrea Cossarizza, cui è andato il premio come miglior presentazione poster al congresso mondiale di citometria “Cyto2015”, che si è tenuto a Glasgow nei scorsi giorni ed ha visto la partecipazione di 1,500 ricercatori.

Sara De Biase, la ricercatrice Unimore  dello studio sulle modificazioni di una famiglia di linfociti

La dott.ssa Sara De Biasi nell’occasione ha presentato uno studio sulle modificazioni di una famiglia di linfociti recentemente identificata, le cellule T natural killer invarianti, nelle diverse fasi della sclerosi multipla. Lo studio ha riguardato un gruppo di 165 pazienti afferenti al Centro per la Sclerosi Multipla, diretto dalla dott.ssa Patrizia Sola della Clinica Neurologica del Nuovo Ospedale Civile S. Agostino Estense (NOCSAE) di Baggiovara (Modena), nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla.

Utilizzando una nuova e sofisticata strumentazione scientifica, unica in Italia, che permette l’analisi di oltre 35.000 cellule al secondo, i ricercatori modenesi hanno dimostrato che questi linfociti, molto rari nel sangue periferico ma capaci di produrre rapidamente diversi tipi di molecole bioattive solubili, in alcune fasi della malattia sono polarizzati in senso francamente infiammatorio. Questa osservazione apre nuove prospettive, dal momento che sono oggi disponibili diversi nuovi farmaci biologici che hanno come bersaglio proprio l’infiammazione

E’ per me un motivo di grande soddisfazione – dice il prof. Andrea Cossarizza, che era presente al congresso – vedere che gli sforzi dei propri collaboratori sono premiati con importanti riconoscimenti internazionali“.

E’ sicuramente motivo di orgoglio, in qualità di Direttore di Dipartimento, – afferma il prof. Anto De Polannoverare tra la folta schiera di ricercatori, futuro della nostra Università, giovani così capaci da essere premiati con riconoscimenti Internazionali in importanti settori della medicina come quello della citometria a flusso e dell’immunologia”.

Curriculum accademico di Sara De Biase

Sara De Biase è nata a Mantova il 4 maggio 1985, si è laureata nel 2009 in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia con il punteggio di 110/110 e lode con la tesi intitolata ““Immunosuppressiveefficacy of Everolimus vs Cyclosporine A in livertransplantedpatients: studyperformed by polychromatic flow cytometry” eseguita presso il laboratorio di immunologia diretto dal prof. Andrea Cossarizza. Nel 2013 ha conseguito il Dottorato di ricerca in Medicina Clinica e Sperimentale presso Unimore con la tesi intitolata “The proteaseinhibitoratazanavirtriggersAutophagy and Mitophagy in human preadipocytes: the “Janus-FacedRole” of Autophagy”, i cui tutors della tesi sono stati il prof. Andrea Cossarizza e il prof. Jose Enrique O’ Connor. In questi anni, ha perfezionato tecniche di citofluorimetria policromatica a flusso applicate allo studio dei mitocondri e delle varie sottopopolazione di linfociti T. In particolare, la sua attività di ricerca si è rivolta alla ricerca e funzionalità di cellule rare nel sangue, utilizzabili come biomarcatori in diverse patologie in cui il sistema immunitario è compromesso (malattie autoimmuni quali la sclerosi multipla, immunodeficienze acquisite, AIDS e fibrosi polmonare idiopatica).


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