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21 luglio 2015

Test medicina 2015: molti lo fanno all’estero, ecco dove e perché

Test medicina 2015 e specializzazione mediche
Test medicina 2015

Test medicina 2015

Ultime news su test medicina 2015 e facoltà a numero chiuso: scadenza iscrizione, bando e soluzioni alternative al test d’ingresso, ecco perché molti scelgono di studiare medicina all’estero

Il Miur ha pubblicato il bando per l’ammissione ai dipartimenti di medicina e chirurgia. I posti disponibili ammontano a 9.513 unità (470 in meno rispetto all’anno scorso).

I test medicina 2015 si svolgeranno l’8 settembre, e saranno caratterizzati da una diminuzione dei pruriginosi quiz di cultura generale e logica. Ma i test d’accesso, le odiate prove selettive, continueranno, purtroppo, a falcidiare, anche quest’anno, le speranze di migliaia di futuri camici bianchi. Così, sulla scia di una recentissima sentenza, per molti studenti potrebbero aprirsi spiragli di luce e alternative al test medicina 2015 come il frequente ricorso o la possibilità di andare a studiare medicina all’estero.

L’adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha, di fatto, dato il via libera al trasferimento dei futuri dottori da atenei stranieri a quelli italiani, senza alcun test in medicina.

A settembre, dunque, un’orda di aspiranti medici potrebbe virare verso atenei e meccanismi non del tutto inaccessibili, al fine di sopperire a un esito eventualmente infausto. Ma dove studiare medicina all’estero? Svizzera, Bulgaria, Spagna, Romania, Albania e Ungheria sono le mete più gettonate per chi vuole studiare medicina all’estero. La trafila appare tutt’altro che intricata. Nessun numero chiuso, nessun test d’ingresso (eccezion fatta per Spagna e Romania dove, da quest’anno, andrà in scena un test medicina in lingua) e corsi ampiamente abbordabili: studiare all’estero, anche solo per un anno, è possibile e non comporta alcun obbligo di trasferimento definitivo. L’unica incognita è rappresentata dai costi relativi a tasse universitarie e spese di vita, che variano dai diecimila ai cinquantamila euro l’anno. Senza contare i corrispettivi per le prestazioni effettuate dalle agenzie d’intermediazione. Si tratta, insomma, di soluzioni salate ma stuzzicanti, specialmente dopo la storica sentenza del Consiglio di Stato, depositata lo scorso 28 gennaio. In quest’articolo cercheremo di chiarire alcuni aspetti della questione, partendo dalla diramazione dell’attesissimo bando.

Test medicina 2015: date, posti disponibili e riduzione dei quiz di cultura generale

Il Miur ha pubblicato, come di consueto, i decreti relativi all’ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato per l’anno accademico 2015/2016. Con il D. M. numero 463, del 3 luglio scorso, il Ministero trasteverino ha tratteggiato i contenuti e le modalità di svolgimento delle temute prove d’accesso, ufficializzando alcune novità. I test medicina 2015 si svolgeranno l’8 settembre e saranno scalfiti, a differenza degli anni passati, da un maggior numero di quesiti specialistici (biologia e chimica). Alla diminuzione delle domande di cultura generale e logica corrisponderà un rinvigorimento delle norme a tutela dell’anonimato dei candidati. Gli aspiranti medici si contenderanno, inoltre, soltanto 9.513 posti disponibili, 470 in meno rispetto al 2014, a causa della discussa ed annunciata sforbiciata ministeriale, ordita su pressione delle associazioni di categoria. Il taglio (pari al 4%), attuato per far fronte al reale fabbisogno del sistema sanitario nazionale e ai cospicui accessi su ricorso degli ultimi anni, non sembrerebbe in grado di smorzare più di tanto gli animi dei futuri camici bianchi. Questi ultimi potranno, infatti, iscriversi ai test medicina 2015 dal 6 al 23 luglio sul portale universitaly.it, confidando, al di là dei risultati finali, nelle abituali soluzioni alternative, da tempo in voga nel panorama universitario italiano.

Alternative e soluzioni per chi non supera il test medicina 2015 in Italia

I futuri dottori che non riuscissero a superare i test medicina dell’8 settembre avrebbero, ad ogni modo, la possibilità di fuoriuscire dal ghetto grazie all’ausilio di alcuni espedienti e soluzioni alternative.

Potrebbero optare per l’iscrizione ad un corso di studi corredato da programmi affini a quelli delle facoltà di medicina. Oppure, potrebbero confidare nell’entrata in vigore dell’agognata e annunciata riforma alla francese (anche se, oramai, resta soltanto un’ipotesi ) in base alla quale, tutti avrebbero la possibilità di iscriversi, liberamente, alle facoltà di medicina, con l’obbligo di sostenere, alla fine del primo anno, un vero e proprio esame di sbarramento.

E, infine, potrebbero scegliere di studiare medicina all’estero, sulle ali dell’entusiasmo generato dalla storica sentenza del 28 gennaio scorso.

Test medicina 2015 all’estero: dove studiare medicina, costi, pro e contro

Optare per una soluzione alternativa e a dir poco suggestiva come il trasferimento all’estero, simboleggerebbe, del resto, un’ancora di salvezza per migliaia di studenti in medicina. Potrebbe trattarsi, infatti, di un escamotage per aggirare le oggettive complessità del test medicina in Italia.

Certo, ma a quali condizioni? E, soprattutto, cosa afferma la sentenza n. 1/15 del Consiglio di Stato in merito al problema numero chiuso per le facoltà sanitarie in Italia?

L’organo di giustizia amministrativa ha dato il via libera al trasferimento dei futuri dottori da atenei stranieri a quelli italiani, senza alcun test medicina. Per i giudici, infatti, l’obbligatorietà del test d’ammissione al primo anno, ossia una limitazione, da parte degli Stati membri, all’accesso degli studenti provenienti da università dell’Unione Europea, per gli anni di corso successivi al primo della Facoltà di Medicina e Chirurgia, urterebbe contro il principio della libertà di circolazione dei cittadini. Il provvedimento giurisdizionale n. 1/15 ha così posto fine ad un annoso dibattito, accogliendo le istanze di due aspiranti medici, già iscritti in Romania, ai quali l’Università degli studi di Messina aveva negato la possibilità di un trasferimento in assenza del test medicina.

In pratica, la questione attiene alla possibilità per studenti iscritti in atenei stranieri di assicurarsi il trasferimento in un dipartimento di medicina e chirurgia italiano, pur non avendo oltrepassato, tempo addietro, lo scoglio dei test medicina.

L’accoglimento dell’istanza deve quindi essere subordinato all’ottemperanza a due criteri fondamentali: da un lato, un rigido e necessario controllo e, dall’altro, il rispetto dei numeri di posti disponibili per il trasferimento, stabiliti da ciascuna università, per ogni a.a., in sede di programmazione.Per i giudici amministrativi, dunque, soltanto gli studenti meritevoli che riescano a superare, con successo, il rigoroso controllo, inerente al riconoscimento dei crediti formativi e alle attività accademiche effettivamente compiute all’estero, messo a punto dagli atenei italiani, e che dimostrino l’assenza di finalità elusive, potranno proseguire gli studi in terra natia, senza l’obbligo di sottoporsi al test medicina.

Antonio Migliorino


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