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23 settembre 2015

Caso Wolksvagen: Sefira Uniurb studia il problema dal 2014

Caso Wolksvagen

L’Università di Urbino sul caso Wolksvagen: il progetto Sefira ha studiato il problema e caso Wolksvagen fin dal 2014: ecco i dettagli della ricerca

Caso Wolksvagen

Caso Wolksvagen

L’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, urbattraverso il progetto SEFIRA finanziato dalla UE sta curando un approfondimento scientifico sul suo sito web delle notizie legate alle accuse da parte dell’Agenzia per la Protezione Ambientale degli USA contro la Volkswagen per le presunte modifiche illegali alle centraline elettroniche per falsare i dati sulle emissioni di Ossidi di Azoto (NOx) di più di 500.000 auto diesel dal 2009 ad oggi.

Progetto Sefira sullo scandalo del caso Wolksvagen: la ricerca sulle emissioni

La relazione controversa tra le emissioni dichiarate, testate e rilevate nei cicli di guida reale era stata descritta negli scorsi anni da numerosi studi indipendenti sollevando dubbi sull’utilità del sistema degli Euro Standard per le autovetture. Il progetto SEFIRA ha emesso nel Dicembre 2014 una nota tecnica Policy Brief #2 per sottolineare questo problema in relazione alla discussione sulle nuove direttive per la qualità dell’aria in corso a Bruxelles. La qualità dell’aria rimane tema di sentita importanza per i cittadini e le cittadine europee, come emerge anche da uno studio pilota condotto da SEFIRA che ha messo sotto osservazione quattro importanti aree metropolitane (Milano, Malmo, Anversa e Varsavia). SEFIRA ha inoltre condotto un’indagine approfondita sull’impatto delle scelte individuali sulla qualità dell’aria intervistando 16.000 persone in sette paesi UE tra cui l’Italia.

SEFIRA sostiene l’importanza di collegare l’adozione di tecnologie affidabili per la riduzione delle emissioni all’adozione di politiche ambientali rivolte ad ottenere dei sostanziali cambiamenti nel comportamento individuale e nelle più ampie relazioni ecologiche in ambito urbano.

Il progetto SEFIRA (www.sefira-project.eu) è un’azione di Coordinamento della Ricerca finanziato dal Settimo Programma Quadro della Commissione Europea coordinato dalla Prof.ssa Michela Maione dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo con il coinvolgimento di partner scientifici di primaria importanza come King’s College di Londra e IIASA di Vienna. I principali scopi dell’azione triennale iniziata nel Giugno 2013 sono lo studio e la messa in rete di conoscenze sulle implicazioni socio-economiche delle politiche sulla qualità dell’aria promosse dall’Unione Europea.


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