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25 settembre 2015

Giuliano Massimo Barale filosofo e docente Unipi è morto

Il Professor Giuliano Massimo Barale già insignito dell’Ordine del Cherubino è morto lasciando un vuoto all’Università di Pisa e nel mondo accademico, lutto a Unipi per la perdita

Giuliano Massimo Barale, nato a Verona nel 1941, si è laureato nel 1963 all’Università di Pisa, avendo quali principali punti di riferimento maestri come Arturo Massolo, Francesco Barone e Giorgio Colli. Allievo della Scuola Normale Superiore, ha conseguito nel 1967 il diploma di perfezionamento in Filosofia. Quale borsista del governo francese, ha potuto arricchire il suo percorso formativo con soggiorni di studio presso la Sorbona e l’École Normale Superieure.

Nella facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Pisa è stato attivo fin dal 1964 quale assistente di Storia della filosofia e di Filosofia morale, successivamente è stato professore incaricato di Pedagogia (1972-84) e professore associato di Filosofia della storia (1984-94). Chiamato nel 1994 alla cattedra di Filosofia teoretica della facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Genova, è rientrato a Pisa nel 1997 quale professore ordinario di Filosofia morale e dall’anno accademico 2001-2002 di Filosofia teoretica. In questo arco di tempo ha promosso e coordinato una decina di programmi di ricerca di interesse nazionale.

L’università di Pisa ricorda Giuliano Massimo Barale, filosofo e docente

A questa intensa attività didattica ha affiancato un costante impegno negli organi istituzionali, quale membro tra gli anni ’80 e ’90 prima della Commissione d’Ateneo per l’istituzione dei Dipartimenti e poi del Senato Accademico allargato per la redazione del nuovo statuto.

La sua attività di ricerca si è prevalentemente incentrata sulle filosofie tedesche dell’età classica, come testimoniano i suoi contributi scientifici (una decina di volumi e una cinquantina di saggi) da lui pubblicati nel corso degli anni. Gli ambiti che meritano di essere ricordati sono soprattutto quattro.
isaer il primo, “Teorie della ragione e dell’esperienza”, possono essere indicativi il volume del 1983 Immagini della ragione e l’opera in due volumi che, sotto il titolo di Materiali per un lessico della ragione, è stata pubblicata nel 2002.

Per il secondo, “Forme e teorie della soggettività”, basta ricordare i volumi del 1977 Filosofia come esperienza trascendentale e del 2008 Dimensioni della soggettività.

Al terzo ambito d’interesse, “Modelli di etica filosofica”, il professor Barale ha dedicato analisi approfondite, sviluppate nei volumi Il tramonto del liberale del 1971 e Ermeneutica e morale del 1988.

Qualche parola in più meriterebbero i contributi relativi al quarto ambito, che racchiude tematiche privilegiate dal professor Barale, tra cui la “Filosofia come indagine critico-trascendentale e suo rapporto con le forme della razionalità scientifica”. A questo tema attengono, tra gli altri, anche i numerosi scritti dedicati a una ripresa in chiave attuale dei sottintesi ontologici e degli scenari epistemologici della filosofia kantiana. Una produzione scientifica che non ha mancato di incidere sugli sviluppi più recenti della Kant-Forschung, come testimonia anche la scelta della Kant-Gesellschaft di dedicare a un tema centrale nelle ricerche della scuola pisana (il tema di una “filosofia in senso cosmopolitico”) l’XI Congresso Internazionale della Società di studi kantiani che ha voluto organizzare proprio a Pisa nel maggio 2010.


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