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4 settembre 2015

Mobilità elettrica in università: il futuro dell’auto inizia in ateneo

Auto e mobilità elettrica


La mobilità elettrica parte dall’Università: studio e ricerca sul futuro dell’auto si scrive in ateneo, Università di Bologna in prima fila

Auto e mobilità elettrica

Auto e mobilità elettrica

Vetture prodotte con motore ibrido, iniziative contro l’inquinamento atmosferico in città, siti per vendere il proprio usato auto e passare a veicoli più ecologici e altri tipi di proposte e servizi continuano a prolificare sotto la crescente pressione di governi, lobby e pubblico.

Un bisogno sempre più impellente, visto che recenti studi hanno dimostrato che persino il parco macchine diesel rappresenta un rischio per il riscaldamento globale tanto quanto i motori a benzina.

Ma siamo sicuri che siano l’industria e la politica i veri motori della “rivoluzione verde” sulle nostre strade? Mentre compagnie e governi pensano al presente, sono infatti le università e i centri di ricerca quelli che guardano realmente al futuro, portando reali cambiamenti e proposte realmente innovative sulla mobilità elettrica.

Mobilità elettrica in Università di Bologna: la ricerca di Unibo arriva a Expo

L’Università di Bologna è tra gli atenei in prima linea riguardo la ricerca nel campo della mobilità elettrica solare. Ed è infatti lei stessa a portare all’Expo di Milano l’Emilia 3, un’auto da corsa, realizzata da OndaSolare in collaborazione con l’università, interamente alimentata dai raggi del sole capace di raggiungere i 110 km virtualmente senza mai fermarsi. Non si tratta di un mero prototipo, ma di una vettura realmente funzionante e che già ha dimostrato il suo valore in competizioni internazionali in Turchia, Australia e negli Emirati Arabi Uniti. Un orgoglio interamente italiano, sia per quanto riguarda la progettazione che la realizzazione.

Per chi invece non pensa di partecipare mai nella vita ad una corsa automobilistica ma viaggia comunque spesso in automobile, potrà interessare l’invenzione creata da Gianfranco Rizzo con i suoi allievi dell’Università di Salerno. Il loro brevetto, l’HySolarKit, permette di trasformare qualsiasi auto a benzina o diesel in un’ibrida installando una serie di pannelli solari su cofano e tettuccio. Il prototipo, applicato ad una vecchia Fiat Punto euro 4, fa risparmiare fino al 30% di carburante. Ora si progetta di trasformare tale brevetto in un vero e proprio prodotto commerciale.

Investimenti nella mobilità elettrica per il trasporto pubblico e per il privato

Innovazione nel trasporto privato, quindi, ma anche in quello pubblico: prima Oristano e poi Milano, all’Expo 2015, furono selezionate come scenario della sperimentazione del progetto europeo City Mobil 2, coordinato dall’Università La Sapienza di Roma. Si tratta di autobus interamente autonomi, senza conducente, che percorrono per ora tratte prestabilite, come per esempio sul lungomare Eleonora d’Arborea di Oristano. Per ora l’esperimento nella città sarda si è dimostrato un successo, non riportando incidenti o complicazioni nemmeno in occasioni di eventi importanti e con il favore della cittadinanza.

L’investimento nell’educazione non si traduce soltanto in un popolo più acculturato, ma in un traino per l’intero sistema economico, per i cittadini e per il futuro stesso del pianeta. Vedremo presto quali altre mirabolanti invenzioni i nostri “cervelli italiani” sapranno portare davanti ai nostri occhi.


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