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17 settembre 2015

Mosaici nella villa romana dell’Oratoio scoperti da Unipi

Mosaici

Scoperti nuovi mosaici nella villa romana dell’Oratoio in provincia di Firenze

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Il ritrovamento dei Mosaici è stato fatto da un’équipe dell’Università degli Studi di Pisa e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Il 19 settembre in occasione Giornate Europee del Patrimonio il sito sarà aperto al pubblico

Scoperti nuovi mosaici tardo antichi nella villa romana dell’Oratorio, un sito archeologico che si trova nel Comune di Capraia e Limite in provincia di Firenze. In occasione del restauro e della musealizzazione dell’area, un’équipe dell’Università di Pisa, diretta dal professore Federico Cantini del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, ha riportato alla luce un nuovo pavimento musivo  caratterizzata da diversi tipi di decorazioni, tra le quali spiccano ottagoni con al centro figure animali e un busto umano, e cornici composte da motivi geometrici e vegetali. In occasione Giornate Europee del Patrimonio, sabato 19 settembre (9-13 e 15-19) il sito sarà per la prima volta aperto al pubblico.

Federico Cantini sulle scoperte dei mosaici nella villa romana dell’Oratoio

“La grande villa romana dell’Oratorio è un sito di eccezionale importanza che getta nuova luce sulle residenze delle ultime aristocrazie senatorie vissute tra il IV e il V secolo – ha spiegato Federico Cantini – Il complesso ha avuto una importante fase di monumentalizzazione in età tardo antica, quando, come testimonia il frammento di un’iscrizione, doveva appartenere alla famiglia dei Vetti e probabilmente allo stesso Vettio Agorio Pretestato, che fu corrector Tusciae et Umbriae prima del 362 e praefectus urbi nel 384, anno della sua morte”.

Durante le precedenti campagne di scavo condotte dal 2010 al 2014, i ricercatori avevano scoperto una grande aula absidata con pavimento musivo policromo, al centro del quale è collocato un pannello con una scena di “venatio apri”, cioè una caccia al cinghiale. Quest’ultimo ritrovamento, avvenuto a fine agosto, consente di ricostruire la pianta di una nuova parte della villa, che doveva essere costituita da una struttura esagonale con sale che si affacciavano su un ambiente centrale.

“Questa nuova scoperta – ha sottolineato la dottoressa Lorella Alderighi della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana – rafforza la valenza culturale ed economica in età romana, come già in età etrusca, di un’area considerata fino a poco tempo fa di limitata importanza per tutto il periodo imperiale, ma che, a seguito di una recente e intensa attività di ricerca sul campo e degli studi sul commercio e sui trasporti di merci e suppellettili nel medio Valdarno, sta dimostrando la propria centralità soprattutto nel periodo del tardo impero, considerato a torto un’epoca di decadenza commerciale e culturale”.

“Siamo orgogliosi di queste nuove scoperte seguite alla campagna di scavi sul sito ‘Le Muriccia’ di Limite sull’Arno ha concluso Alessandro Giunti sindaco  del Comune Capraia e Limite – Già il ritrovamento del mosaico policromo intatto di alcuni anni fa, ci aveva dato numerose soddisfazioni. Adesso lavoreremo nel tempo per tutelare, valorizzare e rendere fruibile alla cittadinanza il sito, che è un patrimonio storico, artistico e culturale di prim’ordine”.


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