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22 settembre 2015

Riforma pensioni 2015: news opzione donna-uomo e pensione anticipata

Ultimissime notizie a oggi sulla riforma pensioni 2015: news sulle ipotesi di opzione donna-uomo e pensione anticipata

Dopo il via libera di Renzi, il governo sta lavorando ad alcune possibili soluzioni sul tema della flessibilità in uscita.

Opzione donna e pensione anticipata le questioni più urgenti, ma gli esodati preparano presidio davanti Montecitorio per la settima salvaguardia.

Ecco le ultime notizie e aggiornamenti su riforma pensioni 2015.

Sono bastate poche ma decisive parole del premier Matteo Renzi pronunciate durante la direzione PD, per accendere di nuovo le speranze per quanti attendono novità sulla riforma pensioni 2015. Anche se il Presidente del Consiglio ha subito chiarito che non intende apportare modifiche alla legge Fornero, ha espresso comunque la sua approvazione su possibili accordi che consentano di ottenere una pensione anticipata, a patto che vi siano determinati requisiti e accordi.

Anche se ancora non sono chiari i limiti da rispettare con la nuova Legge di Stabilità, il Sole 24 Ore  pubblica delle tabelle che propongono i possibili effetti dei tagli applicati aIl’assegno dell’Inps: delle simulazioni sulla pensione anticipata che aiutino a comprendere le possibili novità.

Ma anche Ansa avanza alcune ipotesi: pensione anticipata per disoccupati over 63, la cosiddetta opzione uomo, ma anche proroga opzione donna: non più però a 57 anni, ma a 62.

Intanto però si attendono anche novità sulla settima salvaguardia: gli esodati hanno annunciato un nuovo presidio davanti Montecitorio per il prossimo giovedì 24 settembre.

Riforma Pensioni 2015: ultime notizie e novità su opzione donna e opzione uomo

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Le dichiarazioni rilasciate dal ministro Padoan e dal premier Renzi hanno chiarito che le casse dello Stato non potrebbero fronteggiare riforme troppo drastiche ed onerose. Pare dunque assodato che quota 100 per lavoratori precoci, e la proposta di Damiano sul taglio del 2% per ogni anno di pensione anticipata sono stati definitivamente accantonati. Le due ipotesi costerebbero rispettivamente, se tutti coloro che ne hanno diritto utilizzassero l’opzione, 8,5 e 10,6 miliardi l’anno, stando ai conti fatti da Boeri, presidente dell’Inps.

La riforma pensioni 2015 sembra dunque aprire piccoli spiragli a modifiche più “leggere”, che alterino di poco i limiti già posti dalla Legge di Stabilità 2016. Stando alle ultime news, le ipotesi più probabili al vaglio del governo, prevedono delle modifiche alla già nota opzione donna, e l’introduzione di opzione uomo.

La nuova opzione donna dovrebbe prevedere l’uscita anticipata delle donne dal lavoro dal 2016 a 62-63 anni, quindi con tre anni di anticipo, e con 35 di contributi. Tale richiesta di uscita anticipata prevista per la riforma pensione, costerebbe un taglio di circa il 10% per tre anni di anticipo rispetto all’età di vecchiaia.

Con opzione uomo, si intendono agevolare i lavoratori che perdono l’occupazione a pochi anni dalla pensione. Ma che cos’è opzione uomo e quali sono i requisiti? L’altra ipotesi che potrebbe essere presentata con la riforma pensioni riguarda la possibilità di accedere alla pensione anticipata con 3 anni di anticipo rispetto all’età di vecchiaia (66 anni e 7 mesi dal 2016) con un taglio dell’assegno legato non al ricalcolo contributivo, ma all’equità attuariale. Anche il Sole 24 Ore ha redatto delle tabelle per semplificare la comprensione di queste nuove ipotesi.

Riforma pensione: ultime notizie per esodati e settima salvaguardia

Intanto per gli esodati, stanchi di aspettare una riforma pensioni capace di risolvere il loro disagio, stanno organizzando una nuova manifestazione per giovedì 24 settembre.

Il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli ha dichiarato: “Chiediamo al Governo che approvi immediatamente la settima salvaguardia e che sblocchi l’opzione donna, mentre con la legge di stabilità crei le condizioni per reintrodurre modalità più flessibili nell’accesso al pensionamento. Nel primo caso si tratta di mantenere impegni già assunti in passato, quando si è deciso che alcune categorie di persone andavano salvaguardate dall’aumento improvviso e non graduale dei requisiti, per evitare che rimanessero senza alcun reddito”.

“Nel secondo caso – ha spiegato ancora il sindacalista – si chiede di rimettere nella disponibilità dei lavoratori le scelte di pensionamento, consentendo così alle imprese di gestire meglio il turn over e a tanti giovani di accedere ad un mercato del lavoro altrimenti bloccato”.


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