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11 settembre 2015

Riforma sulle pensioni 2015: news settima salvaguardia e opzione donna

Riforma sulle pensioni

Ultime notizie riforma sulle pensioni 2015: ecco le news sulla settima salvaguardia e opzione donna, l’avanti del governo e le preoccupazioni dei pensionati, novità pensione anticipata

Riforma sulle pensioni

Riforma sulle pensioni

Le ultime notizie alimentano le speranze per esodati e quante attendono una proroga per opzione donna. In una nota il Mef rassicura che il confronto non si è concluso, ma i sindacati già organizzano proteste. Ecco le ultimissime news della riforma sulle pensioni per Quota 96, Quota 100, lavoratori precoci e pensione anticipata.

Un botta e risposta senza fine: la riforma sulle pensioni è urgente e necessaria ed il Governo Renzi non può dimostrarsi sordo alle pressioni politiche e sindacali e di quanti portano avanti i diritti dei lavoratori.

Così nella serata di ieri il Mef in una nota ha provato a smorzare la tensione che stava prendendo piede in seguito all’incontro in Commissione Lavoro alla Camera.”La conferenza di servizio che raccoglie MEF, LPS e INPS allo scopo di elaborare le informazioni necessarie per le valutazioni del Governo è stata aperta lunedì 7 settembre e si concluderà nei prossimi giorni” conclude la nota. La precisazione è giunta anche in seguito alle presidio annunciato davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze da parte di Cgil, Cisl e Uil per il prossimo 15 settembre.

Dure le critiche che sono giunte in seguito allo stop della riforma sulle pensioni, che avrebbe dovuto risolvere il problema degli esodati con la settima salvaguardia, oltre che discutere delle modifiche da apporre per opzione donna, quota 100, pensione anticipata e lavoratori precoci.

Ma non solo chiacchiere: le ultime notizie sembrano accendere le speranze di quanti attendono novità in merito alla riforma pensionistica. Infatti, mentre da un lato si assiste ad un vero e proprio scontro tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze contro il Ministero del Lavoro per cercare una soluzione al problema dei fondi da destinare ad esodati e opzione donna, Damiano passa ai fatti.

La Commissione Lavoro della Camera, di cui Cesare Damiano è Presidente, ha approvato il testo base per la settima salvaguardia: adesso il Governo deve assumersi la responsabilità delle prossime azioni politiche.

Riforma sulle pensioni 2015: scontro decisivo per esodati della settima salvaguardia

Il Mef non è riuscito a bloccare l’estensione del regime sperimentale opzione donna e settima salvaguardia, almeno non del tutto. Infatti secondo le ultime notizie Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati ha comunque approvato il testo base che comprenderebbe i lavoratori in mobilità ordinaria o sottoposti a trattamento speciale edile secondo accordi patti governati e non sottoscritti entri l’ano 2011, i lavoratori della scuola che hanno maturato i requisiti della Quota 96 entro la fine dell’anno scolastico 2011/2012 e si estende al pubblico impiego l’opportunità di andare in pensione a 64 anni, fino al momento prevista solo per i lavoratori del settore privato.

Inoltre con la settima salvaguardia ci sarebbero anche misure per i macchinisti ferrovieri e il taglio delle penalizzazioni per i lavoratori precoci usciti prima del 2015. Numerose sono state le proposte avanzate in loro difesa, ma nessuna finora ha trovato la giusta azione politica capace di realizzarne la fattibilità.

News riforma sulle pensioni 2015: i sindacati sul piede di guerra

Sindacati e riforma sulle pensioni

Sindacati e riforma sulle pensioni

Le ultime dichiarazioni di Vera Lamonica, segretaria confederale della Cigl, denunciano la gravità delle azioni intraprese a danno degli esodati: “Le sei salvaguardie effettuate e per le quali sono stati stanziati quasi 12 miliardi, non sono sufficienti a coprire tutta la platea degli interessati. Secondo gli stessi dati Inps restano fuori almeno altri 49.500 lavoratori e lavoratrici. Su quei 12 miliardi e’ stato effettuato un risparmio di almeno 3: e’ scandaloso – prosegue – che oggi si dica che sono stati utilizzati per altri fini”. Ma ci sono anche altri diritti da tutelare, secondo Lamonica: “Vale lo stesso per l’opzione donna, in vigore dal 2004 e finanziata a tutto il 2015, che non si applica perché l’Inps ha dato un’interpretazione sbagliata della norma” aggiunge la dirigente sindacale


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