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17 ottobre 2015

La Pacem in Terris di Papa Giovanni XXIII per solidarietà in Kurdistan

La Pacem in terris di Papa Giovanni XXIII a teatro con Lucilla Giagnoni

La drammatizzazione della profetica enciclica del 1963, testamento spirituale del “Papa buono”, La Pacem in Terris di Papa Giovanni XXIII a San Lorenzo alle Colonne a Milano per sostenere un progetto di solidarietà in Kurdistan a cui partecipa l’Università Cattolica del Sacro Cuore

Il testamento spirituale di Papa Giovanni XXIII, la Pacem in terris dell’11 aprile 1963, sarà al centro dello spettacolo in scena nella Basilica San Lorenzo alle Colonne a Milano giovedì 22 ottobre alle ore 21.

L’ultima lettera enciclica del “Papa buono”, che morirà solo due mesi dopo, è stata accolta come il testamento spirituale di un padre a tutta la famiglia umana nel nome della pace.

Dopo mezzo secolo, la Pacem in terris conserva una straordinaria attualità, propone un contenuto profetico che suggerisce ai singoli e alle comunità politiche nazionali e internazionali come riconoscere le proprie responsabilità di fronte al mondo, e stimola ad alimentare la speranza in una ripresa del cammino dell’umanità lungo le vie della pace.

I pensieri e la voce femminile e intensa dell’artista Lucilla Giagnoni, nata negli anni ’60, ripercorrono gli ultimi cinquant’anni della nostra storia, letti alla luce delle parole e dei concetti-chiave di questa enciclica. La guerra ha un volto spietato: uccide, tortura, stupra, fa stragi, bombarda, come vicino a noi anche oggi sta avvenendo. Ma la guerra ha anche altre facce e usa altre armi e altri campi di battaglia: il lavoro, il cibo, la salute, i diritti, il denaro…

Il linguaggio teatrale è un modo per riflettere sulla pace come “anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi”. La meditazione teatrale sulla Pacem In Terris, scritta e interpretata da Lucilla Giagnoni è stata ideata da Emanuele Roncalli ed Emanuele Motta, prodotta da Margherita Franzoni e promossa dall’Associazione AIDDA, quindi accolta dall’Area pastorale Torino – Ticinese della Diocesi di Milano e dall’Associazione Kerkis. Teatro Antico In Scena (che ha come proprio spazio d’azione il Teatro San Lorenzo alle Colonne), in fruttuosa collaborazione con l’Istituto Toniolo, il Centro Pastorale e la Fondazione EDUCatt dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Sostengono l’iniziativa anche l’Arcidiocesi di Milano e l’Azione Cattolica Ambrosiana. Hanno collaborato al testo Maria Rosa Pantè, le musiche originali sono di Paolo Pizzimenti, luci e immagini di Massimo Violato, con la consulenza di Giannino Piana.

La Pacem in Terris di Papa Giovanni XXIII per un progetto di solidarietà in Kurdistan

La visione dello spettacolo è a offerta libera e il ricavato verrà destinato a un progetto per il Kurdistan promosso dalla FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale) che l’Università Cattolica con il Centro di Ateneo per la solidarietà CESI, l’Associazione Francesco Realmonte Onlus, e il Centro Sportivo Italiano sostengono.

Il Paese è popolato da milioni di persone che sono state costrette a fuggire dalle proprie storiche dimore, in particolare dalla Siria e dall’Iraq, in campi profughi. Sono 130.000 i cristiani sfollati e rifugiati nel Kurdistan iracheno che hanno trovato ospitalità nel quartiere di Ainkawa nella periferia di Erbil. Ed è a queste persone che il progetto si rivolge con l’obiettivo di allestire e animare luoghi di aggregazione e scuole per non lasciare bambini e giovani nell’ozio senza un’occupazione. In particolare le attività sono orientate a supportare i minori nel loro processo di riappropriazione di una nuova quotidianità. Il primo passo sarà fornire loro spazi accoglienti e confortevoli dal punto di vista psicologico, emotivo e di recupero del benessere psicofisico.

Come scenario per la rappresentazione è stata scelta la Basilica di San Lorenzo Maggiore, non solo per la grandiosa e possente architettura, ma nondimeno per la storia di questo luogo: la basilica fu fondata all’inizio del V secolo, pochi decenni prima delle grandi invasioni dei barbari che, attraversato il Reno, cambiarono definitivamente la storia europea, e venne completata forse pochi anni prima del sacco di Roma di Alarico, fatto che spinse Sant’Agostino (battezzato a Milano nel 387 da Sant’Ambrogio) a cercare un senso di quanto avveniva, scrivendo la sua Città di Dio (De civitate dei).


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