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9 ottobre 2015

Protesta studenti contro la buona scuola, parte l’autunno studentesco

Parte l’autunno studentesco: 2000 studenti studenti in piazza contro smantellamento di scuola e Università, ecco la voce di Link Lecce nella protesta studenti del 9 ottobre

Oggi, 9 ottobre giorno di protesta studenti contro la buona scuola, oltre 2000 studenti leccesi sono scesi in piazza proseguendo il percorso già cominciato lo scorso anno, contro una riforma antidemocratica come la definiscono gli studenti di Link Lecce, approvata nei mesi estivi dal Governo ignorando la dura opposizione di tutto il mondo della formazione.

La mobilitazione e protesta studenti  è ripartita fin dal primo giorno di scuola in cui gli studenti hanno messo in chiaro che la partita sulla riforma non è ancora chiusa: “Dovrà passare per tutte le nostre scuole ribelli, in cui stiamo già lavorando per alzare le barricate alle novità introdotte dalla riforma e per creare e sperimentare la nostra alternativa in maniera collettiva.” dichiara Gloria Crisogianni dell’Unione degli Studenti.

“Sotto il grido del “Vogliamo Potere” gli studenti e le studentesse hanno costruito un grande corteo di rivendicazioni “V ogliamo Potere come riappropriazione di quegli spazi di democrazia che ci hanno sottratto come richiesta di diritti ormai completamente smantellati tanto all’interno delle scuole e delle università quanto all’interno del paesecontinua Gloria Crisogianni.

Protesta studenti contro la buona scuola del governo Renzi in tutta Italia: Link Lecce

La protesta studenti è infatti partita dalla stazione, con un’azione sotto gli uffici delle Ferrovie del Sud ­Est, dove gli studenti, denunciando l’aumento del 10% sul costo dei biglietti, hanno rivendicato la necessità di un servizio di trasporti di qualità e accessibile a tutti, che non costringa gli studenti a dover salire su pullman sovraffollati e fatiscenti e a dover pagare un occhio della testa per poter raggiungere la propria scuola o la propria università.

Il corteo ha sottolineato però che i costi d’accesso all’istruzione non si limitano solo ai trasporti e che la barriera d’accesso ai percorsi formativi è il più grande ostacolo che non permette a tantissimi studenti della nostra regione di non poter terminare la scuola. Per questo gli studenti leccesi, hanno rivendicato, con un’azione promossa in tutte le città della regione, la richiesta dello sforamento del Patto di stabilità che oggi non consente il finanziamento della Legge Regionale sul Diritto allo Studio, approvata nel 2009 ma mai messa in pratica.

“Anche gli studenti universitari scendono in piazza” ­ afferma P antaleo Sergio coordinatore di Link Lecce ­ Coordinamento Universitario ­ “per contrastare le politiche che oggi stanno completando il processo di s mantellamento dell’università pubblica in atto da anni, legittimando ed aggravando il processo di espulsione di massa dagli atenei e le profonde diseguaglianze tra nord e sud del Paese. Denunciamo infatti la situazione inaccettabile che si è determinata con il nuovo sistema ISEE: decine di m igliaia di studenti sono stati esclusi dall’erogazione delle borse di studio, come se fossero diventati improvvisamente tutti più ricchi. Se questa è l’idea di università che ha il Governo, ci troverà nelle piazze e negli Atenei a contrastare la distruzione del sistema formativo e ad affermare che un’alternativa esiste: è quella dell’università aperta a tutti, finanziata, di qualità. Pretendiamo risposte concrete ed immediate a questa situazione emergenziale, per questo ci siamo mobilitati in tutta Italia, e a Roma a partire dalle ore 9 siamo stati in presidio davanti al Miur, dove abbiamo incontrato il Sottosegretario all’Istruzione Faraone per pretendere una presa di responsabilità pubblica e delle soluzioni chiare ai drammatici effetti del nuovo ISEE”.

Protesta studenti Link Lecce con lo slogan Senza borsa facciamo le valigie

Siamo scesi in piazza con lo sloganSenza borsa facciamo le valigie” perchè questa espulsione dal sistema del diritto allo studio rischia di determinare la definita esclusione dal mondo della formazione. Per scongiurare gli effetti catastrofici di questo provvedimendo nazionale chiediamo che la r egione si impegni non solo a garantire la copertura totale sul bando ordinario ma a prevedere anche un secondo bando con criteri meno stringenti per tutelare chi è stato ingiustamente colpito da questo provvedimento.

Il corteo è terminato nei pressi del tribunale, dove gli studenti hanno segnalato le tante emergenziali situazioni rispetto all’edilizia scolastica sparse per tutta la provincia, richiedendo un piano immediato di finanziamento per gli interventi sulle strutture in cui gli studenti sono costretti a vivere ogni giorno rischiando la propria pelle. L’assemblea finale ha dimostrato che l’autunno caldo studentesco è soltanto al’inizio, gli studenti sono già pronti per una settimana di mobilitazione in cui, dichiara N icolò Ceci, coordinatore dell’Unione degli Studenti Puglia “Costruiremo la nostra mobilitazione tema per tema, dimostrando gli effetti distruttivi delle politiche italiane ed europee, lottando per un’alternativa che parta dai luoghi della formazione per conquistare tutto il paese per riappropriarci dello spazio di protagonismo che ci hanno sottratto. Vogliamo potere e ce lo riprenderemo, classe per classe, in ogni scuola e in ogni università!”


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