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28 ottobre 2015

Riforma classi di concorso Miur insegnamento scuola: elenco classi

Unistrapg

La riforma classi di concorso 2015-2016 voluta dal Miur per l’insegnamento nella scuola: ecco tutte le novità a partire dal concorso scuola ed elenco delle classi di concorso.

Ultime notizie sul fronte concorso scuola 2015-2016 e riforma classi di concorso: prosegue l’iter di approvazione del riordino del comparto scolastico.

Il mondo dell’istruzione è alle soglie di una nuova alba. Il Governo Renzi ha aperto spiragli di luce sulla scuola italiana, introducendo 11 nuove classi concorsuali.

A breve, sono attesi i decreti attuativi e l’approvazione definitiva dell’epocale riassetto. Intervista esclusiva al Prof. Giovanni Capecchi dell’Unistrapg.

Com’è noto, i riflettori del sistema scolastico sono da tempo puntati sul nuovo concorso del personale docente.

Una selezione, tanto complessa quanto osannata, che, stando a fonti ufficiali, dovrebbe essere bandita, peraltro, entro il primo dicembre 2015 (per la gioia di circa 150mila candidati). Negli ultimi mesi, però, il panorama accademico italiano è salito agli onori della cronaca altresì per un’altra faccenda.

Una questione che, per via delle sue allettanti prospettive occupazionali, sta suscitando interesse e scalpore. Il Consiglio dei Ministri ha, infatti, approvato, il 31 luglio scorso, un regolamento recante disposizioni per la razionalizzazione e l’accorpamento delle classi di concorso a cattedre e posti d’insegnamento.

Il D.p.r. è stato adottato, in via del tutto preliminare, in attuazione delle normative in materia di organizzazione scolastica, al fin di riordinare l’attuale apparato didattico e ordinamentale del sistema della scuola.

In sostanza, grazie all’adeguamento, al bilanciamento tra classi di concorso e nuovi ordinamenti universitari, il Governo potrebbe, finalmente, tendere una mano a quei laureati che fin a oggi non hanno potuto fregiarsi, a differenza di altri, dei propri titoli accademici, poiché esclusi dall’insegnamento e dai peculiari percorsi abilitanti.

Riforma classi di concorso 2015-2016: Miur, il Ministro Giannini sulle classi d’insegnamento

Per la Ministra Stefania Giannini la riforma classi concorsuali “è il primo passo per poter avviare le procedure del prossimo concorso per insegnanti”.

A dire il vero, però, la questione è ancora alle battute iniziali. Seppur seguita da grande risonanza mediatica, la riforma classi di concorso 2015 sta, infatti, destando non poche perplessità. Dal 31 luglio ad oggi, del resto, non è trapelato granché; nessuna notizia significativa e nessun documento ufficiale che illustrassero, ad esempio, in maniera epesegetica e ufficiale, le modalità d’ammissione e partecipazione alle procedure concorsuali. Insomma, è mancata un po’ di chiarezza.

E, malgrado il clamore iniziale, son mancati, principalmente, la celerità, il tempismo, la volontà o la possibilità di conciliare il tutto con la fatidica data del primo dicembre 2015, ultimo giorno disponibile per l’emanazione dell’agognato bando di concorso del comparto scolastico. Ma, non sempre le cose vanno per il verso giusto. Sicché, i tempi relativi alla procedura di riforma classi concorsuali potrebbero non coincidere con quelli dell’attesa selezione, abradendo, di fatto, i sogni e le speranze di migliaia d’aspiranti docenti (che, sprovvisti di un titolo “ufficialmente riconosciuto”, dovrebbero attendere, in tal caso, almeno altri tre anni prima di partecipare alle selezioni). Ad ogni modo, c’è da dire che il decreto presidenziale è stato approvato, non a caso, soltanto in esame preliminare. La qual cosa lasciava già presagire sin dal principio, cioè a fine luglio, che i tempi sarebbero stati, a dispetto di qualsivoglia pretesa, piuttosto lunghi. Detto ciò, cerchiamo di comprendere, insieme, quali siano le novità del suindicato riordino, ossia della riforma classi concorsuali.

Le nuove classi d’insegnamento dopo la riforma classi di concorso Miur

A fine luglio, il Governo Renzi ha avviato l’esame del regolamento di riforma delle classi di concorso, con l’intento di adeguare queste ultime tanto ai titoli universitari, in voga nell’attuale ordinamento, quanto agli indirizzi di studio, afferenti alle scuole secondarie di primo e di secondo grado. In particolare, la revisione ha semplificato le classi esistenti, riducendole a 114, e creato 11 nuove categorie, relative all’insegnamento in scuole secondarie di primo e secondo grado, tra le quali le classi dedicate ai licei musicali e coreutici e quelle in lingua italiana per studenti alloglotti (A – 23); inoltre, grazie alla presente rimodulazione, i laureati in scienze politiche potranno esercitare, previo concorso, la professione d’insegnante di diritto ed economia. In particolare, dunque, lo schema di regolamento prevede: l’aggiornamento delle classi di concorso attualmente vigenti e dei relativi requisiti di accesso ai percorsi abilitanti; l’accorpamento di riforma classi concorsuali; e l’introduzione di undici nuove categorie. Per quel concerne la nuova classe di concorso A – 23, va detto che, stando alle notizie finora divulgate, permetterà di insegnare la lingua italiana (L2) nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, dell’infanzia e primaria, e in quelle per gli adulti.

Intervista al Prof. Giovanni Capecchi dell’Unistrapg sulla riforma classi concorsuali

A parlarci della nuova categoria A 23, Lingua italiana per alloglotti, è il Prof. Giovanni Capecchi, docente di Letteratura italiana dell’Università per stranieri di Perugia

Prof. Capecchi, Lei a Perugia riveste i ruoli di delegato del Rettore e del Direttore del Dipartimento per la didattica, e di referente presso la prestigiosa commissione Crui.

Inoltre, da qualche tempo, sta seguendo l’iter di approvazione della nuova classe concorsuale, A-23, “Lingua italiana per discenti di lingua straniera”, relativo alla suindicata riforma classi di concorso.

Ecco, potrebbe renderci edotti in merito agli orizzonti e alle possibilità attuative di quest’ultima? E’ vero che i requisiti basilari, stabiliti per l’accesso al concorso, coincidono essenzialmente con i piani di studio dei vostri corsi di laurea triennale e magistrale in italiano per l’insegnamento a stranieri?

“E’ da alcuni anni che si parla dell’istituzione di una nuova classe di concorso, cioè quella relativa all’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Naturalmente, la nostra università ha sempre cercato di far valere, in tutte le sedi, questo diritto, questa grande possibilità. Per noi, del resto, sarebbe davvero fondamentale avere, oltre al corso di laurea che forma gli insegnanti d’italiano per stranieri, una classe di concorso specifica. Sarebbe un approdo naturale, essenziale, un’opportunità in più per i nostri studenti, che negli ultimi anni hanno trovato sbocchi lavorativi soprattutto all’estero. 

Adesso, con il riordino, con la riforma classi concorsuali, potrebbero finalmente lavorare anche in Italia. Il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima istanza la classe di concorso A-23. Noi stiamo seguendo l’iter con attenzione, e ci auguriamo che i tempi dell’approvazione definitiva siano brevi. Ad ogni modo siamo consapevoli del fatto che sia già stata posta una prima pietra. Crediamo, dunque, che, con l’approvazione definitiva della nuova classe concorsuale, i nostri corsi possano diventare più appetibili, che possano attrarre un maggior numero di studenti. In ogni caso, però, bisognerà attendere la conclusione dell’iter”.

Antonio Migliorino


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