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23 ottobre 2015

Riforma della pensione: ultime notizie, Damiano sulle pensioni 2016

Riforma della pensione

Novità sulla riforma della pensione: ecco le ultime notizie ad oggi, Damiano risponde a Boeri sugli interventi alle pensioni 2016, per la settima salvaguardia ed opzione donna

Riforma della pensione

Riforma della pensione

Sulla riforma della pensione Cesare Damiano del PD ha espresso il suo parere sulle misure prese a tutela di esodati ed opzione donne.

Tra le ultime notizie su riforma pensioni c’è proprio la risposta del Presidente della Commissione Lavoro a Boeri, che ha giudicato “parziali e selettive” le novità previdenziali inserite all’interno della Legge di Stabilità.

Le ultime notizie sul tema  pensioni riguardano Cesare Damiano che, tramite un’Ansa, ha risposto agli attacchi del Presidente dell’Inps Tito Boeri sulle misure prese dal governo Renzi su esodati, donne lavoratrici, pensione anticipata e flessibilità part-time.

Con la presentazione del bilancio sociale, Boeri ha colto l’occasione per sottolineare come gli interventi del governo siano stati parziali e selettivi, che nel lungo periodo si potrebbero rivelare addirittura poco convenienti. Infatti anche l’Inps attende una riforma pensione più incisiva “Speriamo che il 2016 sia l’anno di un intervento decisivo, organico e strutturale sulle pensioni. Avremmo voluto che il 2015 fosse l’anno dell’ ultima riforma pensioni, purtroppo non sarà così”.

Immediata è arrivata la risposta di Cesare Damiano, che difende la 7° salvaguardia ed opzione donna, e continua la sua battaglia per precoci, pressando per una maggiore flessibilità in uscita, anche in forma sperimentale a partire dal 2016.

Riforma della pensione 2015-2016: la risposta di Damiano a Boeri su opzione donna ed esodati

Il Presidente dell’Inps ha bocciato, almeno in parte, le misure prese all’interno della Finanziaria 2016 dal governo Renzi per la riforma pensioni. Come riportato nelle ultime notizie che riguardano il sistema previdenziale, le novità proposte dal governo sono state giudicate come “interventi selettivi e parziali, che creano asimmetrie di trattamento. Presumibilmente, in assenza di correttivi” gli interventi sulle pensioni contenuti nella legge di stabilità non saranno sufficienti e “daranno la spinta ad ulteriori misure parziali che sono, tra l’altro, molto costose”.

Non la pensa così Cesare Damiano che ha dichiarato: “La settima salvaguardia degli esodati non e’, come dice Boeri, un intervento ‘selettivo e parziale’ della legge di Stabilità ma la giusta risposta alla angosciosa attesa di decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici rimasti senza reddito a seguito di una riforma pensionistica senza gradualità”.

Ricordiamo che la settima salvaguardia della riforma della pensione coprirà altri 32 mila esodati, dice il ministro Poletti, lasciati dalla legge Fornero del 2011 senza stipendio né pensione. La deputata pd Maria Luisa Gnecchi nella bozza di testo ne ha contati solo 26.300, mentre l’Inps in tutto ne stima 49.500 ancora da proteggere.

I numeri opzione donna all’interno della riforma della pensione

Non è la prima volta che Cesare Damiano manifesta una certa perplessità di fronte alle dichiarazioni di Tito Boeri. Infatti nella sua dichiarazione all’Ansa ha precisato: “Lo stesso concetto vale per la cosiddetta Opzione Donna. L’Inps dovrebbe sapere che sono stati accantonati nel Fondo esodati 11,6 miliardi di euro destinati solo alle salvaguardie, proprio perché e’ stato l’istituto a comunicarci che, rispetto alla prima tranche di 6 miliardi di euro, ne sono stati risparmiati addirittura 3,3 e che ci sono ancora circa 50.000 esodati che vanno tutelati. Il governo avrebbe dovuto imboscare queste risorse o destinarle ad altri obiettivi? Perché dunque questa polemica?”.

Per quanto riguarda Opzione Donna – continua il presidente della Commissione Lavoro sulla riforma della pensione – l’Inps e il ministero del lavoro hanno sempre sostenuto che non occorrevano coperture perché si trattava di correggere una circolare: il Mef le ha invece pretese. Se dovesse rimanere il conteggio dell’Inps fatto nell’audizione di agosto, che stimava 2 miliardi di costo per tutelare 36.000 lavoratrici che utilizzerebbero Opzione Donna, saremmo ancora una volta di fronte ad una previsione esagerata: in questo caso chiederemmo un monitoraggio di spese e di numeri”.

Flessibilità in uscita necessaria nella prossima riforma della pensione

Tito Boeri

Tito Boeri

L’unico punto in condiviso sembra essere la critica rivolta, sia da Boeri che da Damiano, al governo Renzi per l’assenza di misure che garantiscano una maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. Ricordiamo che la proposta dello stesso Damiano sulla pensione anticipata fu bocciata da Boeri perché ritenuta troppo onerosa per le casse dello Stato. Intanto continua la pressione da parte del Presidente della Commissione Lavoro affinché già all’interno del testo della Legge di Stabilità 2016 siano inserite formule sperimentali sulla flessibilità in uscita. Fino a quel momento qualsiasi riforma della pensione potrà essere ritenuta insufficiente se non conterrà misure che consentano di superare l’ostacolo di requisiti così alti per andare in pensione.


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