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27 ottobre 2015

Riforma delle pensioni: ultime notizie e novità su Legge di Stabilità

Riforma delle pensioni

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni 2015-2016: ultime notizie e novità della legge di stabilità sulla posizione di precoci, pensione anticipata e di anzianità e su opzione donna

Riforma delle pensioni

Riforma delle pensioni

Le news riforma della pensione non sono positive: blocco dell’indicizzazione per finanziare opzione donna, flessibilità part time e innalzamento no tax area.

Aumentano l’IVA e le accise su sigarette, alcol e benzina.

Ancora una volta le ultime notizie sulla riforma delle pensioni riguardano tematiche calde che non sembrano trovare una soluzione con in governo Renzi.

Le ultime novità provengono dal testo della Legge di Stabilità: alle pensioni è stato riservato un trattamento che, oltre ad essere marginale, trova nei nuovi tagli applicati dal Governo le coperture per finanziare le proposte messe sul tavolo.

La riforma delle pensioni aveva fin da subito convinto poco Tito Boeri, Presidente dell’INPS, che non ha esitato a sottolineare come l’assenza di misure di flessibilità in uscita fosse una mancanza da evitare.

Garantire una pensione anticipata a lavoratori precoci e a quanti hanno svolto lavori usuranti, sarebbe stata sicuramente una mossa vincente per il Governo Renzi che, anche oggi, è costretto a subire molte critiche e pochi consensi.

Lo stesso Cesare Damiano, PD, Presidente della Commissione Lavoro, ha dichiarato come “La settima salvaguardia degli esodati e’ una scelta sacrosanta del Governo”.

Sulle novità riforma pensioni ha anche aggiunto: “Per quanto riguarda Opzione Donna, sarebbe inconcepibile escludere dalla normativa, come pare, le lavoratrici che compiono gli anni nell’ultimo trimestre del 2015”. (fonte: Ansa)

Ma le ultime notizie sulla riforma pensione riguardano anche altre novità: i nuovi tagli progressivi a partire dalle pensioni di circa 2mila euro sono le coperture previste dal governo per finanziare la flessibilità part time, opzione donne e no-tax area, rimandata per giunta al 2017.

Riforma delle pensioni 2015-2016: i tagli dell’indicizzazione fino al 2018

Il testo della Legge di Stabilità è approdato al Senato: dopo la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la nuova Finanziaria si avvia verso la sua definitiva approvazione.

Non mancano però, proteste e manifestazioni di disapprovazione per alcune aspettative che sono state deluse, come l’assenza di una 7° salvaguardia per la riforma pensioni, capace di contenere anche i quota 96 scuola, i macchinisti e gli altri esodati esclusi anche dalla Legge Fornero.

Il testo complesso della Legge di Stabilità si sta lentamente sbrogliando, e quello che sembra venire fuori è che il Governo Renzi ha messo in atto nuovi tagli e futuri aumenti.

I tagli riguardano le pensioni quattro volte il minimo, i cui risparmi saranno utilizzati per coprire le novità poste nella mini riforma delle pensioni: ossia per finanziare opzione donna, l’innalzamento della no tax area e per consentire la flessibilità part time.

Gli aumenti, invece, interesseranno carburanti, alcol e tabacchi. Infatti è previsto un “aumento delle accise a decorrere dal 1° maggio” del prossimo anno. Mentre l’IVA nel 2018 avrà raggiunto il 25% dall’attuale 22%.

Blocco dell’indicizzazione nella riforma delle pensioni

Ad aprile la Corte costituzionale ha bocciato il blocco disposto dal governo Monti per i trattamenti sopra tre volte il minimo perché non rispettavano il principio della progressività. Il governo Renzi rispetta la progressività e taglia in modo progressivo le pensioni medio-alte. Infatti all’interno della riforma delle pensioni è incluso il taglio dell’indicizzazione per le pensioni sopra quattro volte il minimo, ossia superiori a 2mila euro. I risparmi serviranno a coprire i costi per opzione donna, part-time e no tax area.

La rivalutazione automatica, per il biennio 2017 e 2018, viene quindi riconosciuta nella misura del 95% per gli assegni tra tre volte il minimo e quattro volte il minimo (la normativa vigente prevede dal 2017 una rivalutazione del 90% tra tre volte e cinque volte il minimo), nella misura del 75% per gli assegni tra quattro volte e cinque volte il minimo, nella misura del 50% per gli assegni tra cinque volte e sei volte il minimo (anziché al 75%) e nella misura del 45% per gli assegni superiori a sei volte il trattamento minimo (prevista al 75% dalle norme vigenti). Resta confermata l’indicizzazione al 100% per le pensioni fino a tre volte il minimo. (fonte: Il Sole 24 Ore)


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