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28 ottobre 2015

Riforma pensione: ultime novità sul blocco indicizzazione ed esodati

Poletti e Damiano sulla riforma pensione

News riforma pensione 2015/2016: ultime novità sulla proroga del blocco indicizzazione del Governo Letta fino al 2018, e dichiarazioni di Poletti, si alla 7° salvaguardia ed esodati

Poletti e Damiano sulla riforma pensione

Poletti e Damiano sulla riforma pensione

 

Nelle ultime ore dal testo della Legge di Stabilità emergono novità e anche oggi la riforma pensioni di Renzi è al centro di numerose polemiche.

Le ultime notizie riguardano alcune dichiarazioni rilasciate dal Ministro Poletti, ma anche da Damiano: entrambi hanno espresso alcuni chiarimenti in merito al blocco dell’indicizzazione Istat, settima salvaguardia e flessibilità in uscita per pensione anticipata.

Il Senato oggi è impegnato ad approvare il testo della Legge di Stabilità, ed in queste ore è abbastanza acceso il dibattito sulla pensione.

Le novità riportate dalle news sembrano riguardare una recente dichiarazione del Ministro Poletti, che in un videoforum a Repubblica ha detto: “Non siamo stati ancora così bravi da riuscire a risolvere questo problema, che è figlio anche del fatto che la contabilità dello Stato deve avere una copertura nell’anno in cui si realizza.”

Il problema delle pensioni si concentra sempre intorno alle coperture imposte dall’Europa, e nei prossimi giorni sarà Bruxelles ad avere l’ultima parola sull’approvazione della Legge di Stabilità.

Intanto però i sindacati protestano perché gli esclusi dalla riforma pensioni sono ancora troppi, come precoci ed altri 30mila esodati.

Il Ministro del Lavoro ha però garantito che il 2016 sarà l’anno in cui, finalmente, saranno garantite maggiori misure di flessibilità per chiedere la pensione anticipata.

Riforma pensione: Poletti conferma flessibilità per le pensioni nel 2016

Il primo a spostare in avanti di tre mesi il vaglio delle proposte per garantire maggiore flessibilità in uscita è stato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Infatti, giù dalla prima bozza della Legge di Stabilità era palese che non erano state mantenute le promesse fatte in passato, e non erano stati rispettati gli accordi presi durante l’estate con i sindacati.

E proprio i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato fin da subito il loro dissenso sulla scelta del Governo di non includere alcuna misura di flessibilità in uscita. Secondo il Premier, sarebbe stata una scelta irresponsabile quella di approvare delle modifiche con una riforma pensione, quando ancora i conti non sono troppo chiari e, sostenuto da Padoan, l’appuntamento con la flessibilità in uscita è stato spostato a gennaio 2016.

Le ultime notizie sulle pensioni confermerebbero questa linea d’azione intrapresa dal Governo, come confermato dallo stesso Giuliano PolettiNell’arco del 2016 saremo in grado di fare una proposta sulla flessibilità in uscita dal lavoro. Non siamo stati ancora così bravi da riuscire a risolvere questo problema, che è figlio anche del fatto che la contabilità dello Stato deve avere una copertura nell’anno in cui si realizza”.

Poletti sulla riforma pensione: “La settima salvaguardia per noi è l’ultima”

Se per precoci o per altri lavoratori che non vogliono raggiungere la soglia dei 70 anni per andare in pensione sembrano accendersi delle speranze, non è così, invece, per gli esodati, almeno non per tutti.

Infatti il timore manifestato più volte da diversi sindacati ed esponenti politici è proprio quello che con la 7° salvaguardia non si riuscirà a contenere tutti i cittadini che versano in situazioni disagevoli a causa dello scalone imposto dalla legge Fornero. In merito alle misure contenute a tal proposito all’interno della riforma pensione, il ministro Poletti ha dichiarato: “Abbiamo recuperato la settima salvaguardia, che per noi è l’ultima: ci sono 32mila nuovi salvaguardati, arriviamo a 170 mila persone, l’obiettivo stimato inizialmente. Sappiamo che ci sono persone che non sono tecnicamente ‘esodati’, perché perdono il lavoro ma non hanno l’età per la pensione, e che quindi non sono coperte. Ma credo che la copertura sia molto larga, molto vicina al 100% degli esodati. Su questo tema si scarica il problema dello scalone prodotto dalla Legge Fornero, per cui molti cittadini vorrebbero andare in pensione con le norme precedenti .

Il blocco dell’indicizzazione nella riforma pensione: Damiano chiarisce la questione

Una della polemiche sollevate in questi giorni ha interessato proprio il blocco dell’indicizzazione per pensioni superiori a 2mila euro. Una recente sentenza della Corte Costituzionale aveva giudicato illegittima la pratica introdotta nel 2011, quindi ora il fermo dell’adeguamento Istat sarà graduale con l’aumentare dell’assegno previdenziale.

A chiarire questa novità pensione tramite Ansa è Cesare Damiano, residente della Commissione Lavoro: “Nella legge di Stabilita’ viene prorogato il regime di indicizzazione delle pensioni attualmente in vigore, quello deciso dal Governo Letta.

Cesare Damiano

Cesare Damiano

 Avrebbe dovuto concludersi nel 2016, invece continua fino al 2018. Si tratta – spiega Damiano sulla novità introdotta in questa riforma pensione – di una modalita’ di calcolo che lascia invariata, al 100%, l’indicizzazione delle pensioni fino a 3 volte il minimo: da quella soglia in su il regime e’ meno favorevole rispetto a quello che doveva andare in atto dal 2017. Non si tratta di un blocco, ma di un taglio al risultato che era atteso. Come sempre vengono tirati in ballo problemi di copertura finanziaria: se i conti sono quelli di Opzione Donna, per la quale sono richiesti quasi 2,5 miliardi (stima dell’INPS), e’ difficile orientarsi. Per questo chiederemo un monitoraggio di numeri e risorse impiegate per queste coperture” .


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