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10 novembre 2015

Farmaci antitumorali: Unimore, ecco quali sono i migliori

Farmaci antitumorali

Cancro: è on-line il portale per identificare farmaci antitumorali con maggior chance di successo

Farmaci antitumorali

Farmaci antitumorali

Da oggi basta andare su Mdp Unimore per scoprire a quali farmaci è più probabile che sia sensibile un dato tumore.

Creato da ricercatori delle Università di Trieste, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e del Laboratorio Nazionale CIB di AREA Science Park, si chiama MDP (Mutations and Drugs Portal) ed è un portale open-access che mette a disposizione della comunità medico-scientifica internazionale un potente strumento per indagare e fare previsioni sull’associazione fra tratti distintivi di un tumore, come il suo quadro genetico, e sensibilità ai farmaci. Tutti i dettagli sulle funzioni del portale e sulla sua usabilità sono pubblicati dalla rivista scientifica internazionale Oncotarget.

Interrogando l’ampio database di MDP i ricercatori hanno ottenuto i primi risultati rilevanti: una nuova, promettente combinazione di farmaci antitumorali nello specifico contro il tumore al seno.

Le mutazioni nel DNA dei geni sono aspetti caratteristici delle cellule tumorali. Non solo ne possono determinare il comportamento maligno, ma anche la sensibilità o meno ai farmaci. Identificare i tratti genetici responsabili della resistenza o della suscettibilità a un farmaco permette quindi di sviluppare strategie terapeutiche migliori, più precise ed efficaci.

Anche per questo, negli ultimi anni, diversi progetti internazionali di ricerca sul cancro si sono cimentati in imprese scientifiche volte da un lato a catalogare le alterazioni genetiche che caratterizzano una varietà di cellule tumorali e dall’altro a passare in rassegna decine di migliaia di composti chimici per la loro efficacia anti-tumorale. Questi sforzi di ricerca, come molti altri, hanno portato a un’esplosione d’informazioni e dettagli molecolari su diverse malattie tumorali.

Un traguardo questo, ma anche una sfida rappresentata dal grande lavoro necessario per gestire, integrare e interpretare l’enorme mole di dati e senza il quale tanta conoscenza rischia di rimanere sepolta e inutilizzata.

La sfida di Unimore e Units sulla ricerca dei farmaci antitumorali

La sfida l’ha raccolta un team tutto italiano di scienziati coordinati da Silvio Bicciato di Unimore e da Giannino Del Sal dell’Università di Trieste e LNCIB (Laboratorio Nazionale CIB – AREA Science Park, Trieste). E dallo sforzo congiunto di bioinformatici, biologi, biotecnologi e ingegneri nasce MDP Mutations and Drug Portal, a oggi il più grande database e uno dei più potenti strumenti informatici pubblici per l’identificazione sistematica di indicatori genetici della sensibilità dei tumori ai farmaci antitumorali e per la scoperta di molecole capaci di agire specificamente sulle cellule tumorali.

«Il portale rappresenta uno strumento davvero potente per fare predizioni sull’azione dei farmaci antitumorali perché permette di guardare alla somma e all’interazione degli effetti delle alterazioni presenti nei tumori e di quelle indotte dai trattamenti», commenta Bicciato, professore di Bioingegneria presso il Dipartimento di Scienze della Vita di Unimore e a capo dell’Unità di Bioinformatica del Centro Interdipartimentale di Ricerche Genomiche.

«Se arriviamo a utilizzare queste informazioni per guidare la scelta dei trattamenti, possiamo concretamente aumentarne le chance di successo limitandone, al contempo, la tossicità», sottolinea Del Sal. Lo scienziato, professore di Biologia Applicata e Direttore del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, ha condotto di recente con il suo gruppo e diversi collaboratori una ricerca che ha portato a rivelare le basi biologiche del ruolo anti-tumorale delle statine, i ben noti farmaci ampiamente usati contro gli eccessi di colesterolo. Il lavoro di investigazione, però, non si è fermato qui e la collaborazione tra Del Sal e Bicciato ha poi portato, attraverso lo sviluppo di MDP e il suo utilizzo, a scoprire che combinando le statine al dasatinib, un farmaco anti-tumorale mirato, se ne potenzia l’effetto nel contrastare i tumori mammari, in particolare quelli più aggressivi. Utilizzando entrambi i farmaci, si finisce, infatti, per colpire, anche se in maniera indiretta e attraverso strade molecolari diverse, gli stessi fattori chiave della trasformazione tumorale, della propensione dei tumori alla mammella a dare metastasi e della resistenza alla chemioterapia.

Dal computer alle cellule tumorali, le evidenze parlano chiaro e ora sulla base di questi dati, e grazie all’AIRC che attraverso il programma di oncologia clinica molecolare 5 per mille ha finanziato la ricerca, i ricercatori progettano di avviare una nuova sperimentazione clinica che permetta di verificarlo.


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