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18 novembre 2015

Sciopero 20 Novembre 2015: sciopero generale scuola e pubblico impiego

Ultime Notizie Sciopero 20 Novembre 2015: orari e motivi dello sciopero generale della scuola, università e pubblico impiego indetto dalla USB

L’Unione Sindacale di Base ha indetto lo sciopero 20 novembre 2015: statali in protesta, indignati per lo stanziamento per il rinnovo dei contratti.

Ecco le ragioni dello sciopero generale del 20/11, chi partecipa ed aderisce alla manifestazione e le ragioni ed i motivi che hanno condotto i dipendenti ad incrociare le braccia.

Ancora cortei animeranno le principali piazze italiane: questa volta lo sciopero 20 novembre coinvolgerà il pubblico impiego, coinvolgendo la scuola, i mezzi pubblici e le Università.

A Milano, Napoli e Roma si terranno manifestazioni e proteste per portare avanti le regioni che hanno costretto i dipendenti del pubblico impiego ad incrociare le braccia in vista della protesta. Ancora una volta sotto accusa c’è il governo Renzi, in particolare le ragioni dello sciopero generale sono da ricercare in alcuni emendamenti contenuti nella Legge di Stabilità.

Lo sciopero generale è stato organizzato dal sindacato USB e coinvolge non solo la scuola, ma anche le lavoratrici e i lavoratori di INPS, INAIL, ACI, CRI, ENIT e di tutti gli altri enti del Comparto sono stati invitati a scioperare il prossimo venerdì 20 novembre. Al momento non sono giunte conferme di adesione da parte e delle aziende di trasporto pubblico locale, anche se dovrebbe aderire Roma TPL, la seconda azienda di mezzi pubblici di Roma.

Sciopero 20 Novembre 2015: i motivi della protesta e dello sciopero generale

Al centro del dibattito sollevato da USB c’è “una valutazione completamente negativa sul complesso dei provvedimenti contenuti nella legge di Stabilità ed in particolare per quanto riguarda il vergognoso e sprezzante stanziamento di previsione per il rinnovo dei contratti di 3.200.000 lavoratori pubblici”.

Lo sciopero 20 novembre è stato indetto in questa data proprio perché giovedì 19/11 la Legge di Stabilità 2016 lascerà la Commissione Bilancio e approderà in aula al Senato dove il Presidente Grasso auspica venga approvata entro sabato 21 novembre. L’assenza annunciata di un dibattito costruttivo intorno alle questioni finora lamentate ha prodotto la reazione immediata anche delle altre sigle sindacali.

Lo stanziamento che per i prossimi 3 anni determinerà l’aumento dello stipendio per i contratti del pubblico impiego di 7,80 euro lordi al mese è stato ritenuto “vergognoso”. Tali aumenti deriveranno dal rinnovo dei contratti cui il governo è stato obbligato dalla sentenza della Consulta numero 178 del 2015.

I cortei a Milano, Roma e Napoli per lo sciopero 20 novembre 2015

L’unione Sindacale di Base, in occasione dello sciopero generale che si protrarrà per l’intera giornata di venerdi, ha organizzato tre grandi manifestazioni cui parteciperà il personale del pubblico impiego che ha aderito alla protesta. A Milano è previsto il concentramento in Largo Cairoli alle ore 9:30, a Roma invece l’adesione si rafforzerà al Colosseo alle ore 9:30, mentre a Napoli il concentramento è previsto in Piazza Mancini alle ore 10:00.

In occasione dello sciopero 20 novembre 2015, Daniela Mencarelli, dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego, ha dichiarato: “L’unica iniziativa di opposizione alle provocazioni del governo sarà lo sciopero indetto dall’ USB il 20 novembre che vedrà scendere in piazza a Roma, Milano e Napoli i lavoratori del pubblico impiego, dei servizi esternalizzati, delle aziende partecipate e gli LSU-ATA, realizzando in questo modo l’unità di quel lavoro pubblico che garantisce la tenuta del Welfare e che guarda ai cittadini come alleati in una lotta senza quartiere alla politica di tagli ai servizi essenziali voluta dall’Unione Europea”.


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