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12 novembre 2015

Sciopero scuola 13 novembre 2015: dove si sciopera e chi aderisce

Sciopero scuola 13 novembre
Sciopero scuola 13 novembre

Sciopero scuola 13 novembre

Confermato lo sciopero scuola 13 novembre 2015 che interesserà tutte le scuole a livello nazionale, previsti scioperi, proteste, cortei e manifestazioni a Roma e Milano

Un altro sciopero generale della scuola che causerà disagi ad insegnanti e studenti: ecco dove si dove si sciopera domani 12 novembre e chi aderisce allo sciopero contro la Buona Scuola del Governo Renzi!

Venerdì si torna a protestare con lo sciopero scuola 13 novembre, indetto da Cobas e dai sindacati.

Ecco le cause ed i motivi della protesta iniziata già a luglio con l’approvazione della Legge 107/2015, meglio nota come la Buona Scuola di Renzi.

Continua l’autunno caldo delle scuole italiane che hanno iniziato il nuovo anno scolastico all’insegna degli scioperi e manifestazioni. Se inizialmente abbiamo assistito allo sciopero studenti che lo scorso mese è durato circa una settimana, adesso a prendere il loro posto nei cortei sono gli insegnanti, i professori che proprio non ne vogliono sapere di sottostare alle scelte del governo Renzi.

Lo sciopero scuola 13 novembre 2015 porta avanti le stesse motivazioni che hanno determinato le proteste di quest’estate, quando è stata approvata la riforma scuola di Renzi e Giannini. I motivi dello sciopero degli insegnati sono stati più volte ribaditi da Anief e dai sindacati, ma vediamo meglio quali sono le cause che hanno determinato quest’ennesima manifestazione nazionale .

Sciopero scuola 13 novembre continua la protesta: ecco chi sciopera e dove

Chi partecipa allo sciopero generale della scuola del 13 novembre 2015? Lo sciopero nazionale interesserà il personale docente, quello dirigente e quello ATA; è stato organizzato dai sindacati Unicobas, Anief, Cub Scuola, Cobas e Usi Surf.

Assenti le altre sigle sindacali che hanno deciso di non aderire allo sciopero scuola, ma di organizzare una manifestazione nazionale il 28 novembre a Roma. Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS, comenta in questo modo la mancata adesione delle principali sigle dei sindacati: “I Cinque sindacati (Cgil-Cisl-Uil, Snals e Gilda) non solo non hanno dato alcuna risposta ai nostri ripetuti inviti a lottare e scioperare insieme come a maggio e giugno, ma hanno solo convocato una manifestazione del pubblico impiego a fine novembre, senza sciopero, in cui la lotta contro la 107 svanisce, inviando al governo Renzi e a docenti ed Ata un segnale di resa incondizionata.”

Tra i motivi della protesta, viene spesso ribadito il maggior potere che il Miur ha concentrato nelle mani dei Presidi che “tenteranno di imporre ai docenti il loro strapotere padronale su assunzioni, licenziamenti, premi e punizioni, oltre alla aziendalistica “alternanza scuola-lavoro(400 ore per gli studenti dei tecnici e professionali e 200 per i licei fuori dalla normale attività didattica).

Sotto accusa anche la Legge di Stabilità 2016, che non ha previsto alcuna soluzione per i precari e per i quota 96. I Cobas si scagliano contro la “Legge di (in)stabilità, grottesca “offerta” ai lavoratori/trici della scuola e del Pubblico impiego: dopo sei anni di blocco contrattuale, aumenti salariali di 8 euro (lordi) al mese”. Ricordiamo che in alcune città italiane ci saranno anche delle manifestazioni, come a Roma in piazza della Repubblica e una a Milano a largo Cairoli.

Cosa succede agli studenti con lo sciopero scuola 13 novembre 2015

Gli scioperi ed i cortei di venerdì tredici novembre sono rivolti ad alcune proposte di legge che interessano esclusivamente docenti, professori e gli altri membri del personale scolastico.

Gli studenti in occasione dello sciopero scuola del 13 novembre dovranno regolarmente presentarsi in classe, oppure presentare regolare giustificazione scritta in caso di assenza. Ricordiamo che però saranno possibili dei disagi nel corso dell’intera giornata di venerdì a causa dell’assenza di chi ha deciso di aderire allo sciopero generale della scuola. Lo svolgimento delle elezioni non può essere garantito: per legge i docenti che decideranno di partecipare alla protesta non potranno essere sostituiti da altri insegnanti in servizio.

Inoltre non sono previsti preavvisi in caso di adesione o partecipazione a qualcuno dei cortei organizzati in Italia. Il più grande, quello che si terrà a Roma, ricordiamo che porterà le ragioni del personale scolastico davanti al Miur alle ore 10,00 e davanti al Parlamento alle ore 12,00. Le proteste sono rivolte al Governo Renzi che negli ultimi giorni sta approvando  il contenuto delle leggi delega ancora da discutere in Parlamento.


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