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18 dicembre 2015

Chetone di lampone negli integratori alimentari, indicazioni Unicam

Chetone di lampone

Il ministero della salute segue le indicazioni di Unicam circa l’utilizzo di chetone di lampone ammissibile negli integratori alimentari.

Chetone di lampone

Chetone di lampone

In seguito alle analisi effettuate da Università degli Studi di Camerino, il Ministero ha riformulato il tenore massimo di chetone di lampone ammissibile negli integratori alimentari presenti sul mercato italiano.

Uno studio sulla quantità massima di chetone di lampone negli integratori alimentari, commissionato dalla F.E.I. (Federazione Erboristi Italiani) Confcommercio e coordinato dal Dott. Filippo Maggi della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, è stato eseguito presso i laboratori di cromatografia dell’Università di Camerino presso l’ex Dipartimento di Scienze Chimiche dai Dott. Massimo Ricciutelli, Fabrizio Papa e Romilde Iannarelli, ha riportato risultati sorprendenti.

In seguito alle analisi effettuate da Unicam, il Ministero della Salute ha riformulato il tenore massimo di chetone di lampone ammissibile negli integratori alimentari presenti sul mercato italiano.

Conseguentemente le imprese titolari di integratori contenenti derivati del frutto di lampone, sono tenute a conformare i prodotti a partire dalle produzioni avviate dal 2016.

La ricerca dell’Università di Camerino sui limiti di chetone di lampone negli integratori

“Lo studio ha avuto lo scopo di valutare il quantitativo di chetone di lampone in integratori alimentari presenti sul mercato nazionale presentati con finalità di perdita del peso corporeo. Lo studio – afferma il prof. Filippo Maggi docente Unicam – ha portato ad un intervento del Ministero della Salute a ristabilire gli equilibri e fare chiarezza sulla tipologia di estratti a base di lampone che possono essere definiti naturali. Le analisi condotte presso i laboratori dell’Università di Camerino si sono concluse attestando l’impossibilità di dichiarare il contenuto in chetone di lampone quale sostanza naturalmente estratta dai frutti, a causa delle quantità straordinariamente elevate riscontrate all’analisi e pertanto incompatibili con un principio attivo di derivazione naturale. Per contro, le analisi hanno evidenziato la presenza del composto di sintesi 4-(4-idrossifenil) butan-2-one, il cosiddetto “chetone di lampone” aggiunto ad hoc, pur vantandosi l’origine “all natural” di questo componente, che in quanto novel food non può essere utilizzato. Tale risultato – continua il prof. Maggi- è motivo di soddisfazione per Unicam che si avvale di expertise e strumentazioni di alto livello che sono impiegate oltre che per la ricerca di base anche per risolvere problematiche di rilievo pubblico come in questo caso.”


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