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5 dicembre 2015

Concorso Scuola: docenti e insegnanti precari sul bando Miur 2015

Ultime notizie dal fronte concorso scuola 2015-2016, la pubblicazione dell’attesissimo bando slitta ancora una volta: il punto di vista e critica di insegnanti e docenti precari.

Il ritardo è dovuto alla mancata approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del testo della nuova riforma delle classi di concorso.

Ecco tutte le novità sull’abilitazione all’insegnamento scolastico.

Che cosa ne pensano docenti e insegnanti precari del concorsone?

Lo abbiamo chiesto alla Dott.ssa Cristina Castiglione.

Ci risiamo. Il bando relativo al concorso scuola 2016 è slittato, e non si sa ancora a quando.

Com’è noto, la legge 107/2015, ribattezzata “Buona scuola”, aveva indicato il primo dicembre 2015 come termine ultimo per l’avvio dell’attesissima procedura concorsuale.

Successivamente, però, il Ministro Stefania Giannini aveva posticipato la data al 2 dicembre.

Adesso, purtroppo, quest’ulteriore slittamento – dovuto probabilmente alla revisione delle classi concorso – rischia di esacerbare ulteriormente gli animi dei precari italiani.

Intanto, da Viale Trastevere giungono, comunque sia, notizie confortanti. Tra qualche giorno, infatti, i tecnici del Miur incontreranno i relatori delle commissioni per fare il punto sulla situazione.

Concorso Scuola 2015-2016: ultime novità sul bando Miur e critica di docenti e insegnanti

E sembra, peraltro, che il prolungato ritardo concorso scuola non pregiudicherà, in alcun modo, lo svolgimento delle prove, che andranno in scena, come previsto, in primavera. Il tutto, ovviamente, avverrà in un clima di alta tensione. Non a caso, i sindacati sono sul piede di guerra; ed hanno chiesto un incontro con i vertici del Miur per tutelare i diritti dei precari e docenti di ruolo.

Del resto, in ballo c’è l’assegnazione di ben 63.700 posti. La qual cosa è per molti, anzi per migliaia d’aspiranti docenti, esclusi dal piano straordinario della riforma, l’unica chance d’assunzione. Intanto, il tempo passa inesorabilmente. Va, inoltre, ricordato che a inasprire ancor di più i toni della querelle è una novità piuttosto raccapricciante, e cioè: l’esclusività della partecipazione ai soli docenti abilitati, o meglio a coloro i quali abbiano avuto, a differenza di altri, la possibilità di finanziarsi i corsi abilitanti.

Intervista alla Dott.ssa Cristina Castiglione sull’abilitazione scolastica

Spinti dal desiderio di far luce sull’angosciante tematica del concorso scuola 2016 e, in particolare, sul sistema scolastico italiano, abbiamo contattato la Dott.ssa Cristina Castiglione, laureata con il massimo dei voti in architettura ma tagliata fuori dalle procedure selettive a causa dei biasimati e costosi percorsi abilitanti.

“Il concorso viene solo destinato a coloro che hanno potuto finanziarsi il corso abilitante e che magari sono usciti con un voto di laurea minimo acquisito magari dopo dieci anni, escludendo chi magari si è laureato con massimo dei voti nei termini previsti  facendo prima del 2001/2002 nei corsi di laurea materie che ti abilitavano all’insegnamento ma che non hanno avuto la possibilità economica di fare i corsi abilitanti. Quindi questo è un bado solo per chi ha avuto possibilità economiche di comprarsi l’abilitazione”.

Come detto, il Miur ha avviato la revisione delle classi di concorso e delle varie materie d’insegnamento: un provvedimento, a dire il vero utile, ma forse complessivamente più intricato del previsto. Fatto sta che la presente rivisitazione normativa ha suscitato non pochi dibattiti sui modi attraverso cui dovrebbe essere attuata. Che cosa ne pensa di questa revisione avviata a poca distanza dalla pubblicazione del bando scuola?

“La revisione delle classi si poteva fare prima visto l’annuncio di una data per il bando e si poteva indire un concorso solo per quelle classi successivamente”.

 Cristina, potrebbe parlarci della sua esperienza personale?

“La mia esperienza personale è quella di chi non ha avuto la possibilità di dimostrare le sue capacità ed essere selezionata attraverso un concorso pubblico per merito. Sono laureata in architettura il con massimo dei voti nei termini di 5 anni. Avendo frequentato il liceo artistico, le materie come arte, disegno tecnico (ecc) sono parte del mio DNA, ma purtroppo dopo la laurea, raggiunta con ottimi risultati, e borse di studio vinte per merito, non ho avuto la possibilità di farmi finanziare ancora dalla mia famiglia per i corsi abilitanti. I corsi si tenevano in un’altra città. Perciò oltre al costo, c’era il problema di alloggiare nell’altra città, o viaggiare (quindi impossibile), lavorare e seguire i corsi di abilitazione. Dalla data della mia laurea ci sono stati solo due concorsi in 20 anni. Mi sono iscritta ogni anno nelle graduatorie d’istituto; ma non sono mai stata chiamata. E magari accedono a supplenze persone con laurea in architettura con provenienza dalla ragioneria, cioè persone che non hanno studiato quelle materie necessarie per insegnare”.

Al di là dell’attuale concorso scuola 2015, che cosa ne pensa del sistema scolastico italiano?

 “Il sistema scolastico italiano ha necessità di veri insegnanti. Insegnare è come una missione, è come fare il medico. Nella scuola si formano i cittadini del domani. Ritengo, pertanto, che ad insegnare debbano essere persone capaci; non chi si compra i titoli solo per assicurarsi uno stipendio sicuro o chi non è portato per tale tipo di lavoro. Quindi, le selezioni pubbliche dovrebbero essere sempre per merito. Nelle mie materie non significa che un bravo architetto può essere un bravo insegnate, puoi essere bravo a disegnare ma non ad insegnarlo”.

Crede che l’Italia sia davvero un Paese meritocratico nel sistema scolastico e nella scuola?

“No. Non credo che l’Italia sia un paese meritocratico.”

“Siamo lontani anni luce. I nostri laureati migliori, infatti, fuggono all’estero dove vai avanti solo se vali”. 

Antonio Migliorino


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