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17 dicembre 2015

Farmaci e farmacie illegali online: stop dall’Università di Trento

Farmaci e farmacie illegali

Dalla ricerca universitaria stop a farmaci e farmacie illegali online: Fakecare, prevenzione e lotta alla vendita dei medicinali illegali.

Farmaci e farmacie illegali

Farmaci e farmacie illegali

Prevenzione e lotta alla vendita online di farmaci falsificati: domani e venerdì a Sociologia la presentazione dei risultati di Fakecare, progetto di ricerca coordinato dal gruppo eCrime dell’Università degli Studi di Trento.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità almeno il 50% dei farmaci venduti online è contraffatto. E ben il 94% delle farmacie presenti in rete opera illegalmente, come denuncia LegitScript, società statunitense leader nel settore.

Un danno per i consumatori, ma anche per l’economia, dato che solo nell’Unione europea si stima un giro d’affari da 10,5 miliardi di dollari l’anno. Ma soprattutto un rischio per la salute che riguarda da vicino i consumatori italiani, dato che anche nel nostro Paese a breve si potrà comprare farmaci senza prescrizione, cosiddetti “da banco”, da farmacie online. Ma come tutelarsi da acquisti incauti?

Di questo tratterà la conferenza “Il commercio online di medicinali falsificati: dalla ricerca conoscenza e strumenti a supporto di istituzioni, farmacie e aziende farmaceutiche”, che si aprirà domani e che proseguirà fino a venerdì, 18 dicembre nell’aula Kessler del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale (via Verdi 26). Il convegno permetterà di mettere a confronto esponenti delle forze dell’ordine, delle agenzie regolatorie del farmaco, delle case farmaceutiche, delle farmacie ed esperti provenienti da tutta Europa. Ma è anche l’occasione per presentare i risultati del progetto europeo Fakecare, coordinato dal gruppo di ricerca eCrime della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento e svolto in collaborazione con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), l’Università di Teesside, il Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità (RiSSC), Interpol, l’International Institute for the Prevention of Falsified Medicines (IRACM) e LegitScript.

Il progetto, iniziato nel settembre 2012, è stato co-finanziato dalla Commissione europea con circa 366mila euro (valore complessivo: 407.125 euro), nell’ambito del programma ISEC 2011 “Prevention of and Fight against Crime” della Direzione Generale Migrazione e Affari Interni.

Ai lavori del convegno sono presenti, tra gli altri il prorettore Flavio Deflorian, il preside della Facoltà di Giurisprudenza, Giuseppe Nesi e anche Andrea Di Nicola e Giuseppe Espa, rispettivamente coordinatore scientifico e vice-coordinatore scientifico di eCrime e del progetto Fakecare. Oltre a loro interverranno Bjorn McClintock di Interpol, Chris Vansteenkiste di Europol, il magg. Costantino Meloni dei NAS dell’Arma dei Carabinieri, il procuratore della Repubblica di Catania Angelo Busacca che è stato anche titolare dell’operazione “Farmastore”, Mike Isles dell’Alliance for Safe Online Pharmacies, Riccardo Raschini di SANOFI, Chris McGuire della Health Products Regulatory Authority irlandese e Naseem Hudroge e Michael Lilley della Medicine and Health Regulatory Agency britannica. Infine Paolo Betti di Federfarma e Marta Gramazio dell’Agenzia Italiana del Farmaco.

La falsificazione di prodotti medicinali e il commercio illegale online di farmaci sono due fenomeni strettamente interconnessi che hanno raggiunto proporzioni allarmanti: l’utilizzo del web consente ai criminali di vendere prodotti pericolosi (e potenzialmente letali) su larga scala, direttamente agli acquirenti e aggirando i canali di vendita legali e controllati. Il fenomeno è stato amplificato dall’emergere delle farmacie online, ovvero farmacie al dettaglio che operano parzialmente o esclusivamente su internet e spediscono gli ordini direttamente ai clienti. La maggioranza di questi siti sono però gestiti da criminali e vendono medicinali falsificati e molto pericolosi per la salute. Si stima che oggi tra le decine di migliaia di farmacie online presenti in rete, quelle che operano legalmente siano circa il 5 per cento: purtroppo non è sempre facile, soprattutto per un occhio inesperto, distinguere i siti legali da quelli illegali.

Secondo la European Alliance for Access to Safe Medicines, il 62% dei medicinali quotidianamente venduto online potrebbe essere contraffatto o di cattiva qualità. In ogni momento si stima che siano attivi sul web oltre 400 siti illegali con dominio .eu e oltre 30mila siti illegali con altri domini venderebbero sul mercato europeo (fonte: Alliance for Safe Online Pharmacy – ASOP EU).

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il giro d’affari accertato legato ai farmaci contraffatti è di 75 miliardi di dollari all’anno. In Europa è pari 10,5 miliardi di dollari.

Il progetto Fakecare alla lotta dei farmaci e farmacie illegali online

Nel progetto europeo di ricerca applicata Fakecare, un team di ricercatori universitari e di attori istituzionali ha adottato un approccio integrato e multidisciplinare (diritto, criminologia, statistica e scienze dell’informazione) al fine di sviluppare conoscenza e strumenti nuovi per la prevenzione e il contrasto della vendita online di medicinali falsificati a supporto di istituzioni pubbliche, farmacie e aziende farmaceutiche.

Fakecare è stato coordinato dal gruppo di ricerca eCrime della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento e svolto in collaborazione con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), l’Università di Teesside, il Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità (RiSSC), Interpol, l’International Institute for the Prevention of Falsified Medicines (IRACM) e LegitScript. Il progetto, iniziato nel settembre 2012, è stato co-finanziato dalla Commissione europea con circa 366mila euro (valore complessivo: 407.125 euro), nell’ambito del programma ISEC 2011 “Prevention of and Fight against Crime” della Direzione Generale Migrazione e Affari Interni.

Il progetto si conclude proprio oggi e domani a Trento con la presentazione dei risultati al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università degli Studi di Trento.

Fakecare di recente è stato considerato dalla Fondazione Chirac uno dei cinque progetti più importanti al mondo nel settore della contraffazione farmaceutica online e ha realizzato/ottenuto, tra le altre cose:

  • un patrimonio unico di conoscenza sul commercio online di medicinali falsificati con particolare attenzione, alla domanda, all’offerta e ai suoi canali di distribuzione, ai gruppi criminali coinvolti e alle opportunità criminali involontariamente create dal quadro normativo dell’Unione europea;
  • conoscenza scientifica sulle vulnerabilità del logo UE di certificazione dei siti online legalmente operanti che ha permesso di sviluppare un servizio unico di verifica e certificazione (app Veripharma) delle farmacie online, a tutela dei consumatori e degli operatori legittimi (che sarà offerto dalla divisione Intellego Pharma di Intellegit – neonata start up dell’Università di Trento – in collaborazione con InfoCert);
  • il primo software per l’identificazione e la classificazione automatica delle farmacie illegali online (FAST: Fakecare Alert System Tool). Il prototipo è stato testato e utilizzato con ottimi risultati da Interpol (Pharmaceutical Crime Unit) nelle ultime operazioni internazionali di polizia “Pangea”;
  • un sistema per valutare quanto un prodotto farmaceutico, in produzione o già prodotto, è a rischio di essere falsificato e venduto online (“Fakecare Hot Medicines Tool”);
  • linee guida per acquistare in modo legale e sicuro medicinali online;
  • linee guida per le forze dell’ordine a supporto delle attività di indagine sulla vendita illegale di medicinali online;
  • un curriculum universitario dedicato ai crimini farmaceutici con particolare attenzione sulla vendita online di medicinali falsificati

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