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4 dicembre 2015

Microbial Culture Collection Unimore entra nel MIRRI

Microbial Culture Collection

La collezione microbica Unimore Microbial Culture Collection – UMCC entra nella infrastruttura europea di ricerca e sviluppo MIRRI.

 Microbial Culture Collection

Microbial Culture Collection

Riconoscimento per la collezione microbica di Unimore.

La collezione microbica Unimore Microbial Culture Collection – UMCC entra nella infrastruttura europea di ricerca e sviluppo “MIRRI” (Microbial Resource Research Infrastructure).

La collezione che si trova presso la sede reggiana del Dipartimento di Scienza della Vita è una delle poche unità italiane presenti in questo network internazionale di gestione delle biorisorse.

La collezione microbica di UnimoreUniversità degli Studi di Modena e Reggio Emilia) dedicata alla conservazione di materiale biologico e di materiale genomico associato (DNA) è stata ufficialmente ammessa tra i membri della infrastruttura europea di ricerca e sviluppoMIRRI” (Microbial Resource Research Infrastructure), un network internazionale molto accreditato nell’ambito delle biotecnologie.

Unimore Microbial Culture Collection (UMCC), realizzata per offrire un servizio utile alla ricerca, all’insegnamento, all’industria ed alle applicazioni biotecnologiche in generale, si trova presso la sede reggiana del Dipartimento di Scienze della Vita ed è costituita da circa 2.700 ceppi, in particolare, colture microbiche di lieviti, batteri lattici e batteri acetici utilizzati per l’implementazione e lo sviluppo di colture starter funzionali per i processi di fermentazione alimentari ed industriali. Il catalogo dei ceppi della collezione è disponibile on-line e tutte le colture sono mantenute da tecniche che ne garantiscono la conservazione e la stabilità genetica per lungo termine.

L’inserimento della collezione Unimore (UMCC) nella struttura internazionale MIRRI è di fondamentale importanza in quanto, attraverso questa rete si intende creare un’infrastruttura deputata alla gestione delle biorisorse, strutturata a nodi nazionali, “National Focal Point”, a cui faranno riferimento le collezioni accreditate. Il nodo nazionale avrà il compito di coordinare sul proprio territorio l’attività delle diverse collezioni secondo le direttive internazionali.

La banca dati MIRRI, costituita da 16 partners e 28 collaboratori provenienti da 19 paesi, intende mettere a disposizione risorse biologiche autenticate e qualificate competenze a favore dell’innovazione nel settore delle biotecnologie.

Microbial Culture Collection all’Università di Modena e Reggio Emilia

“L’aggregazione della UMCC al MIRRI – dichiara il prof. Paolo Giudici di Unimore, coordinatore scientifico della collezione – è di rilevante importanza al fine di condividere l’esperienza di differenti centri di risorse biologiche e sviluppare un approccio coordinato finalizzato a garantire una più ampia copertura delle risorse biologiche ed una migliore utilizzazione delle competenze. E’ fondamentale che anche il nostro Paese aderisca alla infrastruttura del MIRRI attraverso la stipula dell’accordo “ERIC” (European Research Infrastructure Consortium) dato che, in futuro, tale infrastruttura sarà l’unica ufficialmente autorizzata a fornire, in modo coordinato e standardizzato, microorganismi e risorse biologiche autenticate, nonché qualificate competenze a favore delle utenze esterne, sia del mondo scientifico che industriale, e dell’innovazione nel settore delle biotecnologie”.

“La nostra collezione microbica – evidenzia la dott.ssa Luciana De Vero di Unimore, curatore della UMCC – è in grado di offrire un servizio utile sia all’università sia all’industria e il gruppo di ricerca dedicato è costituito da persone competenti nelle diverse discipline scientifiche, tra cui: microbiologia, ecologia, chimica analitica, biologia molecolare e bioinformatica. La partecipazione al MIRRI è un importante riconoscimento per tutto il gruppo di lavoro dato che la nostra, è tra le poche collezioni italiane presenti. Credo che questo contribuirà a colmare un vuoto, attualmente presente a livello nazionale, nella gestione delle biorisorse e porterà al nostro Ateneo grande visibilità a livello internazionale”.


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