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10 dicembre 2015

Riforma pensioni: ultime notizie dei sindacati sulla pensione dal 2016

Novità sulla riforma pensioni: ultime notizie dei sindacati rispetto alla pensione dal 2016, prevista vertenza sindacale per il 17 dicembre, per modifiche e cambiamenti.

Sulla riforma pensioni della Legge di Stabilità 2016 si sono scatenate diverse polemiche: oggi si sta concludendo questo lungo iter con l’approvazione degli emendamenti riformulati dalla maggioranza.

Ma la settima salvaguardia degli esodati, la proroga opzione donna, e il part-time per i pensionandi che vogliono una pensione anticipata non bastano a placare le polemiche.

Ancora una volta il sistema previdenziale italiano è interessato da numerose polemiche e la riforma pensioni all’oggi non sembra soddisfare nessuno dei soggetti interessati dalle ultime novità del governo Renzi. Fatta eccezione per opzione donne, gli esodati non sono stati considerati nella loro totalità e così la 7° salvaguardia ne escluderà un bel po’. Sarebbero oltre 20mila, secondo un conteggio effettuato dall’Inps, ma Poletti ha già fatto sapere che non ci sarà un ottava salvaguardia.

Precoci, nonché lavoratori ormai stanchi di aspettare la pensione di vecchiaia, chiedono a gran voce di poter andare prima in pensione. Quota 40 del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, ma anche quota 41 di Cesare Damiano, sembrerebbero risolvere i problemi di una grossa fetta di lavoratori ormai prossimi alla pensione. Ed inoltre lascerebbero posti vacanti per i giovani che, stando alle ultime notizie diffuse dall’Inps, attualmente rischiano di andare in pensione a 75 anni, e con il 25% in meno dell’assegno previdenziale rispetto ad oggi.

A protestare questa volta sono i sindacati, che già proiettati verso la riforma delle pensione 2016, annunciano che intendono avviare mobilitazioni e proteste, necessarie per ottenere quei cambiamenti e quelle novità che agevolerebbero soprattutto i giovani.

Riforma pensioni: Lamonica “41 anni di contributi per i precoci e flessibilità in uscita”

A scatenare le polemiche nei sindacati, sarebbe stato il quadro desolante offerto dall’Inps sulle prossime generazioni di pensionati. Gli attuali 30enni andrebbero in pensione a 75 anni, percependo anche meno dei loro genitori. Uno scenario quasi apocalittico, se si pensa che si verrà a creare una nuova classe di pensionati che rasentano la povertà.

La condizione attuale, comunque, non è migliore: troppe iniquità rispetto al passato. Urge una riforma pensioni che riequilibri le condizioni di chi, oggi, sta aspettando di maturare i requisiti per andare in pensione. La proposta di Boeri, considerata troppo audace alla luce delle recenti sentenze di incostituzionalità, prova a riequilibrare la situazione. Toglie a chi è andato in pensione troppo presto rispetto a quanto versato, e dona a chi ha perso il lavoro tardi: gli ultra 55enni che faticano a reinserirsi nel mondo del lavoro.

Ma adesso anche i sindacati vogliono dire la loro, e dopo i feroci attacchi di Susanna Camusso a Tito Boeri, è arrivato il momento di cambiare pagina. Di far andare i precoci in pensione con 41 anni di contributi (proposta anticipata anche da Damiano con la famosa quota 41) e di garantire flessibilità in uscita, senza penalizzazioni.

Le proposte dei sindacati per la riforma pensioni: le ultime notizie e novità

Le ultime notizie sulle pensioni arrivano direttamente da Vera Lamonica, segretaria nazionale della Cgil, che ai microfoni di Italia Parla su RadioArticolo1 ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno catturato l’attenzione mediatica.

Alla luce sempre del quadro desolante che ha diffuso l’Inps sulle pensioni degli attuali giovani, Lamonica spiega che il primo passo da compiere è quello di creare lavoro ai giovani per evitare “buchi contributivi”. In particolare “Sul versante più strettamente previdenziale – afferma Lamonica – bisogna correggere a fondo un sistema contributivo così rigido da sembrare puramente assicurativo. In realtà, il nostro è sistema previdenziale, di welfare, che deve quindi garantire dei tassi di solidarietà e di redistribuzione. Cioè bisogna costruire meccanismi che coprano tutti coloro che sono entrati molto tardi e in condizioni precarie nel mercato del lavoro.”

Sulla riforma pensioni Lamonica sottolinea che: “Noi, Cgil, Cisl, e Uil, con la nostra piattaforma indichiamo l’obiettivo di restituire una parte delle risorse sottratte al sistema previdenziale per intervenire in maniera strutturale sull’ordinamento che abbiamo ora, e per modificarlo in direzione di una maggiore equità”.

Le proposte dei sindacati per la riforma pensioni 2016

La piattaforma dei sindacati sulle pensioni verrà presentata ai quadri e delegati Cgil, Cisl e Uil in tre grandi assemblee, a Bari, a Firenze, a Torino il 17 dicembre. “E’ l’apertura di una vera e propria vertenza sulle pensioni – conclude Lamonica – nella quale avvieremo un percorso di sostegno a queste proposte.”

La riforma pensioni dei sindacati inizia col correggere i problemi attuali del sistema previdenziale italiano: “E poi ci sono le improponibili età di pensionamento per i lavori più usuranti. La nostra proposta prevede un arco di anni in cui è possibile andare in pensione, prima dell’età stabilita attualmente, e scontando le penalizzazioni già insite nel sistema contributivo. Con tetto a 41 anni di contributi per i lavoratori precoci. Si tratta di un meccanismo che non fa pagare la flessibilità ai lavoratori. La flessibilizzazione dell’età di uscita di qualche anno rispetto ai quasi 67 previsti non deve infatti comportare un ulteriore taglio del valore delle pensioni.


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