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17 dicembre 2015

Sistema museale dell’Università del Salento

Sistema museale dell'Università del Salento

Vaste e Poggiardo: il 19 dicembre l’inaugurazione del sistema museale dell’Università del Salento.

Sistema museale dell'Università del Salento

Sistema museale dell’Università del Salento

Il Museo Archeologico di Vaste, il Parco dei Guerrieri e il Portale, la chiesa rupestre dei Ss. Stefani, la chiesa rupestre di Santa Maria degli Angeli e il Museo degli affreschi bizantini, l’Arboreto Didattico: strutture museali, chiese rupestri bizantine e beni ambientali costituiscono il “Sistema Museale di Vaste e Poggiardo” (provincia di Lecce), che sarà inaugurato sabato 19 dicembre 2015 alle ore 16 a Palazzo della Cultura a Poggiardo (provincia di Lecce).

Istituito con delibera del Comune di Poggiardo, e realizzato grazie a un progetto finanziato su Fondi P.O. FESR 2007-2013 (Asse IV, Linea IV.2, Azione IV.2.1, lettera D, Riqualificazione e valorizzazione del sistema museale), il Sistema Museale di Vaste e Poggiardo è il risultato di una trentennale attività di ricerca da équipe dell’Università del Salento, parallela alla tutela del territorio curata dalla Soprintendenza Archeologica e dalla Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio.

Gli scavi archeologici sono stati diretti, a partire dal 1981, dal professor Francesco D’Andria, professore emerito di Archeologia dell’Ateneo salentino.

Il Museo Archeologico di Vaste nel sistema museale dell’Università del Salento

Nel corso dell’inaugurazione (programma in allegato) ci si concentrerà soprattutto sull’apertura del Museo Archeologico di Vaste, che offre la straordinaria occasione di esporre nel luogo stesso del ritrovamento oltre mille reperti provenienti dagli scavi dell’Università e da vecchi ritrovamenti registrati fin dagli inizi del ‘900.

Il Museo ha sede nel Palazzo Baronale (XIV – XVIII secolo) e l’esposizione si sviluppa al pian terreno, con ingresso da Piazza Dante, e al primo piano, accedendo dal retrostante Largo intitolato ai Ss. Vitale e Benedetta. Complessivamente il percorso si articola in 14 ambienti. Il visitatore segue un percorso che corrisponde alle tappe della storia di Vaste, un insediamento a continuità di vita, nel quale le più antiche tracce di occupazione risalgono alla tarda età del Bronzo (XI-X sec. a.C.).

Nel IV e III sec. a.C. l’abitato attraversa la sua fase di massima crescita, caratterizzata dalla costruzione di un circuito murario lungo oltre 3 km; dopo la conquista romana, quando vengono seppelliti due tesori di monete d’argento, si registra una forte contrazione per poi attraversare un periodo particolarmente florido di nuovo tra il IV ed il VI sec. d.C.

Al pian terreno una gigantografia, ideata da Francesco D’Andria e realizzata dallo studio InkLink di Firenze, rappresenta il settore del circuito murario di Vaste, adiacente alla porta est, nel momento in cui un sisma ne determinò il crollo nel corso della prima metà del III sec. a.C.

Appena a sinistra dell’ingresso sono esposti due vasi provenienti dalla necropoli del IV sec. a.C.: un cratere a figure rosse e una “trozzella”; al medesimo tema vengono dedicate anche le prime due sale del pian terreno. La rassegna dei corredi funerari continua al primo piano nelle sale 7 e 8. La sala 3 offre uno spaccato sull’organizzazione del territorio attraverso l’impianto di luoghi di culto e cippi e sull’architettura antica.

Al primo piano l’esposizione è introdotta da un settore di consultazione, con postazioni pc per la navigazione in archivi e risorse web attinenti all’archeologia della Puglia.

A partire dalla sala 5 il percorso si sviluppa secondo un ordine cronologico-tematico, dalle fasi più antiche fino all’epoca medievale, con particolare attenzione all’età messapica e ai reperti che documentano la vita e le trasformazioni della città di Vaste. Particolarmente significativo un complesso di tessere da gioco risalenti al II sec. a.C.

Assieme ai reperti archeologici, il visitatore potrà osservare ricostruzioni reali dei contesti di ritrovamento, diorami con scene di vita quotidiana nell’antichità e, infine, ricostruzioni digitali di monumenti e rituali.


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