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14 gennaio 2016

Borse pre dottorato di ricerca al Politecnico di Torino

Associazione Fili d'erba

Al Politecnico di Torino bando per borse pre dottorato di ricerca per attrarre i neolaureati più brillanti: ecco il bando e come partecipare.

Borse pre dottorato di ricerca

Borse pre dottorato di ricerca

L’Ateneo introduce un nuovo bando a inizio anno, aperto dal 15 gennaio 2016, e investe 2.6 milioni di euro l’anno nella quantità e nell’importo delle borse pre dottorati di ricerca per valorizzare la formazione di III livello

Non solo un percorso formativo di alto livello, a stretto contatto con la ricerca europea di avanguardia e in un ambiente internazionale: il Dottorato di ricerca al Politecnico di Torino si propone da quest’anno di premiare in modo ancora più concreto il merito e la qualità dei suoi studenti e, soprattutto, di poter garantire ai migliori laureati di inserirsi fin da subito nel percorso di Dottorato di ricerca, ancor prima dell’inizio ufficiale dei corsi.

L’Ateneo ha investito molto nel Dottorato di ricerca, circa 2.6 milioni di euro l’anno, perché siamo consapevoli del ruolo chiave che avranno i dottori di ricerca nel futuro panorama socio-economico, con la richiesta di portare il proprio contributo non solo in ambito accademico, ma sempre più nella ricerca e nell’innovazione industriale”, spiega il Rettore Marco Gilli, che prosegue: “Per questo, miriamo ad attrarre i migliori studenti per i nostri corsi di dottorato, ma sappiamo che i laureati più brillanti ricevono offerte di lavoro interessanti subito dopo il conseguimento del titolo e, una volta cominciato a lavorare, non prendono più in considerazione l’opzione di proseguire il proprio percorso formativo con il Dottorato di ricerca. Noi miriamo invece ad attrarre proprio questi giovani bravi e motivati per proseguire nell’alta formazione, quindi da quest’anno offriremo loro un’opportunità in più: una borsa pre-dottorato, con possibilità di avviare la propria attività di ricerca e di ricevere un adeguato supporto economico”

Bando per borse pre dottorato di ricerca al Politecnico di Torino

Il nuovo bando di inizio anno – aperto dal 15 gennaio prossimo e unico nel panorama italiano – garantirà infatti ai laureati delle sessioni autunnali e primaverili interessati a proseguire la propria formazione di non dover attendere il bando estivo e soprattutto, se risulteranno idonei, di beneficiare di una borsa pre-dottorato con importo mensile pari a quello della borsa di dottorato (1.300 euro mensili circa).

Il Politecnico ha investito molto negli ultimi anni nella formazione di terzo livello, stanziando nel 2014 un programma di sostegno al dottorato, che prevedeva: un aumento del valore delle borse rispetto al minimo di legge; l’incremento del 20% del numero delle borse; premi per i dottorandi migliori. Un programma rinforzato nel mese di dicembre scorso con un ulteriore aumento del valore delle borse (ora a € 1300 netti mensili, il maggiore importo in Italia) e con un ulteriore incremento del 25% del numero delle borse pre dottorato di ricerca finanziate. In un anno in cui si è registrata una flessione del finanziamento ministeriale per il dottorato, il Politecnico integrerà quindi con risorse proprie il budget per poter bandire 120 borse. A queste continuano a sommarsi tutte le borse messe a disposizione da aziende, anche nella formula del dottorato industriale, e progetti nazionali ed europei: sono in tutto oltre cento le posizioni che costantemente negli ultimi anni sono supportate da finanziamenti esterni.

Il Politecnico di Torino si propone dunque tra le prime università italiane a voler valorizzare con un investimento consistente il percorso del Dottorato di ricerca, con un impegno economico che, complessivamente, ammonta a 2.6 milioni di euro l’anno (di cui 1.8 milioni stanziati a partire dal 2016), impiegati per oltre il 50% per aumentare l’importo delle borse. Il mensile del dottorando al Politecnico di Torino è di un quarto superiore al valore previsto dalla legge ed è decisamente competitivo con il salario d’ingresso in industria. Con questo investimento, quindi, l’Ateneo punta a sottolineare il valore fondante del Dottorato anche a livello di Paese, cercando di agevolare i giovani che scelgono la ricerca come settore verso il quale orientare le proprie scelte di carriera, in un contesto che, secondo i dati Eurostat, vede l’Italia nelle ultime posizioni a livello europeo: nel 2012 in nostro Paese era al terzultimo posto per numero di dottorandi ogni mille abitanti, con un preoccupante 0,6%.

Il Dottorato di ricerca apre infatti la porta al mondo della ricerca, non solo in università ma anche in azienda e nel terziario (dove sono occupati oltre il 50% dei neodottori ad un anno dal titolo, con tendenza a crescere). Il Dottorato, infatti, forma professionalità direttamente spendibili sul mercato del lavoro, in Italia o, sempre più spesso, all’estero. Numerosi dottori di ricerca del Politecnico lavorano oltre Oceano, negli USA e in Canada; seguono paesi più vicini all’Italia come Francia, Svizzera, Regno Unito, Germania e Austria; una buona percentuale trova il suo primo impiego in Australia. Un successo internazionale che è legato anche alla forte multiculturalità dell’ambiente del Dottorato al Politecnico: più del 30% degli studenti della Scuola di Dottorato è straniero.

Il punto del prof Flavio Canavero sulle borse pre dottorato di ricerca Polito

“Le risorse complessivamente destinate dal Politecnico di Torino al Dottorato di Ricerca rappresentano una concreta azione tendente a realizzare gli obiettivi del piano strategico dell’Ateneo, che intende perseguire una linea di accrescimento della nostra capacità di attrarre e formare studenti e ricercatori di talento”, commenta il Direttore della Scuola di Dottorato del Politecnico Flavio Canavero, che prosegue: “Il dottorato è un programma di tre anni in cui l’individuo è un ricercatore in formazione: nel triennio non solo si rafforzano le competenze professionali nello specifico campo di attività, ma soprattutto si stimola una mentalità permanentemente rivolta a scoprire, a indagare il nuovo e a voler ottenere nuovi risultati, che sono gli elementi essenziali per l’innovazione non solo dei prodotti ma anche dei processi produttivi, amministrativi, politici e sociali”.


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