• Google+
  • Commenta
19 marzo 2016

Bullismo a scuola: come difendersi e combattere il bullismo

Bullismo a scuola
Bullismo a scuola

Bullismo a scuola

Il Bullismo a scuola e in Italia: cos’è come difendersi e come combattere il bullismo e cyberbullismo.

La lotta alla violenza tra i banchi di scuola, ecco come difendersi. Intervista esclusiva a Filippo Pompei, Segretario Nazionale della Finas.

Per l’Istat, un ragazzo su due dichiara di esser vittima di bullismo. Insulti, parolacce, botte, spintoni, derisioni e offese con soprannomi stucchevoli e inaccettabili. È questa la straziante istantanea della Scuola italiana: un tempio, anzi, un fecondo regno di cultura e condivisione, che, sempre più spesso, si trasforma in distorto motore d’angosce esistenziali.

Ma quanto è diffuso il fenomeno del bullismo a scuola? Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), nel 2014 circa il 50% degli studenti italiani ha subìto episodi di violenza tra i banchi di scuola.

I dati sono piuttosto raccapriccianti. Per gli esperti del Report “Il bullismo in Italia: comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi” un alunno di scuole superiori su due è stato, almeno una volta, vittima di violenze e prepotenze ad opera dei propri compagni, mentre circa uno su cinque (cioè il 19,8% degli intervistati) è un bersaglio ricorrente di azioni vessatorie scolastiche. In particolare, le vittime abituali, i capri espiatori dei bulli appartengono ad una fascia d’età che va dagli undici ai diciassette anni, e nel solo nord del Bel Paese rappresentano ben il 24%. Nel settentrione, del resto, risiede il maggior numero di vittime, sporadiche o abituali, del bullismo a scuola, che raffigurano oltre il 58%. Nel complesso, sembra che le ragazze (20,9%) siano più bersagliate dei ragazzi (18,8%), e che, in generale, la maggior parte degli episodi di bullismo si verifichino tra i banchi dei licei (19,4%). È quanto trapela dall’indagine Istat, targata 2014, sul bullismo a scuola.

Bullismo a scuola e in Italia:  come difendersi e combattere il bullismo e cyberbullismo

Con l’intento d’approfondire l’angosciante dramma del bullismo a scuola, abbiamo sentito Filippo Pompei, Segretario Nazionale di Future is Now Associazione Studentesca – Finas.

Segretario Pompei, ci parli delle importantissime campagne della Finas.

“L’associazione FutureIsNow Finas fin dalla sua nascita ha tra le principali mission la prevenzione dei fenomeni di bullismo e di cyberbullismo. In questi mesi ci sono giunte segnalazioni di diversi casi di bullismo dalla scuola primaria al liceo, motivo per cui ci siamo attivati distribuendo nelle scuole, un vademecum volto a contrastare e prevenire fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Stiamo lavorando ad una nuova edizione del vademecum, ampliata con i consigli degli esperti sul tema. Ed è proprio grazie alla preziosa collaborazione con EIPASS, Ente internazionale di certificazione e promozione della cultura digitale, da sempre attenta alle tematiche che riguardano il mondo Scuola e l’approccio alle nuove tecnologie e internet, che abbiamo avuto la possibilità di lavorare sul progetto, proponendo suggerimenti pratici per contrastare il fenomeno. Si parte innanzitutto dalla prevenzione, sensibilizzando Docenti e Studenti che ogni giorno sono in prima linea e che inevitabilmente sono coloro che, insieme alle famiglie, possono dare un concreto contributo.

La collaborazione con EIPASS vedrà la costituzone di un comitato permanente sul fenomeno del cyberbullismo, anche grazie al Centro Studi EIPASS impegnato nel fornire strumenti ai Docenti per meglio gestire le problematiche che possono nascere nell’ambiente scolastico.

Il Vademecum sarà possibile scaricarlo anche in versione e-book gratuitamente, cosi tutti gli studenti potranno averlo sempre con loro a costo zero. L’edizione aggiornata del vademecum verrà presentata dal Presidente Nazionale Di Vincenzo nel panel sul bullismo al festival dei giovani, il 14/15/16 aprile a Gaeta”.

Fenomeno del bullismo a scuola e crescita del cyber bullismo

“Ritengo che questi fenomeni siano sempre esistiti, e che se ne parlasse di meno. Con la diffusione della rete e dei device portatili come smartphone e tablet, oramai strumento principale di comunicazione dei giovani, il fenomeno si è certamente ampliato. I social network nei casi di cyberbullismo sono come una cassa che amplifica il suono di uno strumento. Se si tratta di un gruppo di persone la diffusione sarà maggiore, serve quindi maggiore attenzione nella prevenzione e nel contrasto dei fenomeni, la scuola in questo ha una responsabilità sociale non da poco. Dalle segnalazioni che riceviamo emerge che gli strumenti adottati dalle istituzioni sono ancora insufficienti e poco funzionanti, serve un potenziamento degli stessi”.

Secondo lei, in che modo andrebbero ostacolate queste piaghe sociali?

“Noi della FutureIsNow riteniamo sia importante sensibilizzare gli studenti fin dalla scuola elementare sul tema del rispetto reciproco, anche questa è educazione. 

Bullismo a scuola e Cyberbullismo

Bullismo a scuola e Cyberbullismo

L’educazione civica svolge un ruolo primario nella formazione dei giovani, per questo è un insegnamento importante che deve essere impartito dalla scuola primaria fino al termine del ciclo di studi. Le Istituzioni devono impegnarsi maggiormente per contrastare e prevenire il fenomeno del bullismo. Non è sufficiente fare rete con gli enti istituzionali, serve un dialogo con i territori, con le scuole e con le associazioni che ogni giorno ricevono segnalazioni di fenomeni di bullismo. Serve potenziare gli strumenti in uso” – Conclude Filippo Pompei della Finas –

Antonio Migliorino


© Riproduzione Riservata