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10 marzo 2016

Carlo Bajetta docente di Univda sul Wall Street Journal

Carlo Bajetta
Carlo Bajetta

Carlo Bajetta

Lavoro di Carlo Bajetta docente dell’Univda sul Wall Street Journal.

La trascrizione di un manoscritto originale fa luce su importanti dettagli per gli studi shakespeariani.

Il Professor Carlo Bajetta, professore ordinario di Letteratura inglese dell’Università della Valle d’Aosta, è il primo studioso italiano a contribuire a “Shakespeare Documented” il nuovo progetto della Folger Shakespeare Library che mette in rete documenti relativi alla vita e opere del Bardo di Stratford trascritti direttamente dai manoscritti originali.

Il professor Bajetta ha trascritto e pubblicato uno dei documenti più significativi della raccolta. Per la prima volta, infatti, viene proposto in versione originale e traduzione in inglese un manoscritto di cui si aveva notizia solo per essere stato oggetto di un lacunoso riassunto del primo Novecento.

Lavoro di Carlo Bajetta docente dell’Univda sul Wall Street Journal 

La notizia è stata riportata il 9 marzo dal Wall Street Journal, che riporta anche gli entusiastici commenti di alcuni dei maggiori studiosi shakespeariani.

Dalla trascrizione del manoscritto originale, conservato presso l’Archivio di Stato di Venezia, emergono dettagli significativi sul clima dell’epoca elisabettiana e sul modo di vivere della classe diplomatica a Londra, ma soprattutto risulta chiaro che il Pericle shakespeariano fu rappresentato per la prima volta nella capitale inglese tra il maggio 1606 e il giugno 1608. Questa datazione era fino ad ora solo presunta e messa in dubbio da alcuni studiosi.

Il manoscritto riporta la deposizione di un interprete dell’epoca, Odoardo Guazzo, durante il processo all’ambasciatore veneziano Antonio Foscarini, accusato di sperperare il denaro della Repubblica conducendo una vita dissoluta e arrivando a pagare somme ingenti per una rappresentazione teatrale (comparabili forse ai venti scudi, l’equivalente odierno di 1.200 dollari, già pagati da altri ambasciatori del tempo).

La Folger Shakespeare Library è la più grande e importante biblioteca di studi shakespeariani al mondo e il progetto che sta portando avanti con nuove o inedite trascrizioni di manoscritti originali si pone l’obiettivo di eliminare i molti errori interpretativi dei testi che si sono tramandati nel tempo, e sino all’età moderna. Una delle maggiori difficoltà per gli studiosi è l’interpretazione della calligrafia dell’epoca, cosa che non ha posto problemi per uno specialista dell’età elisabettiana e come il prof. Carlo Maria Bajetta, che da anni si occupa di paeografia rinascimentale.

“Molte cose sono andate perse. Crediamo di conoscere il passato. Non lo conosciamo. Conosciamo solo dei brandelli di passato.” Ha commentato sul Wall Street Journal dopo aver appreso la notizia Stephen Greenblatt, professore della Harvard University.


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